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 GISELLA SOFIO: SIMPATICA  SNOB  Divertente, elegante, raffinata. Gisella Sofio passò praticamente la sua vita sulle scene, dagli anni '50 fino alla sua scomparsa, soli quattro anni fa. Una vita artistica vissuta un po' sullo sfondo, in una penombra tuttavia illuminata dalla luce della sua recitazione brillante. Con quell'aria da signora snob e petulante, ciarliera e altezzosa, ha saputo regalarci sapienti caratterizzazioni in grado di consacrarla alla storia. Nata a Milano il 19 febbraio 1931, la Sofio dimostrò precocemente un interesse per lo spettacolo. Ancora studentessa imitava le sue professoresse facendo ridere le compagne che poi, con grandi doti persuasive, riusciva a portare a casa sua per dar loro lezioni di inglese e francese, lingue da lei parlate correntemente. Strumenti, questi, che le saranno utilissimi al suo debutto, per caratterizzare quelle figurazioni da lei rese con una precisione quasi maniacale.  Gisella Sofio con Tino Carraro in "A qualcuna p...
 DORIAN GRAY, DIVINA "MALAFEMMINA" Un colpo di pistola alla tempia in una fredda mattina di febbraio. Fu il "punto" messo ad una vita divisa tra celebrità e riservatezza, tra fama e discrezione. Un'esistenza conclusasi in una solitudine che lei stessa aveva scelto cinquant'anni prima, quando si ritirò dalle scene all'apice del successo. Sono passati dieci anni esatti dalla scomparsa di Dorian Gray, ma la sua immagine di formosa diva dai capelli vaporosi e dagli occhi ammaliatori è ancora viva in quel cinema che l'aveva riempita di gloria ed onori, prima per la sua avvenenza, poi per doti recitative venute fuori pian piano, grazie all' "occhio" di registi importanti.  Quello pseudonimo maschile, di matrice letteraria, che faceva tanto Hollywood, l'aveva scelto per lei il suo coreografo. In realtà si chiamava Maria Luisa Mangini, altoatesina di Bolzano - dove nacque il 2 febbraio 1931 -, e si avvicinò al mondo dello spettacolo ancora ...
 PIERO UMILIANI, STORIE DI NOTE E DI FILM  Ci hanno regalato ciò che nella vita ci manca. Quella melodia perfetta, in grado di avvolgere persone, strade, abitazioni, momenti di gioia, di paura, di sofferenza, rendendo tutto più speciale ed indimenticabile. Quel vantaggio che ha il cinema, in cui tutto, anche i momenti più atroci, possono trovare un senso con le note giuste.  Quelle note, così profonde e singolari, che spesso hanno anche innalzato gli italiani alla gloria internazionale. Personaggi come Armando Trovajoli, Nino Rota, Piero Piccioni ed Ennio Morricone seppero toccare le corde giuste per poter descrivere meglio dei dialoghi, meglio della mimica dei protagonisti, situazioni e scenari di pellicole memorabili, nazionali ed internazionali. Ma a questo quartetto va aggiunto chi, forse più degli altri, ha saputo fare una piccola rivoluzione con qualche nota e un po' di brio: Piero Umiliani. Il suo nome è legato in particolar modo al jazz , allo swing , al blues , m...
 OSATE AMARE! "[...]‘Ammore è nu forte dolore, ca pare na cosa c’addora di rosa". Sono i versi conclusivi di una poesia di Eduardo, dal titolo "L'ammore ched'è". Una conclusione probabilmente poco indicata specialmente nel giorno in cui si celebra la festa degli innamorati. Purtroppo, però, tutti sappiamo che l'amore non è sempre così bello e idilliaco come lo si descrive. Certo, dipende anche dal tipo d'amore. Sappiamo bene infatti che esso è un sentimento dalle molteplici declinazioni: dall'amor di patria all'amor filiale all' "amor-tadella", per fare il verso ad una vecchia battuta del grande Mario Carotenuto.  Ma l'amore tra due persone, quello più propriamente celebrato il 14 febbraio - giorno di San Valentino, protettore degli innamorati - è senza dubbio un sentimento pericoloso. Rousseau diceva che al cuore si può solo obbedire. Pascal, invece, che aveva "le sue ragioni che la ragione non conosce". Insomma, ...
 TIBERIO MITRI, IL BOXEUR DAL VOLTO D'ANGELO  Non bisogna mai voltare le spalle all'avversario. Non solo per una questione d'etica, di correttezza nei confronti dello sfidante, ma soprattutto per evitare di subire un colpo tale da pregiudicare la propria vittoria. E Tiberio Mitri, infatti, i suoi guantoni da pugile li aveva sempre tenuti alti, a difendere quella "faccia d'angelo" più volte percossa ma mai, fino in fondo, offesa. Quel 12 febbraio 2001, però, Tiberio Mitri si ritrovò di spalle al suo avversario. L'ultimo dei tanti che aveva incrociato nella sua lunga carriera agonistica iniziata da giovanissimo in una palestra di Trieste - dove era nato il 12 luglio 1926. Vent'anni fa, però, il suo avversario non portava calzoncini e guantoni e non era neanche un essere umano: era un treno, diretto a Civitavecchia. Tiberio Mitri camminava sui binari, a due chilometri dalla Stazione Termini, a Roma, probabilmente fuori di sé. Il treno gli arrivò da dietr...
 FRANCA FALDINI, LA "PRINCIPESSA" DE CURTIS Totò la vide in un corposo servizio fotografico sul settimanale Oggi. Era il 1952: Franca Faldini, appena ventunenne, rientrava dagli Stati Uniti, dove era stata messa sotto contratto dalla Paramount, decisa a fare di lei una diva. Mora, slanciata, fisico da mannequin , due occhi verdi stupendi, sembrava destinata a meraviglie, e infatti era rientrata in Italia soltanto per una vacanza. Dopo aver visto le sue foto sul settimanale, il comico napoletano la ricoprì di fiori, di biglietti appassionati, chiedendole un incontro. Lei era una ragazzina - era nata a Roma, il 10 febbraio 1931 - lui un cinquantenne sposato e divorziato, con una figlia, Liliana, che aveva pressoché la sua età. Franca Faldini, all'inizio, era molto titubante: disse che non poteva accettare la corte da una sconosciuto. Ma il destino aveva scelto per loro e così, poco tempo dopo, si incontrarono per caso, presentati da una amica comune. Iniziò così la loro inc...
 LITTLE TONY, "PALPITO" ROCK  Il suo era matto, "matto da legare". Talmente folle da giocargli un brutto scherzo, nel 2006. Ma non al punto di portarselo via.  Perché a tradirlo, non fu quel cuore che nell'Italia degli anni '60 fece palpitare migliaia di ragazzine "yé-yé" che correvano a rimpinzare di monetine i juke-box pur di sentire la sua voce. A tradire Little Tony, infatti, fu un tumore ai polmoni, che se lo portò via il 27 maggio 2013 in una clinica a Roma, sua patria d'adozione.  Perché Antonio Ciacci, per tutti "Little", era nato a pochi chilometri dalla Capitale, a Tivoli, il 9 febbraio 1941. E sebbene fosse di origini sanmarinesi (non chiese mai la cittadinanza italiana) si sentiva romano a tutti gli effetti. Il suo "cuore", invece, batteva oltreoceano, per quella musica del demonio che era il rock and roll e che negli anni '50 spopolava anche nel nostro Paese, ovattando le voci dei cantanti melodici che, di l...
 JAMES DEAN: VITA "BRUCIATA"  Chissà come sarebbe andata. Chissà che aspetto avrebbe oggi James Dean, compiuti i novant'anni. Di certo non sarebbe il bel ragazzo biondo di quel 1955, anno della sua consacrazione a star del cinema e, ironia della sorte, anno della sua morte, rincorsa ad oltre cento all'ora a bordo della sua " Little bastard ", la piccola bastarda, la sua Porsche 550 spyder . Aveva solo ventiquattro anni e una carriera luminosa davanti a sé. Da poco aveva debuttato da protagonista in tre film. L'ultimo uscito nelle sale quando già non c'era più, e forse questo contribuì ancor di più a farne un mito. Ma sarebbe disonesta un'affermazione del genere, perché "Jimmy" Dean era davvero bravo.  Era difficile capire se si immedesimasse nel personaggio fino in fondo oppure se era lui ad essere realmente così: affascinante, ribelle, indomito. Certo è che all'Actors Studio, il tempio della recitazione di New York, città in cui er...
 RONALD REAGAN, IL PRESIDENTE COWBOY La sua immagine è legata alla fine della "Guerra Fredda", allo stop ai missili intermedi in accordo con Gorbaciov ed all'affermazione definitiva degli Usa su un' Urss che, di lì a poco, si sarebbe sgretolata come il Muro di Berlino: simbolo anch'esso di un mondo che stava cambiando. Da quarantesimo presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan divenne il simbolo di un conservatorismo volto al cambiamento e all'innovazione, soprattutto in campo economico e militare.  Il pugno di ferro, poi risolto con un progressivo accordo di riappacificazione col blocco sovietico, passò alla storia come il radicale mutamento di volto dell'America. Protagonista di tutto ciò, lui, Ronald Reagan, figlio di un calzolaio dell'Illinois - dove nacque il 6 febbraio 1911 -,  ex volto di Hollywood per circa vent'anni, con una cinquantina di film all'attivo, soprattutto western. A differenza di Gary Cooper e John Wayne, però, il futuro ...
 NINO BESOZZI: AI "CONFINI" DELL'ARTE  Bisogna onorarli e ricordarli. È necessario ridare lustro a figure che hanno di fatto realizzato i più bei momenti di spettacolo nazionale. E va ricordato anche chi non ha saputo ben imporsi, ma ha lasciato un ricordo indelebile, proprio come Nino Besozzi. Sono trascorsi cinquant'anni dalla sua morte e ce ne accorgiamo dal fatto che quell'universo lì, quello del teatro, leggero o impegnato, di rivista o classico, è ormai un vago ricordo.  Come lo è forse la sua immagine, legatasi ai palcoscenici nazionali quando era appena maggiorenne, nel 1919 - nacque a Milano, il 6 febbraio 1901 -, e decise di buttare alle ortiche un diploma da ragioniere pur di seguire la passione per l'arte. Divise la scena con Ruggero Ruggeri, Maria Melato, Sarah Ferrati e Andreina Pagnani, con la quale nel 1930 fondò la sua prima compagnia. Si cimentò con Shakespeare e Goldoni, Wilde e Pirandello, ma accanto a pièce classiche affiancò il teatro di...
 MARIO CAMERINI, GENTILUOMO DELLA CINEPRESA  Di lui si parla sempre troppo poco. Nonostante pellicole di pregio, nonostante una filmografia dove la sperimentazione la fa da padrone, nonostante sia stato, insieme ad Alessandro Blasetti, tra i promotori della rinascita del cinema italiano negli anni '20, di Mario Camerini ci si ricorda raramente. Eppure la sua è stata una carriera intensa e ricca di esperienze, spalmata nell'arco di ben quattro decenni, fin dai primi anni del secolo scorso, quando si affacciò al cinema come sceneggiatore.  Già da studente del prestigioso Liceo Tasso, nella sua Roma - dove nacque il 6 febbraio 1895 -, infatti, Camerini scrisse il suo primo soggetto: "Le mani ignote", un giallo venduto poi alla "Cines".  La scrittura, il cinema, probabilmente erano nel suo destino tanto che iscrittosi alla Facoltà di Giurisprudenza, forse per seguire le orme paterne - Camillo Camerini, avvocato socialista di origini abruzzesi -, sostenne soltant...
 CLARK GABLE, "IL" DIVO "Francamente me ne infischio". Una battuta talmente celebre tanto da esser diventata un modo di dire. Una frase che, al di là di una carriera ben più ampia e illustre, ha legato per sempre Clark Gable allo sfacciato avventuriero Rhet Butler. Non a caso, "Via col vento", uscito nelle sale statunitensi nel 1939 - e da noi proiettato solo dopo la fine della Seconda guerra -, è ancora oggi un colossal senza tempo e Gable è considerato uno dei più grandi interpreti di quella straordinaria stagione cinematografica. La sua effige è tuttora l'emblema del cinema hollywoodiano: sguardo ammaliatore, capelli lucidi di brillantina, baffetti stretti sulle labbra e quelle orecchie troppo "a sventola" che dopotutto non lesero mai il suo fascino. La sua carriera incominciò a Hollywood negli anni '20, dove arrivò dall'Ohio dove era nato, a Cadiz, il 1° febbraio 1901. Figlio di povera gente, cresciuto dal padre (la madre morì qua...