SCRIVERE, LEGGERE, EVADERE Non ne posso fare a meno. È questa la verità. Con un pizzico di presunzione - qualità che ben poco si addice alla mia persona, per natura portata a screditarsi da sola - potrei affermare di essere anche bravo. Ma preferisco dire che è la cosa che mi riesce meglio. Perché scrivere mi viene naturale. Basta sedermi, accendere il computer, aprire un file di testo, seguire un pensiero e le mani cominciano ad andare da sole. Ed ecco che viene giù di tutto: riflessioni, poesie, qualche breve racconto, e soprattutto quello che può leggere qui chi ha la pazienza e il piacere di farlo. Non è sempre così facile, però. Scrivere presuppone non solo impegno, conoscenza, capacità di esprimere per iscritto un concetto, trovando le parole giuste. Ci vuole una mente sgombra, un cervello pulito come un foglio bianco tutto da scrivere. Spesso il mio non lo è, ed è per questo che sono stato costretto a fermarmi. È successo alla fine di questa estate, tra settembre e ottobre...
PER SEMPRE SÌ: ( DA ) VINCI NAPOLI! « Questo premio lo voglio condividere con la mia famiglia che mi ha aiutato tanto a superare ogni momento, e lo voglio dedicare alla mia città, Napoli ». Non se lo aspettava lui, di certo, ma non se lo aspettava nessuno. Almeno fino a martedì scorso, quando la sua canzone ha subito riscontrato apprezzamenti da più parti. Spesso sul palco dell’Ariston c’è una assuefazione comune dovuta alla consapevolezza che tutto cambia coi tempi, tra stili musicali, bizzarrie degli artisti, conduttori più o meno votati alla modernità e al rischio (come è stato Amadeus) o maggiormente tradizionalisti e misurati (come Carlo Conti). Eppure, questa vittoria è come un fulmine a ciel sereno tra le nuvole che aleggiano sulla città dei fiori. Sal Da Vinci, una carriera cinquantennale tra teatro, musica e cinema esplosa lo scorso anno con il grande successo di Rossetto e caffè , si è presentato al Festival di Sanremo con una canzone apparentemente fuori tem...