FEBBRE DA CAVALLO, MEZZO SECOLO DI RISATE DA CUSTODIRE « Il sorriso magico » di Mandrake . Le cicche all’angolo della bocca del Pomata. Gli occhialoni dell’avvocato De Marchis. Lo sguardo tonto di Felice. La cravatta della Roma di « Rinaldi Otello, tre chili de trippa e due de budello », meglio conosciuto come Manzotin . Il Carosello del « whisky maschio senza rischio » con Proietti pizzardone. King-Soldatino-D’Artagnant, la tris “ de Gabbriella ". Potremmo chiudere anche qui. Da sinistra, Francesco De Rosa, Gigi Proietti ed Enrico Montesano in una scena del film. Bastano nomi, citazioni e frasi epiche per rievocare un cult come Febbre da cavallo , cinquant’anni fa per la prima volta nelle sale. Regia di Stefano Vanzina, in arte Steno. Scritto e sceneggiato da lui con il figlio, Enrico Vanzina, e Alfredo Giannetti. Lo scenario: l’ippodromo romano di Tor di Valle. I protagonisti: spiantati giocatori alla continua ricerca di modi creativi e fantasiosi per racimolare so...
BRUNO LAUZI: “FAME” DI POESIA Ritornerai, Bruno, so che ritornerai. Sono convinto che in tanti lo avranno scritto o pensato vent’anni fa esatti, quando tu, Bruno Lauzi, ci lasciasti orfani della tua musica, della tua cultura e della tua intelligenza. All’epoca, forse, poteva sembrare una frase banale, che sfruttava uno dei pochi successi in cui le tue parole e la tua musica hanno incontrato la tua voce. Accompagnata da un pizzicato di chitarra che fa venire i brividi ad ogni ascolto. Oggi, però, la situazione è molto diversa. Ritornerai, Bruno, perché tu eri un poeta e ne abbiamo bisogno. La dolce e malinconica scuola genovese che fondasti con Tenco e Paoli sapeva osservare tanto il mondo quanto l’animo umano, descrivendoli nelle loro più piccole e profonde sfumature. Leggevi, osservavi, scrivevi, infilavi una nota dietro l’altra e veniva fuori di tutto: amore, odio, tristezza, gioia, nostalgia, passione, dolore. La tua voce, particolare nella sua unicità, l’hai se...