VIRNA LISI, LA “BOCCA” DELLA VERITÀ Bionda, occhi azzurri, di una eleganza eterea. Virna Lisi ha rappresentato e rappresenta ancora l’ideale di bellezza femminile conturbante e rassicurante al tempo stesso. Marchigiana, classe 1936, dalla commedia ai film d’autore, dagli sceneggiati televisivi in bianco e nero alle fiction, passando per il teatro e per un famoso Carosello di un dentifricio che sentenziava che, lei, “con quella bocca”, poteva dire tutto ciò che voleva. E la Lisi è stata così: ha saputo dire di no quando serviva. Ha messo sempre al primo posto la famiglia, e questo ha reso la sua carriera pluripremiata ancor più autentica. Da giovane e avvenente ragazza a matura ed elegante signora, Virna Lisi ha sempre rivendicato la propria libertà, i propri valori e una serietà che, spesso, l’ha fatta passare in secondo piano. Ma senza nessun pentimento da parte sua: fiera di aver vissuto come voleva, fino alla fine. Ebbene, nel novantesimo anniversario della sua nascita, vi rip...
FEBBRE DA CAVALLO, MEZZO SECOLO DI RISATE DA CUSTODIRE « Il sorriso magico » di Mandrake . Le cicche all’angolo della bocca del Pomata. Gli occhialoni dell’avvocato De Marchis. Lo sguardo tonto di Felice. La cravatta della Roma di « Rinaldi Otello, tre chili de trippa e due de budello », meglio conosciuto come Manzotin . Il Carosello del « whisky maschio senza rischio » con Proietti pizzardone. King-Soldatino-D’Artagnant, la tris “ de Gabbriella ". Potremmo chiudere anche qui. Da sinistra, Francesco De Rosa, Gigi Proietti ed Enrico Montesano in una scena del film. Bastano nomi, citazioni e frasi epiche per rievocare un cult come Febbre da cavallo , cinquant’anni fa per la prima volta nelle sale. Regia di Stefano Vanzina, in arte Steno. Scritto e sceneggiato da lui con il figlio, Enrico Vanzina, e Alfredo Giannetti. Lo scenario: l’ippodromo romano di Tor di Valle. I protagonisti: spiantati giocatori alla continua ricerca di modi creativi e fantasiosi per racimolare so...