LETTERA A FRANCO DI MARE N° 2 Caro Franco, eccomi qua, pronto a onorare quella che si appresta a diventare una consuetudine. Un breve dialogo a metà strada tra l’Aldilà e l’Aldiquà nel giorno in cui, due anni fa, sei tornato a fare il corrispondente dal luogo più affascinante e sconosciuto dell’Universo, noto e ignoto. Aspettavo da tempo questo momento. Specialmente dopo aver preso coscienza che questa lettera ti sarebbe giunta a meno di ventiquattro ore dall’inizio di una nuova avventura per me. Non posso parlare di traguardo, né di vittoria. Ma ciò che mi accadrà a partire da domani sarà sicuramente l’inizio di qualcosa di importante e stimolante. Rimescolando il senso delle parole di Neil Armstrong, potrei parlare di un piccolo passo per l’Umanità ma di un grande balzo per l’Uomo Andrea. Vorrei tanto che fossi ancora tra noi, caro Franco. Vorrei poterti dire queste cose a viva voce. Magari alla presentazione di un tuo libro: quello sulla Napoli degli ostricari ...
CIAO, ALEX! La vita non è una gara di velocità, ma di resistenza. Non conta quasi mai l’andatura, piuttosto la costanza. Nessuno è desideroso di raggiungere l ’ inesorabile meta il prima possibile, tutt’altro. Ecco perché non c’è bisogno di correre ma di reggere il passo. Alex Zanardi l’aveva capito da tempo. Forse da quel tragico giorno in cui, in pista, la vita gli fece pagare un ’ ammenda per aver accelerato troppo verso la meta. Un incidente, un brutto incidente per capire quanto la nostra esistenza sia fragile, quanto possa essere facile lasciarsela sfuggire dalle mani. Quella volta, da pilota di F1, Alex Zanardi dovette dire addio alle sue gambe. Un avvertimento? Un presagio? Chi lo sa. Di sicuro da quel giorno la vita di Alex cambiò, per sempre, e non nel senso che tutti noi potremmo pensare. Alex Zanardi cominciò quel giorno il suo atto di resistenza contro un’esistenza caduca e fuggevole. La sua testa, piena di capelli, piena di idee che brillavano nei suoi occhi ...