BUON COMPLEANNO, MARISA! In fondo, è sempre rimasta una brava ragazza. Proprio come Giovanna, la formosa e sfuggente fanciulla che faceva il bagno in bikini nelle acque del “biondo” Tevere. E da brava ragazza, Marisa Allasio ha preferito a un certo punto un buon matrimonio alle lusinghe del cinema, scegliendo riserbo e discrezione. Nella misura, ovviamente, in cui le può richiedere la moglie di un nobile signore, discendente dei Savoia. “Regina”, però, per il popolo Marisa Allasio lo era diventata da sola, per merito ed onore. Il merito? La sua naturale bellezza, prorompente e genuina, che negli anni ’50 suscitò sentimenti contrastanti e perturbanti in un’Italia onesta, pura e perbene. Classe 1936, torinese, figlia di Federico, calciatore nonché allenatore del Toro e del Genoa, la Allasio era una ingenua ragazza di famiglia borghese quando entrò nel mondo del cinema dalla porta principale, frequentando un corso di recitazione con una “sovrana” del teatro e del doppiaggio italiani,...
TIBERIO MITRI, EROE DEGLI ULTIMI Pugni alti, a coprire il volto, e occhi puntati sull’avversario. Regola base della “nobile arte” che Tiberio Mitri, boxeur dal volto d’angelo, non aveva trasgredito mai. Né agli esordi in palestra nella sua Trieste. Né quando vinse il titolo europeo, diventando simbolo di riscatto nell’Italia del Dopoguerra. E neanche quando perse il titolo mondiale, sconfitto da Jack LaMotta. Aveva sempre schivato i colpi della vita, dentro e fuori dal ring. La fine di un amore turbolento con Fulvia Franco (Miss Italia 1948), triestina come lui. La delusione di un matrimonio fallito. Il dolore per due figli morti prematuramente. E anche la fine di quella celebrità che tra titoli, vittorie e sconfitte lo aveva portato, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, a tentare la strada del cinema con buoni risultati nelle commedie sentimentali degli anni ’50. Poi la solitudine, la depressione, l’Alzheimer e quel treno da cui si lasciò investire. L’ultimo e inesorab...