TEDDY RENO, UN SECOLO DI GENTILEZZA Un gentiluomo d’altri tempi. Col cappello a falda larga, gli abiti eleganti, la sciarpa di seta al collo, i capelli impomatati, il sorriso galante e quella voce sussurrata. Che eseguisse Piccolissima serenata , Malafemmena , ‘ Na voce, ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna o Sarrà chi sa..., con cui vinse il Festival di Napoli nel 1959, Teddy Reno ha fatto innamorare una intera di generazione di fanciulle pronte a perdersi nella malia delle sue corde vocali e nel suo aspetto garbato e distinto. E che perfino una ragazzina Yé-Yé come Rita Pavone, piccola, ribelle e energica come poche, sia capitolata ai piedi di un fascinoso “matusa” come lui, la dice lunga. Classe 1926, triestino, papà ingegnere di origini austro-ungariche e mamma di discendenza ebraica, Ferruccio Merk Ricordi - per l’anagrafe - cominciò a muovere i primi passi nel mondo della musica negli anni ’40 a Radio Trieste. Dopo una tourné...
ARRIVEDERCI, PEPPINO! Champagne, per brindare a un addio. O meglio a un arrivederci. Nel buio di una sala gremita, sotto un cono di luce che l’avvolge, un pianoforte a coda è rimasto solo e silenzioso. Quell’uomo, dagli occhiali grandi e il sorriso da bambino, ricurvo sui tasti per farci divertire, ballare e innamorare, se n’è andato. Peppino Di Capri è passato dall’altra parte del palcoscenico, per godersi finalmente gli applausi di una carriera straordinaria, tra passi di twist e amori romantici e malinconici. Nella memoria di tutti si affastellano titoli, ricordi ed emozioni. La leggerezza del Saint-Tropez twist e Let’s twist again , i brividi di Roberta , la malinconia di Nun è peccato e Champagne , il romanticismo di Un grande amore e niente più . Perché Peppino Di Capri ci ha accompagnati in un viaggio lungo, tra lacrime, sorrisi e battiti di cuore. Un viaggio suggellato, tre anni fa, da un premio alla carriera sul palco dell’ Ariston , riscoprendolo fragile, grato e con gl...