FRANCO BARESI: GIOCARE PER IMPARARE A VIVERE Quando scompaiono leggende del calcio, quello vero, fatto di sudore, fatica e passione, sovviene sempre la solita domanda: come siamo arrivati a questo punto? Non parliamo di calcio strettamente tecnico, anche perché chi vi scrive non ne avrebbe né le competenze né le risorse per farlo. Parliamo essenzialmente del perché il calcio abbia cambiato completamente natura: quella di un gioco che se fatto per bene consente anche di campare, di farsi una posizione, come si diceva una volta. Franco Baresi, rossonero fino al midollo, legato al Milan fin dagli esordi, capitano, difensore libero, vincitore di sei scudetti, Supercoppe e svariate Coppe (da quelle dei Campioni alle Intercontinentali) era un giocatore nel senso più puro del termine. Bravo, gentile, signorile, come hanno ricordato un po ’ tutti nell ’apprendere della sua scomparsa. Perché per quanto la tifoseria delle curve, spesso, faccia credere il contrario, il calcio è uno sport nob...
CIAO, DON MAZZI! Non indossava la tonaca, nelle cui tasche infilare il breviario. Quello lo portava nel cuore, come il Vangelo. Unico ed essenziale compagno di strada per un prete il cui cammino è sempre stato lungo, faticoso e accidentato. Don Antonio Mazzi non era soltanto un sacerdote. Era un amico, un confidente, un fratello, un padre per tanti. Nella Milano degli anni ’70-’80, in preda al dramma della droga, don Mazzi trovò la forza, il modo, l’energia e il tempo per salvare quante più persone possibili da una sorte che appariva inesorabile. Giovani e giovanissimi precipitati nell’abisso della dipendenza spesso per mancanza di aiuto, conforto, ascolto. Don Mazzi invece sapeva ascoltare. La sua missione sacerdotale lo spingeva ben oltre la somministrazione dei Sacramenti e il semplice conforto spirituale. Don Mazzi non salvava solo le anime, salvava anche i corpi. Forse per questo quella Chiesa, spesso da lui descritta come un edificio vuoto, uno scheletro senza anima, lo trov...