LIVIO, IL SOGNO ETERNO DI UN’ITALIA IN CORSA Correva, Livio, e l’Italia con lui. Correva Livio, e il Paese sognava. 200 metri piani. Olimpiadi di Roma del 1960. L’Italia del “boom economico”, l’Italia democristiana e centrista che lentamente si apriva a sinistra. L’Italia della motorizzazione di massa e della televisione. L’Italia della lavatrice e di Carosello. L’Italia dell’Autostrada del Sole in costruzione. L’Italia che correva verso il futuro. E Livio, ventuno anni, studente di chimica, alto, bello, affascinante e misterioso dietro gli occhiali scuri correva verso quell’oro olimpico che lo avrebbe condotto sul tetto del mondo. Da lassù sognare diventò più facile anche per l’Italia. Umiliata dalla guerra, ma in rapido riscatto agli occhi delle grandi potenze, mondiali ed europee, aveva finalmente ritrovato il suo posto. Correva, Livio, a guadagnarsi quel posto, e l’Italia correva e sognava con lui. Ma di quel sogno, purtroppo, rimasero soltanto bei ricordi. Perché quand...
BYE, ABBIE! Fatalmente bella, dolcemente fiera. Ha incarnato la seduzione femminile degli anni ’50, quando un occhiolino ammiccante era addirittura più provocatorio di due belle gambe in mostra. Ma Abbe Lane è stata anche una donna che ha rivendicato la malia della sua voce, la genuinità del suo talento, la sua completezza d’artista oltre un’apparenza fatta di grazia e di forme. Eppure, sono state anche quella grazie e quelle forme a renderla speciale. Una donna meravigliosa, una bellezza travolgente, un’attrice incantevole, dai palcoscenici di Broadway alle commedie farsesche con Totò, fino ai tanti Mambo e Cha cha cha ballati in celebri trasmissioni della neonata Tv, accompagnata dall’orchestra di Xavier Cugat, al tempo suo marito. Perché Abbe Lane deve tanto all’Italia pudica, democristiana e filoatlantica che l’ha accolta come un dono della provvidenza americana nel Dopoguerra. Ma ora che la Provvidenza, quella con la P maiuscola, l’ha richiamata a sé (lo scorso aprile), la m...