IL CIMITERO DEGLI INGLESI: IL DOLCE RIPOSO DI BELINDA La Venere di Cheronea all’ombra di una Piramide in uno dei luoghi più incantevoli della Città Eterna. C’è del simbolismo in tutto questo. Perché una affascinante fanciulla, una dea dagli occhi tristi e dal corpo allegro, una protagonista di tanti film mitologici non poteva trovare un luogo migliore per riposare in eterno. Nel cimitero degli inglesi, suggestivo rettangolo di terra incastonato tra antiche mura, vigilate dal bianco marmo della Piramide Cestia, nel quartiere Testaccio di Roma, Belinda Lee ha trovato rifugio dopo una vita breve, intensa e ingrata. Volevo da tempo farle visita, da quando il mio sguardo incrociò il suo in un vecchio film ( La lunga notte del ‘43 , di Vancini), facendomi innamorare di una attrice, inglese e regale, dentro e fuori, che credeva di aver trovato la felicità qui, nel nostro Paese. E così, in un soleggiato mattino di febbraio, mi sono ritrovato lì, tra croci, lapidi e monumenti fune...
CIAO, PINO! Una voce roca e profonda. Un’anima gentile. Un uomo affascinante. La sintesi perfetta della sua grandezza sta tutta in questi dettagli. Pino Colizzi e ra uno dei migliori doppiatori che il cinema italiano abbia mai avuto. Le sue “corde” ci hanno regalato attimi di profonda emozione, modellandosi al corpo a cui erano destinate, all’incisività del ruolo da interpretare. Che fosse Christopher Reeve in Superman , che fosse il Gesù (Robert Powell) del kolossal di Zeffirelli, che fossero Alain Delon o Michael Douglas, la sua voce coglieva ogni sfumatura possibile. Classe 1937, romano di nascita - cresciuto tra Paola, in Calabria, e Bari, dove mosse i primi passi in palcoscenico -, diplomato all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico , Colizzi ha lavorato con i più grandi registi: da Bolognini a Zeffirelli, da Visconti a Patroni Griffi, passando dal cinema al teatro. Il suo volto, tuttavia, è legato soprattutto alle grandi interpretazioni televisive, da Tom Jones...