LUCHINO VISCONTI, L’ESSENZA DI STILE Gusto, fascino, raffinatezza, maniera. Si può condensare tutta la sua arte in quattro parole. La bellezza come l ’ atrocità di una immagine, il garbo come la crudezza di una parola, la verità dietro ogni sequenza, che fosse una pièce teatrale o un film, celavano la grandezza di un signore, oltre che di un regista, che possedeva la nobiltà nel cuore prima che sul blasone. Luchino Visconti se ne andava cinquant’anni fa, il 17 marzo 1976. Gli ultimi anni, difficili, trascorsi in carrozzella, con una mano paralizzata e poi quell’influenza e i seguenti problemi cardio-respiratori che se lo portarono via, non cancellarono nel suo sguardo il desiderio di vivere e lavorare. L’innocente , la sua estrema fatica, il suo testamento affidato ai gesti e ai volti di Giancarlo Giannini e Laura Antonelli, uscì quando lui non c’era già più, lasciando per sempre la sua firma in calce a una storia artistica cominciata quarant’anni prima. Agli esordi pari...
JERRY LEWIS, RIDERE PER NON PIANGERE È curioso, se non addirittura profetico, che il centenario della nascita di un comico tanto dissacrante quanto divisivo come Jerry Lewis - 16 marzo 1926 - cada proprio nel bel mezzo di uno show mediatico che vede gli Stati Uniti protagonisti su più fronti, tra pugni di ferro, attacchi militari, sproloqui a favore di telecamera e degenerazione di una potenza, politica, militare e industriale che per decenni è stata l’essenza stessa del garante della democrazia (sebbene a volte soltanto sulla carta). Le facce, gli sberleffi, le movenze goffe, gli occhi strabuzzati, le sopracciglia incurvate fino all’inverosimile sulla fronte spaziosa di Jerry Lewis ce l i ricordiamo tutti. Bambino prodigio figlio d ’arte , performance a profusione sui palcoscenici dei teatrini di provincia, lavoretti vari e strampalati per sbarcare il lunario fino all’incontro decisivo con l’allora cantante Dean Martin e la nascita di un duo che per quasi dieci anni, tra il ...