ADDIO, GINO! D’ora in poi, sarà tutta una Questione di sopravvivenza . Non sarà facile per chi con la sua musica ha imparato ad amare, sorridere, cantare, o come me a raccontare. Perché Gino Paoli più che un cantautore era un cantastorie. Sapeva raccontare, con le parole giuste, con la voce giusta. Arrochita dal fumo, impastata di tabacco e swing , di amore e malinconia, di passione e ingenuità, di sensibilità ma anche di forza. Poesie messe in musica che parlavano di gatte, di mani senza fine, di “signorine” e di armoniche, di vecchi bambini, di madri, di “cosa c’è”, di sassi consumati dal mare, di sorrisi gratis di donne che ti spingevano a vendere l’anima. Di lunghe storie d’amore, di quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo, di gambe aperte alla libertà parisienne . I Ray-Ban a goccia, gli occhi azzurri, il sorriso sotto i baffi ingialliti dal fumo, i completi jeans, la sua sagoma con un microfono in mano sotto le luci di un palcoscenico. Sembrava si mate...
UMBERTO BOSSI: LA “PIETRA” GREVE Era già tutto previsto, verrebbe da dire. Una politica che non parla e non discute, ma urla. Una politica che non accoglie, ma rifiuta. Una politica che non difende, ma offende. Una politica che più che gestione della cosa pubblica, nella sua accezione più pura e antica, diventa indigestione di becere beghe interpartitiche intrise di parolacce che ben poco hanno a che fare con l’interesse dello Stato. Ebbene, Umberto Bossi, il Senatùr , il fondatore della Lega Nord , il primo outsider della Seconda Repubblica, l’uomo triviale che sembrava sempre uscito da una osteria dopo due bicchieri di troppo, il deputato in canottiera che brandiva con foga il microfono come Alberto da Giussano (il guerriero del Carroccio) la spada per vomitare tutta la sua presunta superiorità, più “fisica” che intellettuale, è stato l’emblema stesso di quella previsione. Uscito dalle macerie di Mani Pulite facendosi largo tra le insegne dei partiti di...