CIAO, ALEX! La vita non è una gara di velocità, ma di resistenza. Non conta quasi mai l’andatura, piuttosto la costanza. Nessuno è desideroso di raggiungere l ’ inesorabile meta il prima possibile, tutt’altro. Ecco perché non c’è bisogno di correre ma di reggere il passo. Alex Zanardi l’aveva capito da tempo. Forse da quel tragico giorno in cui, in pista, la vita gli fece pagare un ’ ammenda per aver accelerato troppo verso la meta. Un incidente, un brutto incidente per capire quanto la nostra esistenza sia fragile, quanto possa essere facile lasciarsela sfuggire dalle mani. Quella volta, da pilota di F1, Alex Zanardi dovette dire addio alle sue gambe. Un avvertimento? Un presagio? Chi lo sa. Di sicuro da quel giorno la vita di Alex cambiò, per sempre, e non nel senso che tutti noi potremmo pensare. Alex Zanardi cominciò quel giorno il suo atto di resistenza contro un’esistenza caduca e fuggevole. La sua testa, piena di capelli, piena di idee che brillavano nei suoi occhi ...
SE ENRICO MATTEI FOSSE QUI... «Chi agita lo spauracchio di una Europa bloccata nella sua attività economica dalla interruzione delle forniture sovietiche, oltre a sopravvalutare enormemente le dimensioni del problema, sembra dimenticare che la stessa preoccupazione era viva esattamente cinque anni fa, quando la Crisi di Suez pareva far incombere sull’economia europea una minaccia ben più reale. Non possiamo affermare che questa minaccia, in teoria, sia completamente allontanata, ma è certo che dal 1956 l’industria petrolifera si è orientata a neutralizzarla nel solo modo in cui è possibile farlo: moltiplicando e diversificando cioè le fonti di rifornimento del greggio attraverso un’attività di esplorazione e di produzione estesa ad un maggior numero di Paesi e su territori più vasti». Moltiplicare, diversificare. La Crisi di Hormuz sembra uscire fuori da queste righe. Dichiarazioni che risalgono a più di sessant’anni fa e rese da un uomo il cui nome è spesso chiamato fuori a s...