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 Tg2 50: QUANDO IL RACCONTO SI FA NOTIZIA

Cinquant’anni. Mezzo secolo di notizie, o meglio di racconti. Perché questo, fin dal 15 marzo del 1976, è stato l’obiettivo del Tg2: il notiziario della Rete Due nato da una “costola” del Telegiornale che per anni aveva fatto la spola tra primo e secondo canale. Aveva così inizio una storia che, qualche anno dopo, con la nascita della Terza Rete e del Tg3, avrebbe portato alla suddivisione netta dei tre canali, ognuno con una propria peculiarità e relativa espressione politica, tra Dc (TG1), Psi (Tg2) e Pci (Tg3), prima che la scure di Tangentopoli provocasse cambiamenti sostanziali anche nelle redazioni. 



Ma come dicevamo, il Tg2 nasceva già con l’intento di rivoluzionare il mondo dell’informazione. Un telegiornale che non si limitasse alle notizie, ma che offrisse un racconto più completo, con foto, filmati, dirette, commenti a caldo. Un telegiornale che fosse meno istituzionale e più “vicino” alla gente. Tante le immagini che si affastellano nella memoria, tra passato e presente. I direttori: dai pionieri Andrea Barbato e Ugo Zatterin a Clemente J. Mimun, Mario Orfeo e Antonio Preziosi. Le corrispondenze dall’estero: dai racconti pieni di humor di Carlo Mazzarella alle più compite e “british” narrazioni sulla Corona Inglese di Antonio Caprarica, passando per le appassionate inchieste dai Balcani del compianto Franco Di Mare. Le rubriche: da Tg2 Dossier a Tg2 Motori, Tg2 Costume e società, Tg2 Post passando per Medicina 33, condotta per anni dal grande Luciano Onder. E poi i tanti, tantissimi cronisti e conduttori: da Piero Angela a Giuseppe Marrazzo, da Sandro Ruotolo a Raffaele Garramone (cronista parlamentare), da Michele Cucuzza a Marcello Masi. E come dimenticare le donne: da Mariella Milani e Piera Rolando fino a Valentina Bisti, Monica Giandotti e Manuela Moreno, passando per Carmen Lasorella e Lilli Gruber. Volti, voci, storie e racconti della nostra Italia. Dal bianco e nero (anche se per poco) al colore. Dagli studi di Via Teulada 66 a Saxa Rubra. Dalla Prima alla Seconda Repubblica. Dal Pentapartito al populismo. Ma se tutto cambia, in fondo, non cambia nulla, come scriveva qualcuno. Perché, certo, in mezzo secolo è cambiato il Paese come sono cambiati i suoi abitanti e le loro abitudini. Ma la cronaca, la politica, gli approfondimenti, le inchieste, le ultime sul cinema e sulla musica, gli eventi culturali, i racconti dal mondo in presa diretta e in HD (risoluzione che il Tg2 ha adottato per primo, nel 2016) continuano ad appassionare il pubblico, ieri come oggi. Perché in cinquant’anni non è mai stata la notizia a farsi racconto, ma il racconto a farsi notizia. E la storia continua. Ad maiora, Tg2!

A.M.M.



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