CIAO, ALEX! La vita non è una gara di velocità, ma di resistenza. Non conta quasi mai l’andatura, piuttosto la costanza. Nessuno è desideroso di raggiungere l ’ inesorabile meta il prima possibile, tutt’altro. Ecco perché non c’è bisogno di correre ma di reggere il passo. Alex Zanardi l’aveva capito da tempo. Forse da quel tragico giorno in cui, in pista, la vita gli fece pagare un ’ ammenda per aver accelerato troppo verso la meta. Un incidente, un brutto incidente per capire quanto la nostra esistenza sia fragile, quanto possa essere facile lasciarsela sfuggire dalle mani. Quella volta, da pilota di F1, Alex Zanardi dovette dire addio alle sue gambe. Un avvertimento? Un presagio? Chi lo sa. Di sicuro da quel giorno la vita di Alex cambiò, per sempre, e non nel senso che tutti noi potremmo pensare. Alex Zanardi cominciò quel giorno il suo atto di resistenza contro un’esistenza caduca e fuggevole. La sua testa, piena di capelli, piena di idee che brillavano nei suoi occhi ...
A cura di Andrea Marino Marsilia