SCRIVERE, LEGGERE, EVADERE
Non ne posso fare a meno. È questa la verità. Con un pizzico di presunzione - qualità che ben poco si addice alla mia persona, per natura portata a screditarsi da sola - potrei affermare di essere anche bravo. Ma preferisco dire che è la cosa che mi riesce meglio. Perché scrivere mi viene naturale. Basta sedermi, accendere il computer, aprire un file di testo, seguire un pensiero e le mani cominciano ad andare da sole. Ed ecco che viene giù di tutto: riflessioni, poesie, qualche breve racconto, e soprattutto quello che può leggere qui chi ha la pazienza e il piacere di farlo.
Non è sempre così facile, però. Scrivere presuppone non solo impegno, conoscenza, capacità di esprimere per iscritto un concetto, trovando le parole giuste. Ci vuole una mente sgombra, un cervello pulito come un foglio bianco tutto da scrivere. Spesso il mio non lo è, ed è per questo che sono stato costretto a fermarmi. È successo alla fine di questa estate, tra settembre e ottobre. Non avevo più la testa, avevo bisogno di staccare. È stato per poco tempo, forse qualcuno non se ne è neanche accorto. Però è servito. È servito a una conferma: scrivere per me è un bisogno. Come dicevo prima non posso evitare di farlo, vado quasi in crisi di astinenza. Perché è una delle pochissime cose che mi fa sentire veramente vivo, a mezz’aria tra la realtà dei fatti e quella delle mie storie nella Storia. Sono otto anni, otto anni che vi racconto di tutto: fatti storici, anniversari importanti e personalità più o meno illustri, vive o da tempo defunte, che siano attrici, attori, musicisti, politici, imprenditori. Storie vere e storie fantastiche dal magico mondo del cinema. Il tutto sullo sfondo del famigerato “secolo breve”, ovvero il nostro Novecento. Ma anche riflessioni personali, dissertazioni pseudo filosofiche e divertenti lettere spedite dall’Aldiqua all’Aldilà, come quelle destinate al mio amatissimo Luciano De Crescenzo (che risponde, eh, ve lo assicuro!). Ebbene, in questi otto anni, dal lontano 3 marzo 2018, Il Resto del MARINO, la mia creatura, aziona le sue rotative virtuali per assecondare, quasi senza sosta, le mie esigenze. L’andatura, col tempo, ha subito un rallentamento. Ci sono stati periodi in cui ho scritto anche cinque (dico cinque!) articoli al giorno, con buona pace di chi ha avuto l’ardore e l’ardire di leggerli uno dietro l’altro. Adesso non più. Scrivo con più calma, con meno frequenza, ma cerco sempre di farlo quando lo desidero davvero, e in tal caso non c’è fatica che tenga. E non solo perché è un piacere, il mio, ma anche perché è un dovere. Un dovere nei vostri confronti, care lettrici e cari lettori che rubate un po’ di tempo alle vostre giornate per leggere quanto scrive un ragazzo che ha avuto la sfortuna di non saper fare quasi niente, se non raccontare ciò che gli piace e ama. Perché io amo, tanto. Amo raccontare queste storie. Amo farlo quando sono felice, ma soprattutto quando sono triste. È proprio in quei momenti, infatti, che la mia testa si libera davvero dai suoi mille pensieri per poter buttare giù qualche riga sensata, concreta pur nel mio mondo artefatto fatto di pensieri e di parole, come avrebbe detto Battisti su versi di Mogol. E allora scusatemi, scusatemi se continuerò a tediarvi con i miei idoli, i miei film del cuore e le farneticazioni di un inguaribile romantico-sognatore con la testa perennemente fra le nuvole ma le mani ben posate sui tasti di un Pc o di una macchina per scrivere (ogni tanto, lo confesso, uso anche quella). Scusatemi, dunque, ma tutto questo è un esercizio necessario per chi si illude ancora di poter trasformare una passione in mestiere. Magari anche per me si avvererà il sogno dell’Angelo coi Baffi del buon Tonino Guerra. L’Angelo del Signore che non sapeva fare niente e scendeva sulla terra nel giardino della casa di un cacciatore che aveva degli uccelli impagliati. Andava a buttar loro il grano. Tutti ridevano di lui ma un giorno quegli uccelli presero il volo. Chissà che, un domani, con un po’ di ostinata follia, anche i miei articoli prenderanno il volo da queste pagine per raggiungere altri lidi. Ma voi, voi assidui lettori di queste storie nella Storia non temete. Il Resto del MARINO sarà sempre qui, pronto a regalare qualche momento di evasione. A me che desidero scrivere, a voi che desiderate leggere.
Grazie e buona vita a tutti!
Andrea Marino Marsilia

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