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 RONALD REAGAN, IL PRESIDENTE COWBOY


La sua immagine è legata alla fine della "Guerra Fredda", allo stop ai missili intermedi in accordo con Gorbaciov ed all'affermazione definitiva degli Usa su un' Urss che, di lì a poco, si sarebbe sgretolata come il Muro di Berlino: simbolo anch'esso di un mondo che stava cambiando. Da quarantesimo presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan divenne il simbolo di un conservatorismo volto al cambiamento e all'innovazione, soprattutto in campo economico e militare. 



Il pugno di ferro, poi risolto con un progressivo accordo di riappacificazione col blocco sovietico, passò alla storia come il radicale mutamento di volto dell'America. Protagonista di tutto ciò, lui, Ronald Reagan, figlio di un calzolaio dell'Illinois - dove nacque il 6 febbraio 1911 -,  ex volto di Hollywood per circa vent'anni, con una cinquantina di film all'attivo, soprattutto western. A differenza di Gary Cooper e John Wayne, però, il futuro presidente non raggiunse la fama sperata, e quando salì alla Casa Bianca, nel 1981, il popolo, inizialmente, scherzò molto sul suo passato d'attore di infelici speranze, quasi fosse motivo di sfiducia nelle sue capacità. Eppure il suo approdo in politica - dopo essere stato presidente del sindacato attori - risaliva a quarant'anni prima, inizialmente tra i democratici, poi tra i repubblicani, divenendo un illustre esponente del movimento conservatore, oltre che per due mandati Governatore della California. Poi l'insediamento a Washington e la sua politica ferma e decisa, caratterizzata da un'oratoria affabile ed incisiva, sottolineata anche dal suo volto così fotogenico e dal suo sorriso gentile, che si spense nel 2004, quando se ne andò a novantatré anni, dopo aver convissuto per dieci col morbo di Alzheimer.

E ancora oggi, a centodieci anni dalla sua nascita, al di là di pareri contrastanti sul suo operato politico, Ronald Reagan rimane tra i presidenti più amati dal popolo americano, forse anche per la sua indubbia simpatia e quel passato da cowboy del West che, alla fin fine, contribuì alla sua celebrità.


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