BUON COMPLEANNO, LINO! « Una parola è troppa e due sono poche ». La regola vale per lui più che per chiunque altro. La citazione del “suo” nonno Libero, diventato quasi un modo di dire di uso comune, si sposa bene con il senso di questo articolo. Perché di Lino Banfi non si può dire niente. O meglio, si potrebbe dire tanto, ma sarebbe superfluo. La sua testa pelata, i suoi baffi, le sue espressioni facciali che hanno fatto la storia del cinema e della televisione, la sua biascicata cadenza pugliese parlano e raccontano molto di più di qualunque parola. Classe 1936, pugliese di Andria, la miseria degli esordi, dal Tavoliere alla Madonnina, passando per Napoli e Roma. Il matrimonio di notte con l’amata Lucia (scomparsa un anno fa), dopo la fuitina . Lavori e lavoretti per sbarcare il lunario. Poi l’avanspettacolo, i primi passi nella Capitale, i film con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, snobbati dalla critica e lodati dal pubblico, soprattutto quello dei più piccoli. Perché dopo q...
A cura di Andrea Marino Marsilia