Passa ai contenuti principali

 OSATE AMARE!


"[...]‘Ammore è nu forte dolore, ca pare na cosa c’addora di rosa". Sono i versi conclusivi di una poesia di Eduardo, dal titolo "L'ammore ched'è". Una conclusione probabilmente poco indicata specialmente nel giorno in cui si celebra la festa degli innamorati. Purtroppo, però, tutti sappiamo che l'amore non è sempre così bello e idilliaco come lo si descrive. Certo, dipende anche dal tipo d'amore. Sappiamo bene infatti che esso è un sentimento dalle molteplici declinazioni: dall'amor di patria all'amor filiale all' "amor-tadella", per fare il verso ad una vecchia battuta del grande Mario Carotenuto. 



Ma l'amore tra due persone, quello più propriamente celebrato il 14 febbraio - giorno di San Valentino, protettore degli innamorati - è senza dubbio un sentimento pericoloso. Rousseau diceva che al cuore si può solo obbedire. Pascal, invece, che aveva "le sue ragioni che la ragione non conosce". Insomma, per farla breve: non ci si innamora di qualcuno per un atto di decisione, ma è qualcosa che nasce all'improvviso e senza una spiegazione tangibile. Un sentimento che, come dicevamo, rende felici, ci fa osservare il mondo con occhi diversi. Ma l'amore può anche farci soffrire nel momento in cui a provare quel sentimento non si è in due. Che fare? Nulla, non ci sono rimedi o soluzioni. Una cosa certa, come suggeriva Massimo Troisi, è che quella sofferenza passa e quel "morire senza dolore", come diceva Totò in una sua celebre lirica, prima o poi si trasformerà in un nuovo sentimento, che magari ci farà soffrire ancora, per poi rinascere e farci soffrire ancora. Arriverà il lieto fine? Si spera di sì, questo in parte dipende anche da noi. Una cosa però resta indiscutibilmente vera: l'amore potrà anche farci del male, ma soltanto "dopo". Dopo aver creduto davvero nei nostri sentimenti, dopo aver provato emozioni forti, dopo esser stati felici anche per pochi attimi e dopo aver creduto fino in fondo nella possibilità che quel sogno potesse realizzarsi. E c'era uno che di sogni se ne intendeva, Walt Disney, che riteneva bastasse poterla sognare una cosa affinché potesse realizzarsi.

E comunque l'amore è uno di quei sogni in cui vale sempre la pena credere, comunque vada. Fiduciosi in se stessi e nel proprio istinto che difficilmente può sbagliare. Personalmente penso che al di là della sua rilevanza economica - che mai come quest'anno non guasta - la festa di San Valentino non sia soltanto dedicata a coloro che hanno avuto la fortuna di trovare qualcuno con cui condividere la propria esistenza, ma anche a quelli che magari sono soli pur credendo nell'amore, nella sua forza e nella sua sincerità, e che sono disposti a soffrire pur di lasciarsi travolgere da quel sentimento che "addora di rosa" ma in quanto tale ha le sue spine che, con molta attenzione, possono anche non farci del male. Basta farsi forza e provare a coglierla. Se si è fortunati, ma soprattutto se si è onesti e puri di cuore, quella rosa non potrà pungerci e magari ci sarà un "dopo" differente da quello che immaginavamo e ci faceva paura. 

Era da tempo che non scrivevo una mia personale riflessione e sono contento di averlo fatto proprio "in nome dell'amore", come cantava Venditti. Ebbene, non mi resta che fare i miei auguri a tutti gli innamorati, accoppiati o meno, con un solo motto: sognate l'amore, osate amare!

Commenti

Post popolari in questo blog

  BUON COMPLEANNO, URSULA! L’immagine di lei, che esce dall’acqua in bikini bianco, raccogliendo conchiglie e canticchiando una canzone, mentre Sean Connery, polo azzurra e pantaloni carta da zucchero, la guarda estasiato, è diventata leggenda. Perché Licenza di uccidere , 1962, debutto sul grande schermo di 007, l’agente segreto più famoso del mondo, non sarebbe stato lo stesso senza Ursula Andress. Elvetica, statuaria, seducente e ingenua allo stesso tempo nello sguardo, la Andress è stata anche coraggiosa e piena di iniziativa. Dal Canton Svizzero a Parigi, per studiare arte, fino a Roma, la città che ha sempre amato. Dalle passerelle della moda alle copertine di Playboy . Dagli amori tormentati (anche col “giovane bruciato” James Dean) ai grandi ruoli sul grande schermo. Dall’esordio con Steno in Un americano a Roma , accanto ad Alberto Sordi, a Elio Petri che la affiancò a Marcello Mastroianni n e La decima vittima , fino alle produzioni internazionali tra Elvis Presley, ...
LILIANA RIMINI, LA MERAVIGLIA DI UN SOGNO « Non sembra ma ho tanti, tanti anni e tante esperienze […] di coraggio e di forza ». Non sembra, per davvero, osservandola nella sua figura minuta, nel suo sguardo limpido, da anziana rimasta bambina nell’animo, con la capacità di “filosofare”, come avrebbe detto Aristotele, ovvero di guardare il mondo con gli occhi della meraviglia. Liliana Rimini, classe 1929, milanese doc, esuberante ed elegante in un tailleur bianco e nero sembrava una ragazzina nel paese dei balocchi martedì mattina, quando all’Ospedale Antonio Cardarell i di Napoli, frutto dell’estro, della passione e dell’impegno del suo papà, l’architetto Alessandro Rimini, ha visto prendere forma quel sogno custodito per anni in un cassetto e ormai quasi assuefattosi alla polvere del tempo e del rimpianto mai svanito.  Liliana Rimini. Il suo papà, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, soprintendente ai monumenti di Trieste e Venezia Giulia, uno degli architetti più br...
  CIAO, PINO! Una voce roca e profonda. Un’anima gentile. Un uomo affascinante. La sintesi perfetta della sua grandezza sta tutta in questi dettagli. Pino Colizzi e ra uno dei migliori doppiatori che il cinema italiano abbia mai avuto. Le sue “corde” ci hanno regalato attimi di profonda emozione, modellandosi al corpo a cui erano destinate, all’incisività del ruolo da interpretare.  Che fosse Christopher Reeve in Superman , che fosse il Gesù (Robert Powell) del kolossal di Zeffirelli, che fossero Alain Delon o Michael Douglas, la sua voce coglieva ogni sfumatura possibile. Classe 1937, romano di nascita - cresciuto tra Paola, in Calabria, e Bari, dove mosse i primi passi in palcoscenico -, diplomato all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico , Colizzi ha lavorato con i più grandi registi: da Bolognini a Zeffirelli, da Visconti a Patroni Griffi, passando dal cinema al teatro. Il suo volto, tuttavia, è legato soprattutto alle grandi interpretazioni televisive, da Tom Jones...