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 ADDIO, NICOLETTA!  Elegante, discreta, educata. Per quarant'anni il suo primo piano così semplice, sorridente e familiare è entrato nelle case degli italiani, ad annunciare con la sua voce gentile quanto la Rai - Radio Televisione Italiana aveva in serbo per noi. E con la stessa pacatezza, Nicoletta Orsomando se ne è andata via, portando con sé il meglio della tv di Stato. Quella del "Telegiornale della Sera", "Carosello", il Varietà del sabato sera. Quella in cui approdò nel lontano 1953, quando dopo un corso di dizione entrò alla Rai di Roma - città in cui si trasferì giovane da Casapulla, nel casertano, dove nacque l'11 gennaio 1929 - dando inizio ad una bellissima storia. Quella di una femminilità garbata, sensuale ma non volgare, adatta a fare capolino dal televisore ad ora di cena, con quel "Signore e signori, buonasera" che utilizzò per la prima volta annunciando un documentario della National Geographic. Poi vennero "La Tv dei ragazzi...
 GIORGIO STREHLER: UN SECOLO D'ARMONIA  Spazi vuoti, lenzuola bianche, luci, un palcoscenico. Attori di razza e lui, a dirigerli al meglio, a farli crescere. Il teatro di Giorgio Strehler era così: la meraviglia della semplicità. Il saper mettere in scena opere presentate in salse diverse ma fedeli al progetto originario, dando giusto risalto al testo. Goldoni, ad esempio, fu tra i suoi autori prediletti, più volte portato in scena nella cornice del Piccolo di Milano, l'arena in cui trascorse ben cinquant'anni. Dal 1947, quando lo fondò insieme a Nina Vinchi e Paolo Grassi, fino al 1997, quando se ne andò, il giorno di Natale, nella sua villa di Lugano, senza la possibilità di rappresentare la sua ultima fatica: "Così fan tutte" di Mozart, presentato poi al Nuovo Piccolo. Dire Giorgio Strehler significa dire teatro, ma anche dire Milano. Quella città che lo accolse (ci arrivò da Trieste, dove nacque il 14 agosto 1921), lo formò (frequentò l'Accademia dei Filod...
  DESIDERI DEL CUORE, UNA NOTTE D'ARGENTO "Oh, oh, oh, oh, che profumo di mare/oh, oh, oh, oh, piove argento dal cielo". Cantava così Modugno, in quella che probabilmente poteva essere una sera d'agosto come questa. Una "notte di luna calante" in cui il cielo si gonfia di una pioggia d'argento, fatta di stelle luminosissime. Perché per quanto, tecnicamente, non lo siano (trattasi di frammenti di meteore) a noi romantici poco inclini alle scienze piace credere che quei puntini luminosi custodi dei nostri segreti decidano di scendere giù e realizzare i nostri sogni.  La notte di San Lorenzo è una notte magica. Una notte in cui tutto sembra diventare possibile. Molti di noi, questa sera, alzeranno gli occhi al cielo nella speranza di intercettare la stella giusta. Ne abbiamo di desideri: tanti, forse troppi. Ma c'è sempre quel desiderio sincero, quello che viene dal cuore, il primo a cui penseremo scrutando nel buio alla ricerca della "goccia"...
 ORAZIO COSTA, "L'ESSERE" DEL TEATRO  Una vita consacrata all'arte della recitazione. All'insegnamento dell'arte della recitazione, formando una generazione di attori destinati a dominare le scene fin dal Dopoguerra. Orazio Costa compì una piccola rivoluzione nel teatro. Una rivoluzione frutto di una passione viscerale per il palcoscenico, nutrita fin da bambino - era nato, a Roma, il 6 agosto 1911 - e coltivata grazie a due suoi grandi maestri: Silvio D'Amico, docente della Regia scuola di recitazione  Eleonora Duse di Roma, divenuta Accademia nazionale d'arte drammatica proprio quando Costa iniziò il suo percorso di formazione da regista, e del drammaturgo Jacques Copeau, con cui lavorò a lungo a Parigi.  Dai suoi mentori, Orazio Costa apprese un modo nuovo di insegnare l'Arte. La capacità di immedesimazione nei testi attraverso l'esercitazione del corpo e dell'animo umano a interpretare ciò che ci circonda. Nel 1944, dopo aver diretto al...
CARLA GRAVINA: OTTANT'ANNI DI CORAGGIO E BELLEZZA Era una ragazzina quando iniziò la sua sfavillante carriera. Lo era anche quando decise di abbandonare le scene, ormai ventisei anni fa, e lo è ancora oggi. Perché per quanto Carla Gravina compia ottant'anni, la sua immagine è rimasta la stessa: quella di una ragazza decisa, ambiziosa, pronta a tutto pur di seguire i propri sogni. E la sua vita, in fondo, è costellata di sogni, vissuti col brio di una ragazzina e la fermezza di una donna sicura di sé. Andava ancora a scuola, a Roma, città in cui si trasferì bambina dalla natia Gemona, in Friuli. Mentre si trovava davanti all'edificio scolastico con le sue amiche, venne notata dal regista Alberto Lattuada, che la scelse per una piccola parte nel film "Guendalina" (1957), interpretato da Jacqueline Sassard e Raf Mattioli. Da quel momento, il suo viso cereo, gli occhi verdi e limpidi, i suoi capelli rossi (che portasse corti o lunghi poco importava) entrarono di dirit...
 SI È STANCHI, MA MAI ABBASTANZA Si è stanchi, ma mai abbastanza. Ci si accorge all'improvviso di come il fluire delle cose, della vita, dei sentimenti sembri non darci tregua. Tutto scorre, come diceva Eraclito, ma talmente velocemente che non si riesce a star dietro a tutto, soprattutto a noi stessi. Si è stanchi della propria condizione, si è stanchi di avere paura. Si è stanchi di continuare a sognare qualcosa che sembra impossibile ottenere - anche se, in fondo, non lo è.   Si è stanchi di guardarsi allo specchio e chiedersi perché non si riesce a cambiare o almeno a provarci, per quanto possibile. Ma tutto ciò non basta. Non basta a renderci consapevoli che la nostra "stanchezza" dipende in primo luogo da noi, dal nostro modo d'essere, dalla sfiducia riposta nelle nostre potenzialità.  "Si campa una volta sola, poi si crepa" diceva Totò in un suo film, ma neanche questo è sufficiente. Neanche lo spettro della morte, della caducità della vita ci aiuta a...
 GIORGIO SCERBANENCO, ALL'OMBRA DEL "MIRACOLO" Non era solo l'Italia del televisore e delle lavatrici comprati a rate, dei bambini alla scuola dell'obbligo fino a quattordici anni, delle mamme rapite dalle "diavolerie" casalinghe sapientemente presentate a "Carosello". L'Italia degli anni '60 era anche piena di ombre. Pagine di storia buia, spesso sconosciute (allora non c'era l'informazione di oggi) che trovavano posto in qualche trafiletto di cronaca locale o nazionale. Giorgio Scerbanenco, invece, amava raccontare proprio quegli angoli bui della sua Milano: città a cui si legò profondamente, dopo essere arrivato in Italia bambino dalla natia Kiev, in Ucraina. Quella città, quella del Duomo e della Rinascente, dell'arte e del consumismo, delle fabbriche piene di proletari emigranti meridionali e di " bauscia ", industriali borghesi benestanti pieni di sé, non era solo il fiore all'occhiello dell'industria...
  WILLIAM WYLER: L'OCCHIO DELL'OSSERVATORE  Nel 1953 consacrò due stelle internazionali: la Vespa Piaggio e la Hepburn. Sei anni dopo, diresse il più grande kolossal mai realizzato a Cinecittà. Se si vuole sintetizzare infatti la grandezza di William Wyler, uno dei più grandi registi dell'era d'oro di Hollywood, basta citare "Vacanze romane" e "Ben Hur". Film pluripremiati (rispettivamente 3 ed 11 Oscar), apprezzati dal pubblico egualmente pur nella loro diversità, passando dal brio della commedia sentimentale al dramma storico-mitologico. La bravura di Wyler, infatti, era quella di conoscere bene il suo mestiere. Saper "inquadrare" scene e storie riprendendo personaggi e azioni come se si svolgessero naturalmente. Come se la sua cinepresa fosse lì a filmare la realtà. Nato a Mulhouse in Alsazia - il 1° luglio 1902 - da genitori tedeschi di origini ebraiche, William Wyler si avvicinò al cinema nei primi anni '20 grazie allo zio, Carl L...
  BUON COMPLEANNO, PRESIDENTE! Un volto serio che dà fiducia. Lo sguardo, chiaro e limpido, che rassicura anche gli animi più tormentati. Una ironia sottile che a volte tradisce - senza esagerare - il suo proverbiale aplomb . Sergio Mattarella, in anima e corpo, ha saputo fondere il rigore istituzionale alla sensibilità umana divenendo ben presto simbolo di uno Stato che sa essere vicino al suo popolo. Una vita, la sua, vissuta quasi nell'ombra per anni, prima del suo arrivo al Quirinale nel 2015. La politica, però, lo ha accompagnato fin dalla nascita, avvenuta a Palermo ottant'anni fa esatti. Figlio di Bernardo Mattarella, ministro più volte nelle fila della Democrazia cristiana, fratello di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia assassinato dalla Mafia nel 1980, inizia ben presto a frequentare i movimenti cattolici universitari. Laureatosi in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma, ha esercitato la professione di avvocato oltre ad insegnare diritto all'Univ...
 INDRO MONTANELLI, LA LIBERTÀ DI UNA "PENNA" SINCERA  "La libertà è la sincerità. È dire e scrivere quello che uno pensa". Si pennellò con questa frase, Indro Montanelli. La proferì in una delle sue ultime interviste, e in essa si può condensare la sua caratura d'uomo, di giornalista e di osservatore del Novecento. Tutto si può dire di lui: che fosse scorbutico (ma a suo modo simpatico), che fosse polemico, puntiglioso, controcorrente anche, ma non che non fosse sincero. In oltre sessant'anni di carriera, Indro Montanelli non ha mai detto o scritto nulla di cui non fosse convinto.    Lo disse pure, una volta: "non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo". Mai, mai Indro Montanelli si è seduto alla macchina per scrivere, la sua inseparabile "Lettera 22", per battere un pezzo della cui bontà non fosse certo. Parole semplici, dirette, contraddistinte da uno stile fluido, frutto di studio e ...
  GENOVA, LUGLIO 2001: PERCHÉ? Orrore. È la prima parola che viene in mente quando si ripensa a quei giorni di vent'anni fa. Appena un anno e mezzo dall'inizio di un nuovo millennio in cui molti riponevano fiducia, per ritrovarsi davanti immagini che sembravano appartenere ad un passato lontano, sepolto in quegli angoli della memoria che si illuminano d'improvviso, di notte, quando si vive un incubo. Una città, Genova, di mare e di poesia, di storia e di cultura, distrutta in pochi giorni, dal 19 al 22 luglio 2001. Mentre nel Palazzo Ducale gli otto potenti della terra decidevano sul futuro del mondo, a pochi metri di distanza in linea d'aria, oltre reti metalliche e barricate, si scatenava l'inferno. Globalizzazione, fusione di culture e di popoli, cooperazione internazionale, erano i temi su cui si dibatteva in quel G8. Fuori dal Palazzo, migliaia di persone pronte a pacifiche proteste contro lo strapotere dei Grandi. Donne, bambini, giovani e meno giovani, riempi...
 LETTERA A LUCIANO DE CRESCENZO N°2 Caro Luciano,  Rieccoci qui, tra sorrisi e amarezze, a risentirci dopo un anno, a metà strada tra le vie del web e quelle del Signore, entrambe infinite solo che queste ultime lo sono anche senza fibra e connessione. Anche se noi due siamo sempre "connessi", in animo e mente, come due vecchi amici accomunati dalla stessa passione. Si lo so, forse esagero a paragonarmi a te, ma dal momento che ho conseguito la laurea triennale in Filosofia (alla magistrale ci stiamo lavorando), ho almeno un punto più di te. Si scherza, Luciano, e lo sai bene, anche perché se sono riuscito a raggiungere questo traguardo è un po' merito tuo. Ti confesso una cosa: sono molti gli esami che ho studiato con l'aiuto dei tuoi libri.  Testi straordinari, dove la filosofia "pura" si mescola a mille altre cose, creando un armonico guazzabuglio in grado di offrire uno sguardo diverso sul mondo. Che è poi il compito della vera filosofia. Ma se, come dic...