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 GIORGIO SCERBANENCO, ALL'OMBRA DEL "MIRACOLO"


Non era solo l'Italia del televisore e delle lavatrici comprati a rate, dei bambini alla scuola dell'obbligo fino a quattordici anni, delle mamme rapite dalle "diavolerie" casalinghe sapientemente presentate a "Carosello". L'Italia degli anni '60 era anche piena di ombre. Pagine di storia buia, spesso sconosciute (allora non c'era l'informazione di oggi) che trovavano posto in qualche trafiletto di cronaca locale o nazionale.



Giorgio Scerbanenco, invece, amava raccontare proprio quegli angoli bui della sua Milano: città a cui si legò profondamente, dopo essere arrivato in Italia bambino dalla natia Kiev, in Ucraina. Quella città, quella del Duomo e della Rinascente, dell'arte e del consumismo, delle fabbriche piene di proletari emigranti meridionali e di "bauscia", industriali borghesi benestanti pieni di sé, non era solo il fiore all'occhiello dell'industria e del benessere. Era anche la capitale dalle grandi periferie, dove si soffriva la fame, la povertà, dove si moriva per poco. Il Duca Lamberti, ex medico e investigatore privato, nato dalla sua penna, si occupava proprio di quella metà oscura dove le "luci" del Miracolo Economico non erano mai arrivate. Attraverso uno stile unico, Giorgio Scerbanenco riuscì in pochi anni ad inaugurare una nuova stagione del noir che riuscì a consacrarlo al successo proprio a ridosso della sua scomparsa, nel 1969.

Ebbene, a centodieci anni dalla sua nascita, voglio ricordare Giorgio Scerbanenco riproponendovi l'articolo da me redatto tempo fa, in occasione del cinquantenario della sua scomparsa.

L'articolo è fruibile al seguente link:

https://ilrestodelmarino.blogspot.com/2019/10/giorgio-scerbanenco-il-lato-oscuro-del.html

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