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 4° ANNIVERSARIO DE "Il Resto del MARINO": GRAZIE DI CUORE! "Ragazzi, come passa il tempo!", diceva Totò in un celebre sketch televisivo con Mario Castellani, rimanendo esterrefatto alla notizia della scomparsa di Diocleziano. Ebbene, anche io rimango incredulo al pensiero che sono trascorsi ben quattro anni dalla creazione di questo blog.  Era il lontano 3 marzo 2018 quando le mie dita cominciarono a battere freneticamente sulla tastiera del Pc per raccontare storie e personaggi, per condividere pensieri e riflessioni. In questi anni sono cambiate tante cose. Ho perfezionato il mio stile, ho acquisito maggior padronanza anche con programmi e tecnologie informatiche ( necesse est , come si dice, quando si lavora sul web). È cominciato tutto come un gioco. Lo scopo era quello di dare libero sfogo alla mia passione per la scrittura, raccontandovi pagine di storia, i miei interessi letterari e cinematografici, parlandovi dei miei Miti (da Alberto Sordi a Terence Hill e...
  SARAH FERRATI, "LA" SCENA Appassionata, ironica, sagace. Una presenza scenica insuperabile, resa ancor più raffinata da una dizione perfetta e una recitazione tagliente. Sarah Ferrati è stata molto di più di un'attrice teatrale. È stata ed è l'icona del palcoscenico illuminato, invaso dagli applausi di una platea entusiasta mentre il sipario si chiude sul suo volto duro e spigoloso. L'immagine di una tradizione teatrale ormai scomparsa, accanto a nomi come Nino Besozzi, Paolo Stoppa e Rina Morelli, Carlo Ninchi, Andreina Pagnani, Vittorio De Sica. Un mondo in cui la Ferrati fece il suo ingresso nel 1928, dopo il diploma all'Accademia dei Fidenti di Firenze, nella sua Toscana - dove nacque, a Prato, il 9 dicembre 1909.  La consacrazione arrivò tra il 1933 e 1934, quando prese parte a due importanti  pièce : "La rappresentazione di Santa Uliva" per la regia di Jean Copeau, accanto alla Pagnani (protagonista) e a Rina Morelli, e la shakespeariana ...
  DANTE MAGGIO, NEL NOME DELL'ARTE   Il suo nome è di per sé sinonimo d'arte. Dante come il "Sommo poeta", Maggio come una gloriosa famiglia di teatranti. Insieme a Pupella, Beniamino, Rosalia ed Enzo, anche Dante Maggio ha saputo dare lustro ai suoi natali artistici. Figlio del capocomico "Mimì", iniziò a muovere i primi passi nel teatro con Raffaele Viviani, per poi passare all'avanspettacolo e alla rivista. E, forse, tra tutti i componenti della famiglia, Dante Maggio è stato l'unico a distaccarsi dal teatro e conoscere grande popolarità anche sul grande schermo.                                  Nel Dopoguerra, infatti, riuscì a costruirsi una lunga carriera da caratterista, muovendosi con disinvoltura tra ruoli drammatici e comici, come quello de " 'o capitano ", uno dei tecnici della banda di Dudù/Manfredi che tentano il "colpaccio" in "Operazione San Gennaro" di Risi. Ebbene, a trent'ann...
 LUCIO DALLA: LA VITA "FUTURA" Caro Lucio, ti scrivo, così mi distraggo un po', e siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò. Non potrebbe che iniziare così una lettera indirizzata ad un vero grande della musica italiana. Un musicista, un jazzista, un cantautore, un poeta. Un "omino piccolo così" dal cuore grande sotto il basco di lana e gli occhiali. Quelli riprodotti sulla copertina di "Dalla", l'album con cui fece il suo ingresso negli anni '80, già reduce da successi come "4 marzo 1943" e "Piazza Grande". Omaggi alla sua infanzia e alla sua città. A quella Bologna in cui Lucio Dalla nacque e a cui rimase legato per tutta la vita. Una vita piena di musica, piena d'amore, nel senso ampio e puro del termine. Amore per gli altri, amore per gli ultimi, come i senzatetto o le prostitute che invitava ai suoi concerti. Amore per il jazz , che ancora adolescente lo aveva visto diventare un virtuoso del clarinetto e duet...
 BEPPE FENOGLIO: STORIE DI (R)ESISTENZA  I paesaggi delle Langhe e la lotta partigiana. Due temi soltanto, ma quanto basta per guadagnarsi un posto negli annali della letteratura e nel cuore dei lettori. Beppe Fenoglio non era uno scrittore di "grido". Certo al momento della sua improvvisa scomparsa - avvenuta per un male incurabile il 18 febbraio 1963 -, aveva già raggiunto un discreto successo, qualche premio, ma era lui il primo a definirsi uno scrittore "dilettante", non professionista. Infatti, lavorava in un'azienda vinicola del cuneese, nella sua amata Alba. La città in cui nacque esattamente un secolo fa e in cui si svolse la sua esistenza, tra la passione per i libri e la scrittura.  Proprio lì, tra boschi e campi, si muovono i personaggi dei suoi racconti: storie di lotta e di libertà negli anni bui della guerra. Quella stessa guerra che, nel 1943, aveva strappato Fenoglio dalla Facoltà di Lettere all'Università di Torino, mandandolo a Roma alla Sc...
 CLARETTA, PER AMORE E DEVOZIONE Ottenne privilegi, case lussuose, gioielli, denaro, "sistemazioni" per la sorella Myriam e il fratello Marcello. Sposò la causa fascista, svelò le sue posizioni razziali e antisemite, appoggiando anche l'alleanza con la Germania di Hitler. Ma Clarice Petacci, "Claretta", fu soprattutto una donna innamorata. Lei amava Benito Mussolini, profondamente. E per quell'amore non meritava di certo la macabra fine in piazzale Loreto, a Milano, appesa a testa in giù accanto al suo uomo. Il suo primo incontro col Duce avvenne nel 1932, per caso, sul litorale ostiense. Era in macchina con il fidanzato, Riccardo Federici, la madre e la sorella, quando chiese all'autista del padre (medico di Papa Pio XI) di sorpassare l'Alfa Romeo 6C 1750 GT Zagato del Duce che era appena passata accanto a loro. Fu così che Claretta e Benito si incontrarono, e da quel momento non si lasciarono più.  Lei aveva vent'anni - era nata, a Roma, il 28 ...
  ELIZABETH, DOLCE ELIZABETH  È stata per decenni un'icona di sensualità e bellezza. Il suo sguardo così particolare, di un azzurro tendente al viola, ha dominato decine di pellicole americane come "Un posto al sole" di George Stevens - che la lanciò nel panorama cinematografico hollywoodiano ancora adolescente - e successi internazionali come "La gatta sul tetto che scotta", "Chi ha paura di Virginia Woolf?" (che le valse uno dei sue due Oscar) e "Cleopatra", dove conobbe Richard Burton, che sposò due volte. Elizabeth "Liz" Taylor, nata a Londra novant'anni fa esatti ma americana per fama, successo e sangue materno, ha incarnato alla perfezione la donna fatale, a tratti spregiudicata.  Una ragazza formosa e piena di vita fin da giovanissima, quando mosse i primi passi come attrice bambina per far contenta sua madre, che aveva smesso di recitare dopo essersi sposata. Ma Elizabeth Taylor, amatissima, corteggiatissima (la sua vita...
  ASSIA NORIS, EROINA BORGHESE    È stata la regina della commedia borghese degli anni ’30. Quella delle storie di amore e povertà, di dolci sogni e ingenue speranze. Assia Noris divenne il simbolo della media e piccola borghesia. La fanciulla ingenua e innamorata, protagonista di storie d’amore e di equivoci, di gente semplice. Eppure, in quel volto così candido, incorniciato da corti capelli biondi, brillava la sua essenza di elegante donna aristocratica.  Anastasija Noris von Gerzfeld – questo il suo vero nome – nacque nella San Pietroburgo capitale imperiale il 26 febbraio 1912. La sua era una famiglia aristocratica russa: suo padre era un ufficiale dell’esercito imperiale che aveva sposato un' ucraina. Con lo scoppio della rivoluzione russa, si trasferì con i genitori in Europa, prima in Francia e poi in Italia.  Qui divenne Assia Noris - ispirandosi al cognome del suo primo marito, Gaetano Assia - e fece il suo esordio sul grande schermo nel 1932, nel film...
  CIAO, FAUSTO!  " 'Na voce, 'na chitarra e 'o poco 'e luna ". La luna che illuminava le romantiche serate degli innamorati, mano nella mano per via Caracciolo. Era la Napoli dell'amore e delle canzoni struggenti. Era la Napoli di Fausto Cigliano. Un bel ragazzo dalla voce calda e suadente, perfettamente intonata con le corde della sua chitarra. Lo strumento con cui cominciò a suonare ancora adolescente, cercando di reagire alla prematura scomparsa del padre, capo dei vigili urbani. Aveva solo ventidue anni - era nato a Napoli il 15 febbraio 1937 - quando vinse il Festival di Napoli con la canzone " Sarrà chi sà! " - composta da Roberto Murolo - in coppia con Teddy Reno.  Poi vennero Canzonissima, il Festival di Sanremo (dove nel '64 presentò il brano "E se domani", portato poi al successo da Mina) ed altre piccole e grandi apparizioni nella Tv dei primi anni, dove Fausto Cigliano portava la sua eleganza e la sua signorilità da chan...
TANGENTOPOLI: LE MACERIE DI UN' EPOCA   L'inizio della fine. La fine di un'epoca, la fine di una storia, di più storie. La fine della politica che per mezzo secolo aveva condizionato le sorti del Paese. La caduta di una "maschera" dietro cui si celava un sistema di corrotti e di corruttori, di finanziamenti e fondi neri pronti ad ungere gli ingranaggi di una macchina politica che - per lo meno nell'apparenza - sembrava funzionare alla perfezione, salvo incepparsi quel 17 febbraio 1992. Quella sera di lunedì di trent'anni fa iniziò una rivoluzione guidata da tre sostituti procuratori di Milano entrati nella storia per aver fatto luce tra le ombre della Prima Repubblica. Il "colpo di piccone" che fece crollare il sistema fu l'arresto di Mario Chiesa, direttore del Pio Albergo Trivulzio (una casa di cura per anziani), ammanettato mentre riscuoteva una grossa tangente per un appalto. Da quel momento, nel giro di pochi mesi, il capoluogo lombardo,...
 AMEDEO GIRARD: IL "SEGNO" DI UN GRANDE ARTISTA  La sua figura corpulenta e sorniona, elegante e popolare, è legata al teatro dialettale napoletano e alla "sceneggiata", ma il palcoscenico lo ha visto interprete di pièce  di vario genere. Sebbene "ai margini", nel cinema ha regalato preziose caratterizzazioni, spesso accanto a Totò. Ma Amedeo Girard, nella sua lunga e proficua carriera, ha saputo lasciare il "segno". Quello di una passione nutrita fin da bambino, nella sua Napoli - città in cui nacque il 14 febbraio 1893 -, crescendo nei camerini del Teatro San Ferdinando. I suoi genitori, Giacomo Girard ed Ersilia Pappalardo, erano entrambi artisti e il piccolo Amedeo cominciò ad esibirsi ben presto sulle scene.  L'occasione della sua vita arrivò in età adulta, quando venne chiamato al San Ferdinando a sostituire Federico Stella nel dramma "La pettinatrice di San Giovanni a Carbonara". Amedeo Girard sfoggiò così il suo grande talen...
 CONCETTA BARRA, ANEMA E CORE Frenesia, passione, tormento, presenza scenica. Concetta Barra è stata una "bandiera". Quella della musica napoletana, del canto popolare. Un vessillo sventolante nel golfo di Napoli, sulle rive della sua Procida, città in cui nacque un secolo fa, l'11 febbraio 1922, e a cui rimase legata per tutta la vita. Figlia del guardiano del carcere dell'Isola, Antonino Grasso, di origini siciliane, e della procidana Michela di Giovanni, Concetta Grasso iniziò a cantare appena ventenne. Con le sorelle Nella e Maria, costituì la compagnia "Vittoria", debuttando in teatro e cominciando a farsi un nome dividendo le scene nazionali con artisti come Totò e Aldo Fabrizi.  Poi, sposò il fantasista Giulio Barra (da cui prese il cognome d'arte) e dopo la nascita dei figli Peppe, Gabriele e Antonio decise di lasciare le scene per dedicarsi alla famiglia. Ma la fiammella dell'arte non si era spenta del tutto e a riaccenderla fu il fortunato ...