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 4° ANNIVERSARIO DE "Il Resto del MARINO": GRAZIE DI CUORE!


"Ragazzi, come passa il tempo!", diceva Totò in un celebre sketch televisivo con Mario Castellani, rimanendo esterrefatto alla notizia della scomparsa di Diocleziano. Ebbene, anche io rimango incredulo al pensiero che sono trascorsi ben quattro anni dalla creazione di questo blog. 

Era il lontano 3 marzo 2018 quando le mie dita cominciarono a battere freneticamente sulla tastiera del Pc per raccontare storie e personaggi, per condividere pensieri e riflessioni. In questi anni sono cambiate tante cose. Ho perfezionato il mio stile, ho acquisito maggior padronanza anche con programmi e tecnologie informatiche (necesse est, come si dice, quando si lavora sul web). È cominciato tutto come un gioco. Lo scopo era quello di dare libero sfogo alla mia passione per la scrittura, raccontandovi pagine di storia, i miei interessi letterari e cinematografici, parlandovi dei miei Miti (da Alberto Sordi a Terence Hill e Clint Eastwood, passando per Enzo Biagi e Luciano De Crescenzo). 



Ma "il tempo va e passano le ore", come cantava Alex Britti, e in men che non si dica ci siamo ritrovati qui dopo quattro anni con ben 604 articoli (escluso il presente) frutto di studio, di passione ma anche di tanta "inventiva" e della famigerata ispirazione. La quale, detto fra noi, fa metà del lavoro. E il merito di questo traguardo non è soltanto mio. È anche vostro, cari lettori e care lettrici che riuscite sempre a trovare un po' di tempo per leggere quanto scrivo. La massima soddisfazione per chi fa questo "mestiere" per la pura gioia di divertirsi e raccontare storie di memoria e di memorie.

Ecco, l'esplicito scopo di questo articolo (il terzo della giornata, ma forse il più importante) è soprattutto ringraziare chi ha contribuito alla realizzazione di questo mio piccolo sogno, leggendo i miei racconti, condividendoli sulle pagine social dedicate (Facebook ed Instagram) e rendendo felice chi, al di là del vostro monitor, passa ore diurne e notturne a scrivere per voi. La cosa più importante, però, che ho capito in tutti questi anni (pochi ma intensi) è che per me scrivere rappresenta una ragione di vita. Enzo Biagi diceva che avrebbe fatto il giornalista anche gratis ma era contento che i suoi editori non se ne fossero mai accorti. Io, invece, per il momento lavoro senza alcun compenso e sono ben contento di farlo. Innanzitutto perché porto avanti un altro obiettivo (una laurea magistrale in Filosofia) che mi richiede molto tempo ed energie, e poi perché se non altro ho la massima libertà di scrivere solo ed esclusivamente su ciò che mi piace e mi interessa davvero, essendo l'editore di me stesso. Non vi rubo altro tempo: ancora grazie di cuore per la vostra pazienza, la vostra gentilezza, i vostri commenti sinceri. Senza il vostro supporto tutto questo non avrebbe senso. A presto!

                                                                                                                                                A.M.M.

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