DANTE MAGGIO, NEL NOME DELL'ARTE
Il suo nome è di per sé sinonimo d'arte. Dante come il "Sommo poeta", Maggio come una gloriosa famiglia di teatranti. Insieme a Pupella, Beniamino, Rosalia ed Enzo, anche Dante Maggio ha saputo dare lustro ai suoi natali artistici. Figlio del capocomico "Mimì", iniziò a muovere i primi passi nel teatro con Raffaele Viviani, per poi passare all'avanspettacolo e alla rivista. E, forse, tra tutti i componenti della famiglia, Dante Maggio è stato l'unico a distaccarsi dal teatro e conoscere grande popolarità anche sul grande schermo.
Nel Dopoguerra, infatti, riuscì a costruirsi una lunga carriera da caratterista, muovendosi con disinvoltura tra ruoli drammatici e comici, come quello de "'o capitano", uno dei tecnici della banda di Dudù/Manfredi che tentano il "colpaccio" in "Operazione San Gennaro" di Risi. Ebbene, a trent'anni esatti dalla sua scomparsa, volevo ricordare Dante Maggio riproponendovi l'articolo da me redatto tre anni fa, nell'anniversario della sua nascita.
L'articolo è fruibile al seguente link: https://ilrestodelmarino.blogspot.com/2019/03/dante-maggio-il-sommo-caratterista.html
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