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 CIAO, IDRIS!


 Il suo sorriso bianco è un fermoimmagine indelebile nelle nostre teste. La sua autoironia afro-italica - gambiano di nascita, senegalese d'origini ma bresciano d'adozione - ne ha fatto un personaggio molto amato. Giornalista sportivo, laureato all'Università per Stranieri di Perugia, sfegatato tifoso della Juventus, sugli spalti, con le cuffie in testa e la sciarpa bianconera al collo, Idris ha commentato decine di partite in diretta con "Quelli che il calcio", storico programma Rai che lo lanciò negli anni '90 come una celebrità. 



Da lì, il passo fu breve e quel simpatico uomo dal profilo scuro e dalla battuta chiara e pronta arrivò anche al cinema (nel ruolo di se stesso in "Tifosi" di Neri Parenti) e alla televisione, con le fiction (da "Pazza famiglia" con Montesano a "Butta la luna" con Fiona May). Ma Idris ha soprattutto popolato gli studi televisivi d'Italia, dalle reti nazionali alle emittenti locali, dove la sua professionalità, la sua competenza calcistica e la sua passione per la "Vecchia Signoria" sono state al servizio dell'intrattenimento e dell'informazione televisivi. E in un'era in cui sui nostri schermi, tra opinionisti e "professori" di non si sa bene che, si vedono volti di dubbia utilità (dal punto di vista dell'informazione) l'elegante e ironica figura di Idris, preparato e mai fuori luogo, mancherà di sicuro. Ciao, Idris!

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