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 GIORGIO ALBERTAZZI, LA NATURA DELL'ARTE


"Io non recito, io sono". Rivendicava con orgoglio dopo anni e anni di esperienza spesi per dimenticare la recitazione. Allievo di Visconti, toscano di Fiesole, dove venne alla luce un secolo fa, Giorgio Albertazzi ha trascorso la sua lunga e intensa esistenza in scena. 



Attore di grido, teatrante di fama, interprete di personaggi iconici - il suo Jekyll fu uno dei più pregevoli lavori televisivi della Rai delle origini -, ha saputo trasformare la tecnica in talento naturale. Giorgio  Albertazzi era bravo così come era bello. Preparato ed elegante, seduttore e perfezionista. Tecnica recitativa e natura si fondevano in lui piacevolmente, in una amalgama che ha fatto la gioia del cinema e della televisione, ma soprattutto del teatro, dietro il cui sipario Giorgio Albertazzi visse le sue ultime grandi emozioni prima che il suo cuore smettesse di battere una mattina di maggio del 2016. Non sopportava la vecchiaia, e a novant'anni suonati si ostinava a mantenersi in forma calcando le scene. Le stesse scene su cui, ancora oggi, al suo nome, si apre un sipario e parte un applauso.

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