Passa ai contenuti principali

 MARIA MICHI, PARABOLA DI UNA "ORCHIDEA" DEL CINEMA


"Un'orchidea in un vaso da notte" la definí così Eduardo De Filippo, che di fatto la portò in scena per la prima volta, ma a farne una diva "meteora" fu Sergio Amidei, facendola debuttare al cinema nel piccolo capolavoro neorealista "Roma città aperta".

Col suo sguardo triste e la sua apparente fragilità, Maria Michi sembrava portare in scena tutta la miseria, la sofferenza ma anche la gioia da lei vissuta in vita.



Da "maschera" al Teatro Quattro Fontane di Roma a "volto" del neorealismo, da partigiana accanto a Togliatti e Nilde Iotti a moglie del principe Torlonia, Maria Michi visse un'esistenza abbastanza travagliata, segnata da una vita sentimentale complicata affiancata da una carriera altalenante tra teatro e cinema, dove dopo un iniziale successo col neorealismo non ebbe piú molte occasioni importanti, pur continuando a recitare fin quasi alla fine, sopraggiunta nel 1980.

Ebbene, a esattamente un secolo dalla sua nascita, voglio ricordare la parabola artistica di questa dimenticata "orchidea" del cinema italiano attraverso l'articolo da me redatto lo scorso anno - in occasione dei quarant'anni della scomparsa.

L'articolo è fruibile al link seguente:

https://ilrestodelmarino.blogspot.com/2020/04/maria-michi-il-volto-del-neorealismo-la.html

Commenti

Post popolari in questo blog

  BUON COMPLEANNO, URSULA! L’immagine di lei, che esce dall’acqua in bikini bianco, raccogliendo conchiglie e canticchiando una canzone, mentre Sean Connery, polo azzurra e pantaloni carta da zucchero, la guarda estasiato, è diventata leggenda. Perché Licenza di uccidere , 1962, debutto sul grande schermo di 007, l’agente segreto più famoso del mondo, non sarebbe stato lo stesso senza Ursula Andress. Elvetica, statuaria, seducente e ingenua allo stesso tempo nello sguardo, la Andress è stata anche coraggiosa e piena di iniziativa. Dal Canton Svizzero a Parigi, per studiare arte, fino a Roma, la città che ha sempre amato. Dalle passerelle della moda alle copertine di Playboy . Dagli amori tormentati (anche col “giovane bruciato” James Dean) ai grandi ruoli sul grande schermo. Dall’esordio con Steno in Un americano a Roma , accanto ad Alberto Sordi, a Elio Petri che la affiancò a Marcello Mastroianni n e La decima vittima , fino alle produzioni internazionali tra Elvis Presley, ...
LILIANA RIMINI, LA MERAVIGLIA DI UN SOGNO « Non sembra ma ho tanti, tanti anni e tante esperienze […] di coraggio e di forza ». Non sembra, per davvero, osservandola nella sua figura minuta, nel suo sguardo limpido, da anziana rimasta bambina nell’animo, con la capacità di “filosofare”, come avrebbe detto Aristotele, ovvero di guardare il mondo con gli occhi della meraviglia. Liliana Rimini, classe 1929, milanese doc, esuberante ed elegante in un tailleur bianco e nero sembrava una ragazzina nel paese dei balocchi martedì mattina, quando all’Ospedale Antonio Cardarell i di Napoli, frutto dell’estro, della passione e dell’impegno del suo papà, l’architetto Alessandro Rimini, ha visto prendere forma quel sogno custodito per anni in un cassetto e ormai quasi assuefattosi alla polvere del tempo e del rimpianto mai svanito.  Liliana Rimini. Il suo papà, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, soprintendente ai monumenti di Trieste e Venezia Giulia, uno degli architetti più br...
  CIAO, PINO! Una voce roca e profonda. Un’anima gentile. Un uomo affascinante. La sintesi perfetta della sua grandezza sta tutta in questi dettagli. Pino Colizzi e ra uno dei migliori doppiatori che il cinema italiano abbia mai avuto. Le sue “corde” ci hanno regalato attimi di profonda emozione, modellandosi al corpo a cui erano destinate, all’incisività del ruolo da interpretare.  Che fosse Christopher Reeve in Superman , che fosse il Gesù (Robert Powell) del kolossal di Zeffirelli, che fossero Alain Delon o Michael Douglas, la sua voce coglieva ogni sfumatura possibile. Classe 1937, romano di nascita - cresciuto tra Paola, in Calabria, e Bari, dove mosse i primi passi in palcoscenico -, diplomato all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico , Colizzi ha lavorato con i più grandi registi: da Bolognini a Zeffirelli, da Visconti a Patroni Griffi, passando dal cinema al teatro. Il suo volto, tuttavia, è legato soprattutto alle grandi interpretazioni televisive, da Tom Jones...