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   MARCELLO MARCHESI: L' HUMOR  DI UN GENIO PIÙ VIVO CHE MAI "Non ho niente da dire, ma lo devo dire". Era uno dei suoi aforismi. Così acuti, ironici, intelligenti. Perché Marcello Marchesi era un uomo profondamente intelligente. In grado di passare dalla comicità delle battute vergate per Totò - in coppia con Vittorio Metz - a frasi piene di nonsense e creatività, sapientemente proposte sul piccolo schermo. Lì, nel tempio della Rai Tv, sotto le luci del bianco e nero, Marcello Marchesi presentò il "Signore di mezza età", col cappello calcato in testa, i baffoni folti (e finti), la grossa montatura da vista quadrata e la sua mole di grassezza e simpatia rinchiusa in un sobrio soprabito scuro e "slanciata" da un bastone perennemente in mano. Nato a Milano - il 4 aprile 1912 - ma romano d'adozione, Marcello Marchesi cominciò a dilettarsi nella scrittura nell'immediato Dopoguerra. Accantonata la laurea in Legge, iniziò a collaborare con diverse ri...
 CARLO LIZZANI: DRAMMI DI STORIA E DI VITA  Ne aveva raccontati, di drammi. Quelli della guerra, del fascismo e della realtà "neorealista". Quelli della storia a lui contemporanea. Ma il suo no. Quello probabilmente non lo conosceva nessuno. Perché un dramma reale, non cinematografico, c'era. Perché solo questo può portare un uomo al punto di suicidarsi. Un uomo importante: un regista, uno sceneggiatore. Un osservatore della realtà, un appassionato di racconti, di pagine di storia cupe, dimenticate o meno. Quell'uomo importante, quel regista, era Carlo Lizzani che il 5 ottobre 2013, a novantuno anni di età, decise di farla finita gettandosi dal balcone e precipitando nel vuoto, schiantandosi al suolo nel cortile del suo palazzo nel rione Prati, al centro di Roma.  Ne aveva raccontati di drammi. Carlo Lizzani amava scrivere e amava il cinema. Iniziò ventenne - era nato, a Roma, il 3 aprile 1922 -,  come giornalista e critico su alcune riviste, sostenendo l'importan...
 ADDIO, MARIA ROMANA!  Ho letto alcuni suoi libri, ho visionato interviste, interventi sulla stampa e mi sono fatto una idea di che donna fosse. Tutta suo padre: forte, tenace, profondamente legata ai valori della vita, di fede sincera, di ideali incrollabili. Maria Romana De Gasperi ha vissuto in prima persona la Ricostruzione, sociale, politica, ed economica attuata dal padre Alcide, lo statista fondatore della Democrazia cristiana (Dc). Redigendo, ormai due anni fa, la mia tesi di laurea in Filosofia (dottrine politiche) su De Gasperi, ho avuto modo di conoscere pienamente l'opera di Maria Romana, fondatrice e poi presidente emerito della Fondazione dedicata a suo padre: scrigno prezioso che raccoglie memoria e memorie. Ricordi, testimonianze, racconti di un'Italia che risorgeva dalla guerra e che già aveva ripreso a "respirare" in regime di clandestinità nel '42-'43, gli anni in cui la Dc si formava e De Gasperi ed altre menti eccelse immaginavano il futur...
 BRUNO BROCCOLI: STORIE DI TV, STORIA DELLA TV  Questo vuole essere un doppio omaggio. Uno al padre, l'altro al figlio, che ne ha saputo ereditare estro, ironia, competenza e serietà. Ma vuole essere anche un tributo allo spettacolo più bello, al teatro e al varietà, alla Tv più garbata. Cent'anni fa, il 31 marzo 1922, nasceva infatti Bruno Broccoli, uno degli autori più prestigiosi del teatro e della televisione italiani. Proprio quest'ultima divenne il suo "regno" dalla metà degli anni '60, quando cominciò a collaborare, come scrittore, alla realizzazione di numerosi programmi, richiudendo la "penna" nell'astuccio alla fine del secolo, dopo aver lavorato accanto al figlio Umberto, il "professor" Broccoli, volto noto della Rai anche lui, conduttore, autore, archeologo e "affabulatore".  La fortuna di Bruno Broccoli fu l'incontro - tra i banchi del liceo - con il coetaneo e concittadino Dino Verde, col quale diede inizio a...
 GRAZIE, CARO TERENCE! Sono ottantatré. Ottantatré anni di occhi limpidi e cuore puro, di sorrisi, di sussurri di voce pacati, di finte "scazzottate" e padellate di fagioli. Ottantatré anni di vita per un uomo speciale, un attore brillante, una persona timida, riservata e mai sopra le righe. Nemmeno quando si trattava di aver a che fare con brutti ceffi nelle lande desolate del West. Men che meno, nei vicoli e nelle stradine dell'Umbria, tra Gubbio e Spoleto, in sella ad una bicicletta e con indosso l'abito talare e il basco. Si potrebbe chiudere anche così. Perché se questo articolo non avesse titolo, basterebbero queste poche righe a far capire di chi si tratta. Terence Hill, al secolo Mario Girotti, che fra due giorni tornerà in prima serata a vestire i panni del prete più famoso d'Italia, don Matteo. Per l'ultima volta. Già, l'ultima. Fa male a dirlo, ma Terence Hill ha da tempo comunicato che la tredicesima stagione di "Don Matteo", la ficti...
  FELICE CHIUSANO, IL VOLTO COMICO DEI "CETRA" "Il bello, il calvo, l'occhialuto". Sembrerebbe quasi un western all'italiana e in effetti qualche somiglianza c'è. Perché se il bello, il calvo e l'occhialuto sono rispettivamente Tata Giacobetti, Felice Chiusano e Virgilio Savona e ad essi si aggiunge la melodiosa "cantante da saloon " Lucia Mannucci, ecco che il Quartetto Cetra diventa una vera e propria " gang" del Far West. Una parodia, come le tantissime proposte dal gruppo musicale "condito" in salsa swing in quarant'anni di carriera: dalla radio al teatro, dalla televisione al cinema. Ma oltre alle soavi voci, oltre a melodie orecchiabili e sinfonie di note magistralmente emesse, il tocco di classe dei "Cetra" era un altro: l'ironia. E la parte spiritosa, quella di chi non si prende mai troppo sul serio, di chi scherza su se stesso spettava a Felice Chiusano. Il penultimo membro di quel gruppo nat...
 ARETHA FRANKLIN, "REGINA DELL'ANIMA"  Potente, vellutata, elegante. La sua voce era come un vestito da sera, non passava mai di moda. Anzi, forse sarebbe meglio usare il presente, perché Aretha Franklin, the queen of soul , la regina del soul , è ancora qui, col suo profilo scuro, la sua grinta e le sue "corde" celestiali. Non a caso, i primi acuti cominciò a farli assieme alle sorelle nel coro della chiesa di suo padre, famoso predicatore battista, a Detroit, dove si trasferì bambina da Memphis - città in cui nacque il 25 marzo 1942. Iniziò col gospel , melodie celestiali, per poi cimentarsi con la musica del "diavolo" il rock 'n 'roll , passando per il jazz e il soul .  Alla fine degli anni '50, Aretha Franklin aveva già cominciato a farsi conoscere, ma fu alla fine del decennio successivo che la sua potenza sonora, spesso accompagnata dalla tastiera di un piano (strumento che sapeva suonare), squarciò i cieli della musica. I Never Loved...
  IL CONTE TOGNAZZI, "NOBILE" DELLA RISATA Un semplice " cazzaro " e nel senso più aulico e gentile del termine. Credo basti questa parola a racchiudere Ugo Tognazzi in una definizione lapidaria e definitiva. Ne diceva di sciocchezze, in scena e fuori dalla scena, ci faceva ridere con aneddoti, battute e racconti spesso presentati con  nonchalance  durante alcune interviste televisive. Era un folle, è vero, ma dietro quella faccia da schiaffi, dietro il sorriso malandrino sotto lo sguardo da triglia e i baffi e la barba che si lasciò crescere negli anni, da vero  tombeur de femmes  (tre compagne, di cui due mogli, e quattro figli), si nascondeva il genio di un attore che aveva fatto tutta la gavetta prima di consacrarsi agli altari della celebrità. Cominciò nella sua Cremona - dove nacque un secolo fa, il 23 marzo 1922 -, come dilettante, per poi sbarcare a Milano debuttando nel 1945 nella compagnia di Wanda Osiris.  Proprio dietro i lustrini della "Wandiss...
 TONINO GUERRA, L'ANGELO COI BAFFI  Se ne andò dieci anni fa, il 21 marzo 2012, nella sua città natale, anche se gli ultimi anni della sua vita li aveva trascorsi nel "cantuccio" di Pennabili, un piccolo borgo dell'Appennino riminese, tra versi poetici e pennellate artistiche. Pittura e poesia, sue grandi passioni, tennero compagnia a Tonino Guerra nel suo rifugio fisico e spirituale, nella sua amata Romagna. Era nato a Santarcangelo, il 16 marzo 1920, ma aveva viaggiato tanto per obbligo e per diletto. Dalla prigionia in Germania durante la guerra - dove iniziò a scrivere i primi versi in romagnolo - alla Roma del Dopoguerra e di Cinecittà, dove conobbe la celebrità come sceneggiatore, ad esempio per l'amico Federico Fellini.  Ma fu anche nella Russia sovietica, che considerava una seconda patria. Il suo cuore, però, rimase sempre legato alla sua terra. Quel cuore che pulsava fiducia e ottimismo, come in quegli spot "UniEuro" andati in onda nei primi an...
   ARMANDO TESTA,  RÉCLAME  D'ARTISTA "Bambina sei già mia, chiudi il gas e vieni via!". Chi non la ricorda questa frase. Chi non ricorda Caballero, il misterioso pistolero della Pampa alla ricerca della sua bellissima donna dalle lunghe trecce nere, Carmencita. Il caffè Paulista (prodotto Lavazza) era uno degli spot più celebri di Carosello. Quando la pubblicità era arte e ci voleva un artista per invogliare a comprare. Senza neanche il bisogno di bersagliare i consumatori con marchi e caratteristiche, ma con mini film di pochi minuti che poco c'entravano col prodotto in questione. Tra quegli artisti c'era anche lui, Armando Testa, uno dei più straordinari pubblicitari italiani, scomparso esattamente trent'anni fa, il 20 marzo 1992, a seguito di un tumore. Se ne andò a Torino, l'amata città - in cui era nato il 23 marzo 1917 - dove negli anni '40 aveva dato inizio alla sua attività con un piccolo studio da cartellonista. All'epoca la pubblicità er...
 MARCO TULLI: "ALL'ALTEZZA" DELLA SCENA Alto, segaligno, un naso lungo che faceva ombra e uno sguardo a metà strada tra il truce e l'indifferente. Non a caso, Marco Tulli è passato alla storia come lo "Smilzo", fedelissimo scagnozzo di Peppone/Gino Cervi nella fortunata serie di film tratta dai romanzi di Guareschi. Ma la sua allampanata figura apparve in oltre cento film, sempre nelle vesti di caratterista.  Impiegati, ladruncoli, individui pedanti e puntigliosi sono le varie "maschere" indossate da Tulli nella sua lunga carriera, che lo vide esordire fin dagli anni '40 sul palcoscenico, dall'avanspettacolo al teatro di Strehler, per arrivare poi agli sceneggiati televisivi e ad un'infinita presenza sul set che lo vide lavorare con Steno, Comencini, Monicelli, passando dalla commedia sentimentale a quella "all'italiana" senza contare parodie e b-movie . Una brillante parabola artistica sempre "all'altezza" (...
 MARCO BIAGI: IL CORAGGIO DI UN "PROFESSORE" Era un uomo giusto, un "cervello" al servizio dello Stato. Una persona perbene desiderosa soltanto di fare il proprio lavoro, con coscienza. Tanto bastò a farne la vittima di un'organizzazione altamente sofisticata (in termini organizzativi ed informatici) dal punto di vista tecnico ma profondamente antiquata nei suoi folli ideali, che si rifacevano alla rivoluzione armata degli anni '70. Furono le Nuove Brigate Rosse, quella sera del 19 marzo 2002, a freddare con sei pallottole il professor Marco Biagi, appena giunto in bicicletta davanti alla sua abitazione sotto i portici di Bologna, in Via Valdonica.  La medesima pistola, due anni prima, aveva assassinato il professor Massimo D'Antona, anch'egli un economista al servizio dello Stato. Un attacco al cuore economico del Paese, in grado di metterne a repentaglio la stabilità. sventato l'anno successivo, quando i leader dell'organizzazione, Nadia D...