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C'ERA UNA VOLTA... LA "STANDA"! Vent'anni fa, si concludeva, dopo oltre sessant'anni di attività, la storia della "Standa", la catena di grandi magazzini più famosa e diffusa d'Italia. Una storia cominciata a Milano, nel 1931, quando Franco Monzino, ex direttore dell'Upim (altra grande azienda del settore), fondò la "Società Anonima Magazzini Standard", con un capitale iniziale di 50mila lire. Il nome venne cambiato in Standa (Società Tutti Articoli Nazionali Dell'Abbigliamento) nel 1938, poiché le leggi fasciste impedivano l'utilizzo di nomi stranieri. Il vero successo, però, arrivò dopo la Seconda Guerra, negli anni '50. La ripresa economica ed il consumismo avevano cambiato completamente le abitudini degli italiani. La gente cominciava a spendere e comprare a dismisura. Ed invece di gironzolare per negozietti e botteghe, come si era sempre fatto, ecco risolto anche il problema del tempo, in una società che chied...
...PER UN ISTANTE DI FELICITA' ! "La vita è come un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia, passando per l'attimo fuggevolissimo del piacere". Credo sia la perfetta sintesi della vita umana. Arthur Schopenhauer, l'autore di questa massima, aveva capito tutto. La nostra vita - inutile negarlo - è una continua ricerca. Passiamo la vita a cercare. Che cosa? Un po' di tutto. Cominciamo da bambini: appena veniamo al mondo, prima con la voce, poi con i gesti e le parole, cerchiamo di capire cosa ci sia intorno a noi, cerchiamo di esplorare il mondo. I bambini fanno continue domande, sono curiosi ed un po' incoscienti, non conoscendo, o meglio ignorando il pericolo. Ma, non appena scoprono qualcosa, si annoiano e si mettono subito alla ricerca di altro. I giocattoli ne sono un esempio: tutti i genitori lo sanno. Quando un ragazzino passa davanti ad una vetrina e vede un giocattolo è capace di fare storie e capricci per ore, piangendo fin quando papà...
LE BASI DI UN SOLIDO FUTURO Una "notte di lacrime e preghiere" si appresta ad essere, per molti studenti italiani, l'epilogo di questa giornata. Questa, almeno, era la descrizione che Antonello Venditti dava della propria "notte prima degli esami", nell'omonimo brano diventato un po' il manifesto di generazioni di maturandi. Centinaia saranno i giovani che domattina, armati di vocabolari, penne e buona volontà, affronteranno la prima prova - identica per tutte le scuole - degli esami di stato. Un tempo ufficialmente - oggi nell'accezione comune- si chiamava "esame di maturità", come ad indicare che il superamento dello stesso dovesse testare la preparazione e la consapevolezza raggiunti dallo studente. Che poi, effettivamente, se si possa giudicare adulto o meno uno studente sulla base dell'esito di un esame è molto discutibile. Resta però, senz'altro, una prova importante. Rappresenta una fine, ma anche un inizio: la fine ...
BASTA NON ESSER CERTI, MAI! "Il bene è il dubbio! Quando incontrate una persona che ha dei dubbi, state tranquilli, vuol dire che è una brava persona" - dice il professor Bellavista ai suoi "discepoli". Mi riferisco, ovviamente, al film "Così parlò Bellavista" (1984) diretto ed interpretato dal mitico Luciano De Crescenzo - scrittore, ingegnere e filosofo. Lo scrittore napoletano interpretava la parte di un professore di filosofia in pensione che passava le sue giornate dando "lezioni di vita" ad alcuni amici -inquilini del suo palazzo, nel centro di Napoli- come una sorta di Socrate del XX secolo. Per "il professore" il dubbio è la miglior cosa che possa capitare all'uomo: il dubbio ci fa vacillare, ci rende sospettosi, insicuri delle nostre convinzioni. Facendo questo, ci consente di ragionare meglio sulle cose, di non dare nulla per scontato. E su questo possiamo anche essere d'accordo. "Il dubbio è il padre de...
IL MUSICARELLO: IL CINEMA A 45 GIRI A cavallo tra gli anni '50 e gli anni '60 - quando ancora non esistevano internet e le "pagine ufficiali" sui social network - le case discografiche avevano trovato un modo davvero originale per pubblicizzare i brani dei propri cantanti di punta: i film musicali, noti a tutti come "musicarelli". Erano gli anni del Boom, della ripresa economica e del benessere, ma soprattutto erano gli anni in cui la società italiana subiva una radicale trasformazione, rivoltando completamente usi e i costumi.  I giovani erano in pieno fermento, in lotta perenne con i "matusa", nome con cui definivano i propri genitori, giudicati antichi e troppo legati ad idee, concezioni e modi di vivere ormai superati. Era l'epoca delle scorribande in Vespa, delle schitarrate in spiaggia davanti ad un falò, dei ragazzi in blue jeans e delle ragazze in minigonna. C’era aria di cambiamento, voglia di libertà. E la libertà vera, quest...
 "C'È STATO UN TEMPO": QUANDO L'ITALIA VENNE FATTA DAGLI ITALIANI 1946. La guerra era passata da un anno, ma le sue tracce erano ancora presenti ovunque: nelle città, sulle case e nelle strade, molte delle quali ancora sepolte dalle macerie e dai residuati bellici, come jeep e camion abbandonati dagli Alleati. L'Italia voleva lasciarsi alle spalle quegli anni bui, pieni di morti, dolori e sofferenze. Per questo, il 2 ed il 3 giugno di quell'anno, l'intera popolazione venne chiamata al voto. Un referendum istituzionale che avrebbe deciso la futura forma di governo della nazione: la Monarchia o la Repubblica. Agli elettori venne consegnata anche un'altra scheda: quella per la scelta dei deputati della cosiddetta Assemblea Costituente, i famosi "padri" che, due anni dopo, avrebbero firmato la Costituzione. I cittadini dimostrarono grande interesse per la questione. L'affluenza alle urne fu notevole: per la prima volta parteciparono...
"FLEMING, IAN FLEMING!": IL PAPA' DI UNA LEGGENDA Molteplici sono stati gli scrittori che hanno raccontato il Regno Unito e Londra, sotto punti di vista spesso differenti: da William Shakespeare a Charles Dickens, da Arthur Conan Doyle ad Agatha Christie. Con questi ultimi, Ian  Fleming condivide il genere letterario: il giallo. Lui, però, si è spinto oltre la tradizionale sfera criminosa, cercando di descrivere una delle attività più misteriose ed affascinanti di sempre: lo spionaggio. Storie di uomini che, con il cappello calato sugli occhi e il bavero del trench sempre sollevato a coprirgli il volto - secondo l'immaginario collettivo- vivono nell'ombra, come dei fantasmi, privi di una identità, custodendo segreti inconfessabili. Fleming ha raccontato - in maniera fantasiosa ma realistica- quel mondo. È passato oltre un secolo dalla sua nascita - avvenuta a Londra, il 28 maggio di 110 anni fa - e più di mezzo secolo dal suo primo romanzo (1953). Eppure,...
CINEMA, MUSICA E LETTERATURA: LE "CAVERNE" D'OGGI "La televisione è l'oppio dei popoli" - disse Leonardo Sciascia. Lui la intendeva come una vera e propria dipendenza. Ed in passato lo è stata. Oggi, invece, sarebbe più giusto parlare di "smartphonedipendenti" che di "teledipendenti". Senz'altro, però, una cosa è certa: la televisione, come il cinema, la letteratura e la musica possono essere una cura per l'animo umano. Sono strumenti in grado di alleviare le nostre pene quotidiane - oltre che offrirci piacevoli passatempi. Cominciamo da bambini, quando i nostri genitori ci leggono le favole oppure quando guardiamo i cartoni animati. Poi, crescendo, passiamo ai film, alle serie tv, alla musica e - per quelli più sensibili e audaci - ai libri. Qual è il motivo? Perché, fin dalle nostre origini, sentiamo il bisogno di tuffarci nel mondo della fantasia?  Probabilmente perché la fantasia, il più delle volte, ci mostra il mond...
DONNE CHE HANNO DETTO NO E CONTINUANO A FARLO Legge 194: lo Stato italiano concede alle donne (maggiorenni) la possibilità di interrompere la propria gravidanza. Era il 22 maggio del 1978. Si coglieva il frutto di una dura battaglia, politica e sociale, promossa dai radicali di Marco Pannella e appoggiata dai maggiori partiti di sinistra. Il culmine di una rivoluzione che caratterizzò a fondo quel decennio: gli anni '70. L'interruzione volontaria di gravidanza era l'ennesima conquista di un ormai rodato (e tutt'ora incompleto) processo di emancipazione femminile. Erano cambiate molte cose. La donna col grembiule, che prepara il "doppio brodo" Star e sogna la lavatrice, apparteneva al passato. Quella era la società delle madri: le figlie sognavano altro. Fino agli anni '50, la donna aveva un destino segnato. Appena nata una figlia, ogni genitore sapeva già cosa gli toccava fare: preoccuparsi del suo avvenire. Un matrimonio con un bel giovane, magar...
IL VERO "ADDIO" A CAROLINA Ha attraversato rapidamente l'universo cinematografico italiano, tra gli anni '50 e '60. Poi, il ritiro dalle scene. Potremmo definirla una cometa. Ed infatti, anche il suo passaggio ha lasciato un segno, una scia. Sto parlando di Anna Maria Ferrero, brillante attrice di cinema e televisione, scomparsa quest'oggi all'età di 84 anni. La notizia è stata comunicata da suo marito, Jean Sorel - anche lui attore - , con cui era sposata dal 1962. Bella, minuta, aveva una "forte intensità negli occhi", come dichiarò Claudio Gora, attore e regista. Fu lui a scoprirla, a Roma, per strada. Le offrì subito una parte ne "Il cielo è rosso", del 1949, aprendole così le porte del cinema. La Ferrero prese parte ad oltre quaranta film e venne diretta dai più grandi registi del tempo: De Sica, Comencini, Lizzani, Monicelli, De Filippo, Bragaglia. Compagna di Vittorio Gassman per ben sette anni, recitò al suo fianco in ...
ENZO TORTORA: LA TV CHE CI MANCA 18 maggio 1988. Enzo Tortora se ne va, a causa di un cancro che a poco a poco lo aveva consumato. In realtà, però, la sua "agonia" - umana e professionale - comincia molto prima: il 17 giugno del 1983, quando viene prelevato dai carabinieri, nel cuore della notte, ed arrestato con l'accusa di associazione camorristica e spaccio di droga. Secondo gli inquirenti, il popolare conduttore e giornalista, è un affiliato della N.C.O - la Nuova Camorra Organizzata - facente capo a Raffaele Cutolo, 'o prufessore. L'accusa proviene da due pentiti, Giovanni Pandico e Pasquale Barra, ai quali si aggiungono altri. Si tratta di tardivi "mea culpa" a scopo salvifico - per ottenere privilegi e sconti di pena. Sembra un incubo. Tortora non riesce a spiegarsi quanto gli è accaduto. La gente non se lo spiega. Proprio lui, un volto amato della televisione di Stato, che dal 1977 conduce un programma di successo, "Portobello", ...
LA FOLLIA È DIVERSITA', OPPURE AVER PAURA DELLA DIVERSITA' "Si va in manicomio per imparare a morire"- scrisse Alda Merini. E chi meglio di lei poteva descrivere, con semplici parole, l'orrore dei manicomi. Lei che passò parte della sua vita in quelle strutture, dopo che a sedici anni le fu diagnosticato un disturbo bipolare (alternava, in pratica, momenti di euforia a momenti di depressione). Nei manicomi - sebbene fossero ospedali psichiatrici, quindi luoghi preposti alla cura e all'assistenza - si entrava già con l'idea di non uscirci più, almeno non vivi. Erano casermoni, con ampi cortili, corridoi stretti e lunghi, stanze con cancello ed inferriate. Più simili ad un carcere che ad un ospedale. Le persone venivano portate lì perché malate mentali. Persone con disturbi, più o meno gravi, che venivano rinchiuse perché la società non le accettava, non le voleva. Ma poi cambiò tutto. Il 13 maggio del 1978, venne approvata la legge numero 180 che st...