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 UNA TASSA SUI SENTIMENTI


I sentimenti, apparentemente, non hanno prezzo. Amare non costa nulla, anzi. A volte è una cosa talmente naturale, spontanea da risultare incontrollabile, senza alcuna logica motivazione. La ragione non conosce le ragioni del cuore, diceva Pascal. Le nostre anime, dunque, libere di elevarsi, volare e indugiare su uno sguardo, su un sorriso, su una parola dolce o un pensiero gentile si muovono al ritmo dei battiti del nostro cuore, muscolo involontario ma volontariamente inconsapevole spesso delle conseguenze delle proprie azioni o decisioni. 





I sentimenti ci spingono a credere che sia sempre tutto lecito: sognare, fantasticare, immaginare attimi o esistenze in comune come se le avessimo realmente vissute. Seguire una sensazione e crederci fino in fondo, provare, illudersi, sbagliare. Tanto non costa nulla. L’amore, però, è un po’ come un lavoro a maglia. Ci sono due lunghi ferri che operano insieme, che stringono, allargano, allontanano e avvicinano i fili realizzando una trama perfetta, solida e, si spera, duratura. E in questo si avverte che, anche i lavori a maglia, sono come gli amori o le relazioni di una volta: fatti per durare. Ma non divaghiamo, perché il punto qui è un altro. Se a lavorare è un solo ferro, se è lui a far girare su se stesso quel filo senza la possibilità di creare una reale connessione, allora è soltanto una fatica inutile. E quella costa, eccome. Costa soprattutto quando si prende consapevolezza che quel filo non diventerà mai una trama, e quel lavoro a maglia, quell’amore solido e duraturo non vedrà mai la luce. Ed il prezzo da pagare, a volte, è molto più alto di quanto si possa credere. Allora, ecco che bisognerebbe invitare tutte le anime alla prudenza nei sentimenti. A non lasciarsi travolgere dalle tonalità emotive di un giorno, di un’ora o magari di un solo istante rubati al distacco e alla indifferenza di qualcuno. Ci vorrebbe una tassa. Sì, una bella tassa sui sentimenti. Dare un prezzo a ogni volo dell’anima, quantificare ogni istante speso nel dare credito a veri sogni e fasulle realtà. Pensiamoci: nel corso degli anni in Italia sono state introdotte le tasse più assurde. Da quella del celibato (quando c’era Lui) al superbollo per le auto diesel, passando per l’imposta sui cani. Perché ciò che costa al cuore spesso non costa al portafoglio. Dover spendere denaro ogni qual volta ci balena per la testa l’idea di seguire un pensiero o una sensazione ci aiuterebbe di certo a valutare meglio, a ponderare ogni scelta e a non sprecare i moti del nostro animo verso chi non merita. Certo, viviamo sempre in tempo di crisi (anche di sentimenti, ahinoi!), ma non sono necessarie cifre impossibili. Basterebbe una quota simbolica: 2 euro a settimana. Un piccolo incentivo a non barattare quella moneta per stupide illusioni. Chissà: magari i sognatori all’inizio si farebbero prendere la mano, e sarebbero capaci di spendere decine di euro per leggerezza e inguaribile romanticismo. Ma nulla di troppo grave: prima o poi comprenderebbero che è meglio avere qualche moneta in più in tasca ma un peso in meno sul cuore.


A.M.M.

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