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 GINO E ORNELLA, DOVE IL TEMPO SI È FERMATO


La loro è stata una «lunga storia d’amore» nel senso più sublime del termine. Una relazione d’amicizia, d’affetto, passione, complicità, bisogno. Un legame, quello tra Gino Paoli ed Ornella Vanoni, che è andato ben oltre la fusione di due corpi o di due voci su un palcoscenico. Un giorno di distanza separava le rispettive nascite e una manciata di mesi ha diviso la fine della loro esistenza terrena, prima di ritrovarsi insieme altrove. 
















Quando ti rivedrò, l’ultima poesia che il cantautore genovese ha voluto regalare a noi, sembra quasi profetica. Una canzone che Paoli avrebbe voluto incidere con la donna dalle “mani senza fine” che avevano afferrato il suo cuore stringendolo forte a sé, come fa una madre col proprio bambino. Gino Paoli avrebbe voluto duettare ancora con lei, come fatto per giorni, mesi e stagioni, di vita e di concerti. Una canzone che parla d’amore, come quasi tutte le sue liriche. Poesie dove la musica accompagna un pensiero per ricordarlo meglio. Una canzone che immagina quello che forse è già accaduto: il loro primo incontro in una nuova dimensione. Gino Paoli si chiede cosa succederà quando ritroverà questa donna, se ci sarà ancora quella magia, quel filo invisibile che li teneva stretti, se lei «che non lo guarda più, che non lo ama più» proverà ancora le sue stesse emozioni. La malinconica tromba di Paolo Fresu copre i vuoti di un brano che Gino Paoli ha inciso solo apparentemente senza di lei, che lo attendeva in un posto migliore. Un luogo in cui l’amore tra Gino e Ornella è destinato a fiorire in eterno. «Quando ti rivedrò - scrive Paoli - non ci sarà un perché». Siamo consapevoli che «Si va via e ci si trova ancora» anche se non ne capiamo il motivo. Ma di una cosa sembra esser certo: «tornerà quella strana magia». Quella magia che abbiamo imparato a conoscere, quell’unione di anime, quella sinfonia di voci e di musicali silenzi, di spirito e carne, passione e tenerezza. Una sinfonia che, come ricorda Gino Paoli nei versi conclusivi, è un inno di speranza per tutti quelli che nella vita si sono amati intensamente e magari credono di essersi persi: «si può riprendere dove si è fermato il tempo». 


A. M. M.

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