BYE, ABBIE!
Fatalmente bella, dolcemente fiera. Ha incarnato la seduzione femminile degli anni ’50, quando un occhiolino ammiccante era addirittura più provocatorio di due belle gambe in mostra. Ma Abbe Lane è stata anche una donna che ha rivendicato la malia della sua voce, la genuinità del suo talento, la sua completezza d’artista oltre un’apparenza fatta di grazia e di forme.
Eppure, sono state anche quella grazie e quelle forme a renderla speciale. Una donna meravigliosa, una bellezza travolgente, un’attrice incantevole, dai palcoscenici di Broadway alle commedie farsesche con Totò, fino ai tanti Mambo e Cha cha cha ballati in celebri trasmissioni della neonata Tv, accompagnata dall’orchestra di Xavier Cugat, al tempo suo marito. Perché Abbe Lane deve tanto all’Italia pudica, democristiana e filoatlantica che l’ha accolta come un dono della provvidenza americana nel Dopoguerra. Ma ora che la Provvidenza, quella con la P maiuscola, l’ha richiamata a sé (lo scorso aprile), la memoria italica farà di tutto pur di trattenerla nei propri ricordi. Faccio la mia parte anche io, riproponendovi al link seguente un bel ritratto che le dedicai tre anni fa, in occasione del suo novantesimo compleanno. Con discrezione, ammirazione e devozione. Bye, Abbe!
https://ilrestodelmarino.blogspot.com/2022/12/lane-novantanni-di-un-desiderio.html

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