ANNA, LA DONNA OLTRE IL TALENTO
Ha affrontato la malattia col sorriso. Ha vissuto con coraggio, fino alla fine, con lo spirito di gratitudine proprio di chi, nonostante tutto, sa sempre prendere le cose per il verso giusto. Anna Marchesini ci lasciava dieci anni fa, più poveri e più tristi. Più poveri perché la sua grandezza d’artista, che fosse la scrittrice, la poetessa o l’attrice, ha lasciato un vuoto rimasto tale.
Più tristi perché, naturalmente, Anna Marchesini ci ha fatto tanto ridere. Con quei personaggi portati in scena ai tempi del Trio con Massimo Lopez e Tullio Solenghi. La signorina Carlo, Bella Figueira, Dolores che offriva qualcosa da bere a Pedro, la sessuologa Merope Generosa, l’indimenticabile Lucia Mondello dei Promessi Sposi. Ma Anna Marchesini, dicevamo, è stata molto di più. In teatro, dal Piccolo di Milano all’Eliseo di Roma, ha dato il meglio di sé passando con disinvoltura da Aristofane a Cechov. Come romanziera ha scritto pagine di riflessioni profonde, di dolcezza infantile, di passione sarcastica. Tematiche al centro anche delle sue poesie, che ne hanno messo in luce una sensibilità autentica. Tutto questo si nascondeva nel corpo e nell’animo di una donna forte, volitiva, emancipata, combattiva e ironica, prima di tutto con se stessa. E forse è questo che oggi vale la pena ricordare, oltre i personaggi, oltre lo spirito pungente, oltre il talento del palcoscenico e forse anche oltre quella vena letteraria. La donna, Anna Marchesini. Valorosa, audace e fiera. Forse, in questi aggettivi, si cela il vero segreto del suo talento: femmineo prima che artistico.
A.M.M.
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