Passa ai contenuti principali

 ANNA, LA DONNA OLTRE IL TALENTO

Ha affrontato la malattia col sorriso. Ha vissuto con coraggio, fino alla fine, con lo spirito di gratitudine proprio di chi, nonostante tutto, sa sempre prendere le cose per il verso giusto. Anna Marchesini ci lasciava dieci anni fa, più poveri e più tristi. Più poveri perché la sua grandezza d’artista, che fosse la scrittrice, la poetessa o l’attrice, ha lasciato un vuoto rimasto tale.



Più tristi perché, naturalmente, Anna Marchesini ci ha fatto tanto ridere. Con quei personaggi portati in scena ai tempi del Trio con Massimo Lopez e Tullio Solenghi. La signorina Carlo, Bella Figueira, Dolores che offriva qualcosa da bere a Pedro, la sessuologa Merope Generosa, l’indimenticabile Lucia Mondello dei Promessi Sposi. Ma Anna Marchesini, dicevamo, è stata molto di più. In teatro, dal Piccolo di Milano all’Eliseo di Roma, ha dato il meglio di sé passando con disinvoltura da Aristofane a Cechov. Come romanziera ha scritto pagine di riflessioni profonde, di dolcezza infantile, di passione sarcastica. Tematiche al centro anche delle sue poesie, che ne hanno messo in luce una sensibilità autentica. Tutto questo si nascondeva nel corpo e nell’animo di una donna forte, volitiva, emancipata, combattiva e ironica, prima di tutto con se stessa. E forse è questo che oggi vale la pena ricordare, oltre i personaggi, oltre lo spirito pungente, oltre il talento del palcoscenico e forse anche oltre quella vena letteraria. La donna, Anna Marchesini. Valorosa, audace e fiera. Forse, in questi aggettivi, si cela il vero segreto del suo talento: femmineo prima che artistico.

A.M.M.

Commenti

Post popolari in questo blog

  BUON COMPLEANNO, URSULA! L’immagine di lei, che esce dall’acqua in bikini bianco, raccogliendo conchiglie e canticchiando una canzone, mentre Sean Connery, polo azzurra e pantaloni carta da zucchero, la guarda estasiato, è diventata leggenda. Perché Licenza di uccidere , 1962, debutto sul grande schermo di 007, l’agente segreto più famoso del mondo, non sarebbe stato lo stesso senza Ursula Andress. Elvetica, statuaria, seducente e ingenua allo stesso tempo nello sguardo, la Andress è stata anche coraggiosa e piena di iniziativa. Dal Canton Svizzero a Parigi, per studiare arte, fino a Roma, la città che ha sempre amato. Dalle passerelle della moda alle copertine di Playboy . Dagli amori tormentati (anche col “giovane bruciato” James Dean) ai grandi ruoli sul grande schermo. Dall’esordio con Steno in Un americano a Roma , accanto ad Alberto Sordi, a Elio Petri che la affiancò a Marcello Mastroianni n e La decima vittima , fino alle produzioni internazionali tra Elvis Presley, ...
LILIANA RIMINI, LA MERAVIGLIA DI UN SOGNO « Non sembra ma ho tanti, tanti anni e tante esperienze […] di coraggio e di forza ». Non sembra, per davvero, osservandola nella sua figura minuta, nel suo sguardo limpido, da anziana rimasta bambina nell’animo, con la capacità di “filosofare”, come avrebbe detto Aristotele, ovvero di guardare il mondo con gli occhi della meraviglia. Liliana Rimini, classe 1929, milanese doc, esuberante ed elegante in un tailleur bianco e nero sembrava una ragazzina nel paese dei balocchi martedì mattina, quando all’Ospedale Antonio Cardarell i di Napoli, frutto dell’estro, della passione e dell’impegno del suo papà, l’architetto Alessandro Rimini, ha visto prendere forma quel sogno custodito per anni in un cassetto e ormai quasi assuefattosi alla polvere del tempo e del rimpianto mai svanito.  Liliana Rimini. Il suo papà, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, soprintendente ai monumenti di Trieste e Venezia Giulia, uno degli architetti più br...
  CIAO, PINO! Una voce roca e profonda. Un’anima gentile. Un uomo affascinante. La sintesi perfetta della sua grandezza sta tutta in questi dettagli. Pino Colizzi e ra uno dei migliori doppiatori che il cinema italiano abbia mai avuto. Le sue “corde” ci hanno regalato attimi di profonda emozione, modellandosi al corpo a cui erano destinate, all’incisività del ruolo da interpretare.  Che fosse Christopher Reeve in Superman , che fosse il Gesù (Robert Powell) del kolossal di Zeffirelli, che fossero Alain Delon o Michael Douglas, la sua voce coglieva ogni sfumatura possibile. Classe 1937, romano di nascita - cresciuto tra Paola, in Calabria, e Bari, dove mosse i primi passi in palcoscenico -, diplomato all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico , Colizzi ha lavorato con i più grandi registi: da Bolognini a Zeffirelli, da Visconti a Patroni Griffi, passando dal cinema al teatro. Il suo volto, tuttavia, è legato soprattutto alle grandi interpretazioni televisive, da Tom Jones...