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BUON COMPLEANNO, EDOARDO!

Ascoltare una sua canzone è una esperienza di infinita dolcezza sensoriale. Ci si perde in un mondo dove la fantasia galoppa al ritmo del rock, cullata da una armonica a bocca e incalzata dal refrain pizzicato di una chitarra. Tra burattini senza fili, Capitan Uncino funk e Peter Pan dall’anima pop, stelle che indicano la strada, mamme vestite anni ‘50 e coccodrilli rock Edoardo Bennato ha trasformato la sua vita in un racconto fatto di poesia, note alte e note basse, ironia, profondità, leggerezza e riflessione. 



Classe 1946, napoletano di Bagnoli, cresciuto tra lo sferragliare del tram numero 1 davanti all’Italsider  - dove lavorava suo papà - e il suono malinconico di una fisarmonica assieme ai suoi fratelli, Eugenio e Giorgio, Bennato ha trasformato la sua passione per la musica in una missione sociale. Amante del rock’n’ roll d’oltreoceano come dello swing ironico di Carosone e della voce suadente di Peppino Di Capri, ha saputo fondere piacevolmente l’ironia e la tradizione melodica napoletana con le sonorità più diverse in un piacevole guazzabuglio di voce e strumenti, dalla chitarra all’armonica e alle percussioni. E per quanto, lo ha sempre detto, erano e sono Solo canzonette, in quelle strampalate favole in salsa swing si nascondeva la voglia di raccontare la vita, le persone, le emozioni e le situazioni più diverse con un sottofondo musicale talmente gradevole nella sua semplicità da rendere comprensibile qualsiasi concetto, seppur in chiave farsesca. Basta porre attenzione, ed ecco che il ritmo coinvolgente di quegli accordi ci svela una costruzione ben più solida e calcolata (da buon architetto laureato al Politecnico di Milano) dietro cui si nasconde una profondità spesso sottovalutata. Dopotutto le favole nascondono sempre una morale, un insegnamento. Il loro scopo però è innanzitutto invitarci a sognare. E allora accontentiamoci anche di non cogliere sempre quel significato nascosto. Non dimentichiamo quella purezza e ingenuità di cuore con cui abbiamo sempre ascoltato le sue canzoni, come eterni bambini con poca voglia di crescere, e forse per questo più “adulti” di tanti altri. D’altra parte, Bennato stesso, a ottant’anni compiuti oggi, ha dato al suo tour estivo un titolo che dice tutto: Quando sarò grande. Perché c'è sempre tempo per crescere, quando si è capito ciò che conta davvero. Buon compleanno, Edoardo!


A.M.M.

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