BUON COMPLEANNO, DONNA REPUBBLICA!
«Io non so quello che sarà domani né di me né di loro; non so quello che è stato nel passato, quello che hanno fatto in altri Paesi; di questo io non sono responsabile, né prendo impegni, né ho mai preteso nulla da parte loro. Siamo uomini che ci siamo incontrati in un momento difficile ed essi ci hanno detto: da qualunque parte voi siate diretti, in questo difficile momento, in questo periodo di transitorietà, dobbiamo essere uniti, su questo ponte che cerchiamo di passare insieme per salvare il nostro Paese per dare al nostro popolo la possibilità di salvarsi, questo, rispettando le regole della democrazia e della libertà. Tale è il nostro accordo con i comunisti; la volontà comune che ci unisce. Persone che non possono incontrarsi nelle ideologie, viste su un piano generale e che mantengono liberi i loro impegni, trovano il punto di collaborazione e si stringono la mano nello sforzo presente». Queste parole di Alcide De Gasperi, datate febbraio 1947 e tratte da un incontro con la stampa americana, racchiudono il senso di una architrave politica che, tra delicati equilibri e forti scossoni, ha resistito per ben ottant’anni.
La Repubblica italiana è nata da uno sforzo comune nel presente per disegnare il futuro. Un futuro libero, democratico e plurale. Proprio un paio di giorni fa, parlando con una persona cresciuta in quella palestra politica nata dal referendum del 2 giugno e dalla ricostruzione post-bellica, ho avuto conferma di una storia nota e spesso dimenticata. La Repubblica è nata dal pluralismo. Dall’insieme di forze democristiane, socialiste, liberali, comuniste. Perché i movimenti democratici sono plurali. Mettono da parte ideologie, personalismi, sentimenti unilaterali, contrasti decisionali in funzione di un interesse più grande: la volontà comune espressa appieno dagli articoli della Costituzione. Un testo che ancora oggi regge, governa e sostiene il nostro Paese. Un documento prezioso, progettato in un determinato presente ma già allora proiettato in un indeterminato futuro. Un futuro che sarà possibile solo mantenendo costantemente l’idea che la cooperazione, il dialogo, la coesione interpartitica siano gli unici strumenti a disposizione della Signora Repubblica per continuare a resistere alla sua veneranda età. Reggendosi con forza sul “bastone” della Costituzione e sorridendo con fiducia al domani. Buon compleanno, donna Repubblica!
A.M.M.
Commenti
Posta un commento