BUD SPENCER, UNA MOLE DI BONTÀ
«Non c’è cattivo più cattivo di un buono che diventa cattivo». Quasi un aforisma, tratto da una di quelle pellicole che abbiamo visto e rivisto senza mai sentirci stanchi. Bud Spencer era l’espressione stessa di quella frase. Un uomo grande, grosso, dagli occhi buoni e il sorriso di un fanciullo, che non sopportava ingiustizie e cattiverie, che credeva nell’amicizia sincera.
D’altra parte Chi trova un amico trova un tesoro, da cui la citazione iniziale è tratta, è un altro simbolo della sua stessa esistenza. Dove una grande amicizia, quella con Terence Hill, compagno di merende e di scazzottate nel selvaggio West come sulle spiagge di Miami, gli regalò una seconda vita. Lui che, nato come Carlo Pedersoli a Napoli nel 1929, amico d’infanzia di Luciano De Crescenzo, cresciuto tra Roma e il Brasile, prima lavoratore per sbarcare il lunario, poi studente, infine campione nazionale italiano di nuoto, perfino pilota di elicotteri, di esistenze ne ha vissute tante. Ma quella con Terence Hill, prendendo quel nome ispirato a Spencer Tracy e alla birra Bud, è stata sicuramente quella più intensa e decisiva per entrambi. Perché anche quel giovane biondo con gli occhi azzurri, atletico e sportivo, se non avesse incontrato Bud Spencer sul suo cammino sarebbe rimasto solo Mario Girotti, il belloccio rubacuori delle commedie anni ’50. E invece, da buoni contro un mondo di cattivi, spesso sciocchi, Bud Spencer e Terence Hill iniziarono la loro avventura tra baruffe, scazzottate, padellate di fagioli, sentieri polverosi e altre mirabolanti esperienze tenuti a battesimo da Pino Colizzi con Dio perdona…io no! e resi immortali da E.B. Clucher (al secolo Enzo Barboni) con …lo chiamavano Trinità. Bud Spencer, però, oltre ben sedici film in coppia con Terence Hill, da dichiarato “personaggio” e non “attore”, riuscì anche a farsi una carriera propria, con tanti film divertenti. Dalla saga del commissario Piedone, per la regia di Steno, ai film di Michele Lupo (Uno sceriffo extraterrestre…, Lo chiamavano Bulldozer,) fino alle serie televisiva Detective Extralarge e I delitti del cuoco. E non parliamo di violenza, in film amatissimi dai bambini. Perché come amava ricordare Bud Spencer, si trattava di personaggi quasi da fumetto, capaci di imprese incredibili e impossibili all’occhio umano, ma sempre ispirate da buoni sentimenti e grandi valori, come lealtà, solidarietà e giustizia. Perché i buoni, come diceva lui, possono diventare cattivi e pericolosi, ma solo per ristabilire l’ordine delle cose. E Bud Spencer, a dieci anni dalla sua scomparsa, continua a ricordarcelo. Con la sua storia, con i suoi film e con la sua mole di bontà e leggerezza.
A.M.M.

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