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TIZIANO TERZANI, IL VERBO DEL CREDERE


Finirai per trovarla la via, se prima hai il coraggio di perderti”. E lui osò perdersi. Girare il mondo, conoscere gente, scoprire terre lontane e raccontarne saperi, sapori, colori, profumi e profili. Tiziano Terzani votò la sua intera esistenza alla conoscenza. Conoscere gli altri per conoscere meglio se stesso. 





I suoi reportage prima - dai tempi in cui era un manager dell’Olivetti a quando diventò corrispondente

per il settimanale tedesco “Der Spiegel” -, i suoi libri poi, lo hanno reso un affabile e simpatico narratore del globo - con il suo aspetto un po' da filosofo greco, un po' da anziano samurai -, attraverso luoghi, persone, pensieri ed emozioni. Un continuo peregrinare, in lungo e in largo, dall’America all’Europa, dall’Asia all’Africa, alla ricerca di risposte che, come sempre accade, possiamo trovare solo dentro di noi. “Un altro giro di giostra”, quello del suo libro più celebre, un viaggio interiore, lo compì però nella sua amata Toscana, sulle colline pistoiesi, dove Terzani partì per l'ultimo lungo viaggio, questa volta senza ritorno - perlomeno dal punto di vista corporeo -, il 28 luglio 2004. Vent’anni dopo, le parole di Tiziano Terzani, pensate, pesate, partorite dal cuore e traportate dal vento dei paesi più diversi, sono ancora qui, a farci compagnia. Parole che spingono a credere in se stessi, a farsi delle domande e a darsi delle risposte, ad essere pronti a perdersi per ritrovarsi. Magari al punto di partenza, ma con tanta consapevolezza in più.


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