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 SHIRLEY TEMPLE, UNA BAMBINA DI SUCCESSO


"Ho smesso di credere a Babbo Natale quando avevo sei anni. Mamma mi portò a vederlo ai grandi magazzini e lui mi chiese l'autografo". È lei stessa a rivelare, con questa frase, cosa significhi diventare una "star", una diva di Hollywood. Significa avere successo, soldi, gratificazioni umane e morali. Ma anche tante responsabilità, difficili da sopportare se le spalle su cui gravano sono quelle di una bambina. Shirley Temple, scomparsa dieci anni fa, il 10 febbraio 2014, conobbe la fama e il successo quando ancora non si hanno né l'età né le capacità per comprende.



Aveva appena tre anni - era nata nel 1928 - quando passò da un giorno all'altro nel mondo dello spettacolo, ballando, cantando e sorridendo col suo faccino tenero contornato da biondi boccoli. "Riccioli d'oro", titolo di uno dei suoi film più celebri, è proprio il soprannome che ha contraddistinto la piccola Temple tra gli anni '30 e '40, quando diventò ben più di una attrice bambina ma un fenomeno di costume. Tazze col suo nome, quaderni personalizzati, bambole. Shirley Temple era più apprezzata di una matura diva, grazie alla recitazione spontanea, al sorriso dolce e impertinente al tempo stesso e alla sua vocina, protagonista di pellicole e pellicole che accompagnarono la sua crescita, avvenuta troppo velocemente. Ma, si sa, il mondo dello spettacolo è come le montagne russe: ti portano in alto, anche in breve tempo, ma ci vuole altrettanto poco per ritrovarsi giù, al punto di partenza. Raggiunta infatti l'adolescenza, Shirley Temple non riuscì più a replicare il successo di prima. Continuò a recitare fino ai vent'anni, per poi decidere di mollare tutto. Fu una scelta consapevole, ma forse anche amara. Essere amata dal pubblico, vedersi acclamata, coccolata, venerata fa piacere, specialmente se sei una bambina e ami stare al centro dell'attenzione. Ma Shirley Temple, la bimba dai biondi riccioli, era cresciuta e aveva capito che non valeva la pena proseguire ancora. Fu così che si dedicò anima e corpo ad un'altra passione: la politica. Fu quello il palcoscenico della maturità, in cui esibirsi, questa volta, a favore del bene comune, come ambasciatrice statunitense all'ONU. E anche in tal caso, ottenne le sue soddisfazioni personali. Dopotutto, restava sempre Shirley Temple: la bambina di successo che firmava autografi a Babbo Natale e regalava sorrisi all'America.

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