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 DANIELE PIOMBI, LA "BEN FATTA" RAI TV


La sobria eleganza, la voce dimessa, una carriera lunga e mai ostentata. Daniele Piombi, a differenza di altri altrettanto storici ma più famosi conduttori, non ha mai legato il suo volto a un programma specifico. Fin dagli anni '50, quando ancora studente di Scienze Politiche e aspirante giornalista iniziò la sua carriera in Rai, ha condotto kermesse canore come il Cantagiro e Un disco per l'estate, il Festival di Napoli, il Festivalbar '67, eppure non c'è nessuna, dico nessuna trasmissione legata alla sua immagine. 



Eccezion fatta per il Premio Regia Televisiva, il celebre Oscar della TV da lui ideato nel 1960 e guidato fino alla fine, nel 2015, due anni prima della sua scomparsa. È invece la Rai, Radio Televisione Italiana - anche se ha lavorato molto anche per alcune emittenti private -, a essersi indissolubilmente legata a lui, alla sua fine presenza, al suo raffinato humor, ai suoi silenzi eloquenti, alla garbata figura mai inopportuna, sempre un passo indietro, per lasciar spazio a chi la televisione la faceva vivere di emozioni. Però, va detto, anche lui la televisione l'ha fatta, e bene. Con discrezione e professionalità. E a novant'anni dalla sua nascita, un ricordo, un pensiero e qualche riga le merita.

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