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  RENATO BIALETTI, L' "OMINO COI BAFFI"


 A brevettare la celebre Moka Express, nel 1933, fu suo padre Alfonso, ma se quel piccolo capolavoro domestico di genialità e praticità diventò famoso in tutto il mondo tanto da essere elevato quale oggetto d'arte (sbarcando oltreoceano al MoMA di New York) il merito fu tutto suo. Renato Bialetti, piemontese di Omegna - città in cui nacque un secolo fa, il 2 febbraio 1923 -, non ereditò semplicemente la fabbrica paterna. Bensì la rese un gioiello dell'Italia laboriosa del "Miracolo Economico", grazie non solo a indubbie doti imprenditoriali, ma anche a una profonda creatività. L'"omino coi baffi", il simbolo della caffettiera Bialetti venne disegnato dal fumettista Paul Campani proprio da un'idea di Renato, che offrì se stesso come soggetto al quale ispirarsi per quella simpatica e buffa caricatura. 



Tra gli anni '50 e '60, l' "omino" Bialetti diventò tra i più celebri personaggi di Carosello, in réclame in cui raccontava simpatiche storielle leggibili anche sul suo volto dal grosso naso, i baffi spioventi e una bocca che, parlando, assumeva la forma della parola che pronunciava. "Sembra facile!" sentenziava l'elegante omino, spaziando da come riparare un rubinetto al saper fare il cuoco, per arrivare a dire che, come tante altre cose, anche fare il caffè non è semplice. A meno che non si posseggano - oltre al fuoco, all'acqua e al macinato - cura, esperienza e, naturalmente, la Moka Express della Bialetti. 


L'"omino coi baffi" disegnato da Paul Campani in una vignetta pubblicitaria.


Dalla massaia all'insegnante, dall'operaio al ricco industriale, dal giovane studente sotto esame al pensionato, tutti, tutti gli italiani hanno sorseggiato, almeno una volta, un buon caffè preparato con la Moka Bialetti. Ma grazie all'esportazione del prodotto fuori dai confini nazionali, la caffettiera divenne famosa in tutto il mondo, quale simbolo del "made in Italy"


 Il Carosello "Moka Express Bialetti" del 1959.



Poi, negli anni '70, la fabbrica cominciò a sentire il peso della crisi, le vendite calarono bruscamente e il sorriso sotto i baffi di Mr. Bialetti iniziò a spegnersi. Così, nel 1986, fu costretto a cedere l'azienda che, tra vari passaggi di proprietà, nel 1998 si fuse con la Rondine portando alla nascita della Bialetti industrie, ancora oggi attiva nella produzione di caffettiere e di molti altri elettrodomestici. L'"omino coi baffi" seguì tutte queste fasi dalla sua casa in Svizzera, nel Canton Ticino, salvo ritornare in Italia nel 2013, in occasione degli ottant'anni della "sua" Moka. Soltanto tre anni dopo, l'11 febbraio 2016, Renato Bialetti volò via in silenzio, come il sibilo discreto di una caffettiera, ridestando dolci ricordi di un'Italia orgogliosa dei suoi geni e delle loro magie. Ma la magia rinasce ancora oggi, al borbottare del caffè nelle vecchie Moka Bialetti presenti nelle nostre cucine. E ad ogni sorso, sotto i baffi, si risveglia il sorriso di quell' "omino", contento e soddisfatto.

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