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 VALERIO NEGRINI: "L'ANIMA" DEI POOH


Roby, Dodi, Red e Stefano. Potremmo aggiungere anche Riccardo Fogli, ma sono questi quattro "ragazzi" ad aver allietato generazioni di giovani e meno giovani con la loro musica. Gli unici ad esserci stati dall'inizio alla fine. O meglio, quelli che hanno fatto dei "Pooh" ciò che sono stati: una band straordinaria, in grado di mettere in musica sentimenti, poesie, emozioni. Ma quelle emozioni, quei pensieri, più o meno malinconici, più o meno allegri, devono tutto a una persona che per anni ha vissuto nell'ombra rendendo possibile una storia che per cinquant'anni, dal 1966 al 2016, ha fatto di quel gruppo il più longevo e amato della musica italiana. 



Sto parlando di Valerio Negrini, batterista, paroliere e fondatore dei "Pooh". In principio erano i "Jaguars", complesso fondato da Negrini e dal chitarrista Mauro Bertoli nel 1962 a Bologna - città in cui egli nacque il 4 maggio 1946. Tra diserzioni e nuovi arrivi, nel 1966 i Jaguars divennero i Pooh e nel giro di pochi anni raggiunsero la prima formazione stabile: Roby Facchinetti tastiere e voce, Dodi Battaglia chitarra e voce, Riccardo Fogli basso e voce (sostituito da Red Canzian nel 1973) e Valerio Negrini alla batteria. Negrini, tuttavia, è stato soprattutto l'autore di gran parte dei testi dei Pooh.


Da sinistra, Riccardo Fogli, Valerio Negrini, Dodi Battaglia e Roby Facchinetti in una foto dei primi anni '70.


Quando nel 1971 arrivò il compianto Stefano D'Orazio, prendendo le bacchette in mano, Negrini rimase nel gruppo esclusivamente come paroliere. Da "Piccola Katy" a "L'altra donna", da "Amici per sempre" a "Noi due nel mondo e nell'anima", tutti i più grandi successi dei Pooh sono stati firmati da Negrini - spesso in coppia con Facchinetti. È vero, per noi pubblico di ascoltatori i Pooh sono e restano Roby, Dodi, Stefano e Red. Ma questi, senza di lui, non sarebbero stati nulla. Sta di fatto che dieci anni fa, il 3 gennaio 2013, quando Valerio Negrini venne a mancare - colpito da infarto - il gruppo subì un duro colpo. Probabilmente anche questa fu una delle motivazioni per cui il gruppo (dopo una epica reunion) decise di mettere un punto. D'altra parte un corpo, senza l'anima, come può esistere? Perché Valerio Negrini era "l'anima" dei Pooh. Il cuore pulsante di un gruppo che ha fatto palpitare centinaia di ragazzi, regalando emozioni, speranze, sogni. Sentimenti ancora "vivi" in quei brani intramontabili, sotto il cui testo, la sua firma in calce rammenta a tutti chi è stato davvero Negrini e  i "suoi" Pooh.

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