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 JACK LEMMON, LA COMMEDIA IN UN VOLTO


Bello, brillante e buffo. Tre "B" che - a mio avviso - sintetizzano appieno la sua figura d'uomo e d'artista. Certo, sembrerebbe riduttivo per un divo pluripremiato interprete delle più belle commedie americane del secolo scorso, eppure Jack Lemmon può essere davvero racchiuso in questi semplici aggettivi.



Nel corso della sua lunga carriera, iniziata negli anni '50, Lemmon ha indossato le maschere più intelligenti del cinema hollywoodiano. Il suo nome è indissolubilmente legato al regista Billy Wilder, per il quale fu protagonista di pellicole memorabili come "A qualcuno piace caldo" (1959), con Marilyn Monroe, e "Irma la dolce" (1960), con Shirley MacLaine.


Da sinistra, Tony Curtis, Marilyn Monroe e Jack Lemmon in "A qualcuno piace caldo" (1959) di Billy Wilder.


La sua prima passione fu però il teatro. Proprio sul palcoscenico, quando era ancora un giovane studente all'Università di Harvard, non lontano dalla natia Boston - dove nacque l'8 febbraio 1925 -, Jack Lemmon capì che lo spettacolo faceva per lui tanto che subito dopo la guerra - che lo vide arruolato come ufficiale su una portaerei - e la laurea, fece finalmente il salto di qualità dopo piccole apparizioni televisive giungendo a quel cinema che, di lì a poco, lo avrebbe consegnato alla fama.


Jack Lemmon con Shirley MacLaine in "Irma la dolce" (1960) di Billy Wilder.


Nel 1955 con "La nave matta di Mister Roberts" di John Ford e Mervyn LeRoy, vinse il primo Oscar. Da lì innumerevoli ed innumerabili interpretazioni, sempre esilaranti e geniali, spesso in coppia con un'altra grande maschera di quel cinema lì: Walter Matthau. Tra le tante pellicole, importante ricordare "La strana coppia" (1968), dove il duo raggiunse livelli straordinari di complicità. 


Jack Lemmon con Walter Matthau ne "La strana coppia" (1968) di Gene Saks.


Nella sua produzione, tuttavia, Jack Lemmon ebbe anche alcune esperienze in film drammatici ("JFK - Un caso ancora aperto", tra i suoi ultimi impegni), ma la sua migliore vocazione rimase senza dubbio la comicità. Quella elegante ma divertente, affine al suo volto di gomma declinato nelle smorfie più disparate.

Un viso indimenticabile, tanto è vero che ancora oggi, a vent'anni dalla sua scomparsa - avvenuta il 27 giugno 2001, a causa di un cancro - la sua immagine è più viva che mai. Come lo sono la sua intelligente ironia e quelle esilaranti commedie che, come lui, continuano a fare storia.

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