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 LE DIVINE "CORDE" DI RENATO TURI


Calda, profonda, paterna. Avvolgente come un abbraccio sincero. La voce di Renato Turi era tutto questo. Un timbro inconfondibile che si diffondeva prepotentemente nell'aria.



"Divino" proprio come quello di Dio ("La voce di Lassù") nel celebre musical "Aggiungi un posto a tavola" (1974) di Garinei & Giovannini. Forse la sua interpretazione più amata, dopo anni di militanza nella storica società di doppiaggio italiano, la CDC, prima di passare quale cofondatore alla CVD e alla SEDIF. 

Una voce in grado di dare la giusta personalità a celebri volti del cinema hollywoodiano come Walter Matthau, Lee Van Cleef e Christopher Lee (Dracula). Ma quella voce fu anche la sua salvezza, dopo esser stato costretto a rinunciare alla carriera d'attore in teatro (sebbene ritornò saltuariamente a recitare, soprattutto in televisione) dopo aver perso una gamba durante la Seconda guerra mondiale.

E le sue corde, così indimenticabili e inconfondibili, gli diedero il successo che meritava, nonostante il suo volto - come per quasi tutti i doppiatori della sua generazione - sia rimasto per lo più nell'ombra.

Ebbene, anche per dare il giusto rilievo a quel volto, a trent'anni dalla sua scomparsa, voglio ricordare Renato Turi riproponendovi l'ampio articolo da me redatto lo scorso anno nel centenario della nascita.

L'articolo è fruibile al seguente link:

https://ilrestodelmarino.blogspot.com/2020/05/renato-turi-il-dio-del-doppiaggio.html

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