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MARCO PANNELLA,  IL "GUERRIERO"

 Amato e odiato. Appoggiato e contrastato ma, tuttavia, tollerato. Un uomo che ha fatto della sua vita una missione, volta soprattutto alla difesa dei diritti dell'uomo e della donna e di una umanità sempre meno compresa. Marco Pannella merita un posto di rilievo nella storia politica e sociale del Ventesimo secolo.



Fondatore del Partito Radicale, si è fatto promotore di mille battaglie vinte, perdute, pareggiate, ma condotte con quella grinta che lo ha sempre contraddistinto. Sotto quella chioma bianca e quegli occhi azzurri pieni di intelligenza, offuscati dal fumo di una sigaretta perennemente accesa, batteva un cuore forte, pronto a lottare senza sosta e portare avanti ciò in cui credeva. Lui che non era un uomo di Fede, ha fatto del "credere" la principale arma con cui scagliarsi contro il male del mondo e contro ciò che riteneva giusto.
Un anima buona, nata nelle dolci terre d'Abruzzo - a Teramo, il 2 maggio 1930  -, a cui resterà per sempre legato. Cominciò ad interessarsi di politica già da studente universitario ad Urbino, dove si laureò in Legge. Dopo aver fatto parte della Gioventù Liberale e della Unione goliardica italiana, nel 1955 fondò insieme a Mario Pannunzio, Eugenio Scalfari ed Ernesto Rossi il Partito Radicale.








E la sua vicenda personale e politica è strettamente legata al "suo" partito, la cui Radio divenne il "pulpito" da cui lanciare attacchi verso una società in piena trasformazione a partire dalla seconda metà degli anni '60. La legge sul divorzio, quella sull'aborto - simboli soprattutto della crescente emancipazione femminile - e i rispettivi referendum contro la loro abrogazione, rimangono tra le battaglie più conosciute. Battaglie che hanno segnato l'Italia degli anni '70, perduta tra terrorismo, stragi ed Austerity. Ma a segnare la sua opera restano soprattutto le sue "azioni dimostrative": bavagli alla bocca, scioperi della fame e della sete per protestare contro le condizioni carcerarie, la legalizzazione delle droghe oppure contro la fame del mondo, tra le sue ultime "battaglie" che - a differenza di altre proposte - lo avvicinò molto alla missione della Chiesa cattolica. D'altra parte, Marco Pannella strinse un'importante amicizia, fatta di stima e rispetto reciproco, con papa Giovanni Paolo II, ma anche in ultimo con papa Francesco. Come è indimenticabile anche la sua opera di vicinanza, riscatto e difesa nei confronti dell'amico Enzo Tortora, il popolare conduttore di "Portobello" - accusato ingiustamente di collusione mafiosa nel 1984 - eletto grazie a lui
al Parlamento Europeo - di cui Pannella fu deputato dal 1976 al 1992 - nelle liste Radicali.
E poi l'amicizia con Emma Bonino, sua compagna in molte battaglie.




                                                                                   Marco Pannella con Emma Bonino e papa Giovanni Paolo II



L'audacia di Marco Pannella, nonostante i problemi di salute - lottava contro un tumore al fegato ed uno ai polmoni -, persistette fino alla fine, il 19 maggio 2016, quando fu costretto a deporre l'ascia di guerra dopo l'ennesima lotta, questa volta contro la morte.
 L'annuncio venne dato da Radio Radicale: da quegli stessi microfoni da cui la sua voce roca e decisa aveva lanciato appelli e moniti, la dolce melodia del "Requiem" di Mozart ne comunicò la scomparsa.

Oggi, Marco Pannella, l'instancabile "guerriero", avrebbe compiuto novant'anni. Chissà cosa avrebbe detto di fronte a questa situazione assurda, barricati in casa a causa di un "esserino" invisibile chiamato coronavirus. Mi viene facile credere che, come ogni buon combattente, avrebbe senz'altro appoggiato questa "clausura" forzata, atta a resistere contro il nemico. Ebbene, per quanto molte delle sue "iniziative", ancora oggi, possano risultare discutibili, senza dubbio la sua tenacia e la sua forza, emblema della storia politico-sociale nazionale, restano un vivo esempio per tutti noi.



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