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 LE DUE VITE DI MAURIZIO ARENA


 Uno sbruffone dal cuore tenero. Bello, simpatico e piacione. Maurizio Arena è rimasto così nella memoria di tutti. Con la canottiera, la medaglietta d'oro al collo e lo sguardo malandrino nel tentativo di conquistare la sfuggente e maliarda Marisa Allasio sulle sponde del "biondo" Tevere. 



Dopo "Poveri ma belli" nel 1956, Maurizio Di Lorenzo, romano della Garbatella, diventò per tutti Maurizio Arena, il divo di belle speranze: di giorno sui set di commedie di grande successo, di sera per le strade di Roma a "combattere" con i "paparazzi", pronti a beccarlo in dolce compagnia. Poi, nel giro di dieci anni, più nulla. Arena perse la sua aurea da star, cominciò ad ingrassare, a perdere i capelli, trovando sempre meno scritture. Fu così che la sua vita cambiò. Diventò un asceta, rinchiuso tra le mura del suo villone a Casal Palocco dove accoglieva "pazienti" in cerca di cure per i propri mali. Appesantito, invecchiato, avvolto in lunghi camicioni, Maurizio Arena diede inizio a una seconda vita, quella di "guaritore", più breve della prima e bruscamente interrotta da un infarto che se lo portò via a soli quarantasei anni. Ebbene, per ricordare Maurizio Arena a novant'anni dalla sua nascita vi invito a ripercorrere le sue due vite riproponendovi un articolo redatto qualche tempo fa e disponibile al link seguente:

https://ilrestodelmarino.blogspot.com/2019/11/maurizio-arena-il-principe-fusto-alto.html

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