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 VALENTINA, LA DIVINA


 È passato un secolo dalla sua nascita, eppure, per molti, rimane l'attrice del "secolo". Valentina Cortese veniva alla luce il 1° gennaio 1923 a Milano, città a cui legò gran parte della sua vita. La sua famiglia era però originaria di Stresa, nel novarese, e proprio lì, da ragazzina, trascorreva gran parte del suo tempo, assieme alla nonna. In quei luoghi, per Valentina Cortese iniziò la corsa verso il successo. 





Si innamorò di un famoso direttore d'orchestra, molto più grande di lei (il maestro Victor de Sabata), con cui fuggì a Roma, e qui si iscrisse all'Accademia d'arte drammatica per seguire la sua passione. 


Valentina Cortese con Andrea Checchi in "Un americano in vacanza" (1947) di Luigi Zampa.



Da allora amore e recitazione guidarono la sua esistenza, trascorsa tra palcoscenici e set cinematografici, tra fiori e applausi, tra passioni (due matrimoni, un figlio e una lunga relazione con Giorgio Strehler) e successi. 


Valentina Cortese con Giulietta Masina in "Giulietta degli spiriti" (1965) di Federico Fellini.


Prima l'esordio col cinema dei "telefoni bianchi", la commedia borghese, poi il passaggio al neorealismo ("Roma città libera", "Un americano in vacanza"), la parentesi hollywoodiana, fino ad arrivare ad un cinema differente con registi come Fellini ("Giulietta degli spiriti") e Zeffirelli (da "Fratello sole, sorella luna" al "Gesù di Nazareth" televisivo). 



Valentina Cortese in scena con Giorgio Strehler.


Ma è stato il teatro a consacrarla quale "divina". Il suo incarnato chiaro, quell'aria da donzella timida e riservata lasciarono il posto ad una elegante figura femminile, ornata da foulard indossati a mo' di turbante - un suo vezzo caratteristico - che la rendevano ancor più padrona della scena. 



Valentina Cortese in una delle sue ultime esibizioni a teatro.

Negli anni '70, al "Piccolo" di Milano con Strehler - un maestro e un compagno per quindici anni - Valentina Cortese dimostrò la sua immensità d'artista, la sua leggerezza interpretativa e il suo charme, mantenuti inalterati nei decenni successivi, continuando a calcare le scene quasi fino alla fine dei suoi giorni, sopraggiunta, per malattia, il 10 luglio 2019. Ma Valentina, la divina, è ancora qui. Lo è il ricordo della sua effige, della sua arte e del suo talento. Rimarrà indelebile nella memoria per altri secoli. Ma di quel secolo, quello "breve", tra le più belle, tra le più grandi e tra le più brave ci sarà sempre lei.

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