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 ACHILLE LAURO, 'O COMANDANTE 


Il Comandante. Una definizione che spiega molto più di un saggio storico o sociologico. Perché Achille Lauro, 'O Comandante Lauro, è stato molto di più di un personaggio affascinante e ambiguo. Presidente del Napoli Calcio, sindaco di Napoli negli anni '50, promotore di un processo di sviluppo e ricostruzione edilizia di dubbia correttezza e onestà, proprietario della più grande flotta europea, Achille Lauro ha indubbiamente segnato la storia nazionale in generale, quella napoletana in particolare. Nato a Piano di Sorrento alla fine del diciannovesimo secolo, figlio di un modesto armatore, iniziò a occuparsi di navi come "mozzo" sulle imbarcazioni paterne. 



Dopo la scomparsa prematura del genitore, Achille Lauro riuscì a tirar fuori il carattere e la faccia tosta tali da permettergli di costruire e ricostruire più volte il suo impero. Pioniere armatore con la nave "Iris", già ricchissimo nell'era fascista, Achille Lauro traghettò nel Dopoguerra la sua flotta facendone la più prestigiosa d'Europa. Poi l'approdo alla politica, con la fondazione del Partito Monarchico Popolare due anni dopo la sua candidatura a sindaco che lo vide stabilirsi a Palazzo San Giacomo nel 1952, inaugurando una lunga stagione improntata tutta sulla sua altera e venerabile figura. Achille Lauro divenne un mito: era forte, deciso, combattivo, secondo alcuni anche bello (tra legittime e illegittime, le donne non gli mancarono mai). Riuscì a riaccendere negli occhi dei napoletani quella ingenua speranza nella ripresa, economica e sociale, che avrebbe dovuto fare di Napoli la nuova capitale del Sud e di lui il suo "Re". 'O Comandante, però, fu anche tra i protagonisti di quella trasformazione del volto della città con speculazioni edilizie neanche tanto velatamente denunciate da Francesco Rosi ne "Le mani sulla città", uscito al cinema nel 1963. La sua esperienza era finita da poco:  l'ultima "corona" di Napoli aveva ceduto il passo l'anno prima. Il Comandante, tuttavia, continuò ancora ad esercitare la sua influenza fino alla fine dei suoi giorni. L'epilogo della sua vita, quarant'anni fa esatti - il 15 novembre 1982 -, non fu però così lieto. Dell'impero Lauro era rimasto ben poco, e quel poco sarebbe stato completamente disintegrato dai suoi eredi nel giro di pochi anni. Eppure lui, 'O Comandante, tra luci e ombre, tra "corone" e imbarcazioni, tra politica e imprenditoria, tra leggenda e realtà continua ancora ad affascinare.

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