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 PAPA LUCIANI: CANDORE E FORZA D'ANIMO


Un prete di campagna, tanto gracile quanto sorridente. Un uomo, prima ancora che un prelato, umile e generoso, sempre pronto ad accontentare tutti. I giovani il suo primo impegno da sacerdote: ascoltati, compresi, guidati ma mai sgridati. Con la sua vocina flebile, mai impositiva, mai perentoria, emerse dalla sua cercata pace solitaria a favore degli ultimi prima con la nomina a vescovo di Vittorio Veneto, per volere del futuro "Papa Buono", poi come Patriarca di Venezia, per mano di Paolo VI. 



Nell'agosto del '78, dopo l'assassinio di Aldo Moro, la morte di Papa Montini e le dimissioni del Presidente della Repubblica Giovanni Leone, tra terrorismo e nefandezze, la sua candida anima di misericordia e tenerezza accettò le volontà del Padre, diventando pontefice col nome di Giovanni Paolo I. Trentatré giorni, solo trentatré giorni di un pontificato che non fu privo di innovazioni e che consegnò a tutti l'immagine di un Papa in apparenza esile ma dotato di una grande forza interiore. Ebbene, a poco più di un mese dalla sua Beatificazione e a centodieci anni dalla sua nascita, volevo ricordare Papa Luciani riproponendovi l'articolo da me redatto ormai quattro anni fa, in occasione del quarantennale della sua nomina a pontefice. L'articolo è fruibile al seguente link:

https://ilrestodelmarino.blogspot.com/2018/08/albino-luciani-il-sorriso-di-dio.html


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