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SANTA PASQUA A TUTTI!

Domani si celebra la Pasqua. I bambini aspettano le uova di cioccolato con la sorpresa. I grandi, invece, non vedono l'ora di farsi una scorpacciata tra pastiere, colombe, casatielli, cioccolatini e arrosti di agnello. Maggior attesa - direi - c'è soprattutto per il pic-nic di Pasquetta. Tutti siamo in ansia già da un mese prima, per poter organizzare una gita fuori porta con parenti o amici, sfruttando i quasi sempre abbondanti avanzi del giorno prima. Sempre nella speranza che il tempo sia clemente. Cosa che raramente poi accade e spesso ci si ritrova a raccogliere di corsa teglie, stoviglie e coperte per ripararsi in auto e scampare al solito temporale. È chiaro, però, che in qualche modo bisogna pure "arrangiarsi": non si può lasciar passare una festa così, senza far nulla. Ma noi che festeggiamo - quindi siamo credenti o ci reputiamo tali - sappiamo davvero cosa significhi festeggiare la Pasqua ?
Con questo termine, per la religione cristiana, si indica la morte e resurrezione di Gesù Cristo, il figlio di Dio.


Deriva dall'aramaico Pèsach, che stava ad indicare la cosiddetta "Pasqua Ebraica", ovvero il famoso Esodo - la fuga degli ebrei dall'Egitto.
È dunque una festa. Però molto spesso la celebriamo come se la questione religosa, per così dire, fosse un orpello secondario. Un po' come per il Natale. In alcuni casi si rischia di ridurre tali ricorrenze ad occasioni buone per mangiare, divertirsi e scambiarsi regali. Ma si perde il punto centrale, ciò che davvero ci deve far esser felici e gioiosi di festeggiare: la resurrezione di Gesù. Il Messia col suo grande atto di coraggio, facendosi umile, ci ha dato la possibiltà di "morire per poi risorgere". Non si tratta di un'astratta definizione filosofico-teologica, ma è quello che ci capita costantemente. Perché non dobbiamo pensare soltanto alla morte come fine della vita terrena e inizio di quella ultraterrena ma come morte e resurrezione giornaliera. Noi moriamo ogni giorno. Tutti noi soffriamo, viviamo periodi difficili. Ci sembra sempre di arrivare al limite, di non farcela più, ma non è così. Perché possiamo "risorgere": tutto passa, tutto si supera e non dobbiamo temere alcunché. Questo è il grande dono che abbiamo ricevuto e che è giustissimo celebrare.
Ogni anno, con la Pasqua, Gesù ci ricorda che non dobbiamo mai perdere la speranza: Lui è morto e risorto per concedere a tutti noi di poterlo fare. Non solo dopo la morte e l'inizio della "nuova vita", ma ogni giorno, nei piccoli "dolori" quotidiani.
Quindi ben venga la festa: ben vengano i pranzi in famiglia pieni di sorrisi, le uova di pasqua ai bambini, le buone cose da portare in tavola - dopo ovviamente aver onorato il Signore in Chiesa. Ma non per abbuffarci di leccornie, come se celebrassimo una festa qualunque. No: per festeggiare la rinascita di Cristo ovvero la rinascita di tutti noi, come persone nuove e migliori. Cerchiamo tutti di ricordarcelo. Spesso lo dimentichiamo e nel dimenticare questo non ci rendiamo conto di questa grande possibilità che abbiamo, in grado di darci serenità e rendere la vita più lieve. Santa Pasqua a tutti!

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