L’AUGURIO PIÙ BELLO IN UN MONDO CHE RINASCE
Perché si augura Buona Pasqua? Cosa si nasconde dietro una frase ormai quasi ripetitiva e scevra da qualsiasi significato, religioso o laico che sia? Lo diciamo a parenti, amici e conoscenti. Ai colleghi di lavoro. Lo scriviamo in calce ad ogni email inviata in questi giorni, così come, senza neanche rendercene conto (forse) in decine di chat e gruppi WhatsApp.
Ma cosa attende a chi riceve questo augurio, ovvero a tutti noi? Cosa ci si deve aspettare? Semplice: il senso vero della Pasqua. Una speranza che non è vana, bensì certa. No, non la certezza della Resurrezione oltre l’orizzonte terrestre, quella che Gesù Cristo, uscendo dal Sepolcro dopo essere stato ingiuriato, offeso, deriso, crocifisso, umiliato, ucciso e sepolto ci ha promesso. No, non è questo, o meglio non solo. La certezza su cui chiunque riceva gli auguri di una Buona, Serena o Santa Pasqua può e deve fare affidamento è quella di una Resurrezione ovvero di una Rinascita quotidiana. Rinascita dalla morte, spirituale e morale. Rinascita dalle cadute e le ricadute della nostra esistenza giornaliera. Rinascita dalla sofferenza e dal dolore. Rinascita da un amore perduto o non corrisposto. Rinascita da un’amicizia delusa. Rinascita da una sconfitta patita. Rinascita da una giornata storta. Rinascita da un sentimento tradito. Rinascita da un fallimento annunciato o da una vittoria mancata. Rinascita che si nutre di paura ma anche di coraggio. Paura di farsi trascinare dalle proprie emozioni, paura di non rischiare più, e coraggio di farlo ancora e ancora. Augurare Buona Pasqua, dunque, a chi crede, a chi non crede e a chi spera, equivale a regalare una certezza: non esiste una fine. Per ogni fine c’è un nuovo inizio. Nell’Aldilà come e soprattutto nell’Aldiquà. Forse dove ce n’è più bisogno. Perché di Rinascita, care lettrici e cari lettori, ha bisogno la nostra Terra, che continua a sognare guardando alla Luna (o meglio alla navicella che ad essa punta) e le stelle, tranne in quella fetta di cielo dove sono offuscate da missili, droni e scontri aerei. Proprio laddove quella promessa si compì per la prima volta e continua a compiersi, nonostante tutto, tra sofferenze e difficoltà. Una promessa che si ripete ogni giorno, una speranza che si può riaccendere, nei cuori più sensibili, con un augurio sincero, con un augurio speciale, con l’augurio più bello. Buona Pasqua, per davvero!
A.M.M.

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