Passa ai contenuti principali

LA VERITÀ SECONDO PASOLINI


Forse più che a disvelarla la Verità, lui ci ha spinti alla sua ricerca. Ricerca, appunto, non scoperta. Perché Pier Paolo Pasolini era uno scrittore, un regista, un poeta, un uomo sensibile e complicato, pieno di contraddizioni (difficile riuscire a capirlo a fondo, al limite provarci), ma era anche un filosofo. Una persona incline alla riflessione, al porsi delle domande per trovarne le risposte. La sua ricerca della Verità si compie nell’osservazione della realtà, nell’indagine attraverso i meandri della religione, negli abissi dell’esistenza umana. Una ricerca continua fondata probabilmente sulla consapevolezza che essa fosse un affascinante esercizio critico più che una operazione strumentale finalizzata al raggiungimento di un obiettivo. Perché di verità ce ne sono tante.



 La verità per Pasolini si celava nei paesaggi fiabeschi e bucolici delle campagne friulane di Casarsa, nelle squallide baracche delle borgate disseminate nella periferia romana, tra donne di vita, giovani scapestrati, ladruncoli e miserabili raccontati in amabili versi. La verità si celava anche nelle Sacre Scritture, che la sua cinepresa ha più volte affrontato e raccontato secondo un punto di vista preciso, il suo. Ma la Verità, quella che ha un solo modo d’essere - come diceva Rousseau -, la si può trovare soltanto nel percorso che ad essa conduce. La Verità è quella che ognuno di noi possiede dentro, ciò che si avverte nel momento in cui ci si ferma a colloquio col proprio animo. Pier Paolo Pasolini ha speso la propria esistenza nel tentativo di scovare quella Verità. Ha offerto la propria vita, l’ha sacrificata in pagine vergate a penna o dattiloscritte tramutatesi in liriche preziose, romanzi affascinanti, documentari autentici e film straordinari, emblema essi stessi di quella ricerca che porta quasi mai alla comprensione del fine ma al sentirsi paghi del mezzo per raggiungerlo. 


    Il dialogo sulla Verità tra Otello (Ninetto Davoli) e Iago (Totò). Da Che cosa sono le nuvole?”, regia di Pier Paolo Pasolini, episodio del film “Capriccio all’italiana(1968).


Anche quel 2 novembre di cinquant’anni fa, che lo vide massacrato, umiliato, barbaramente privato della propria dignità e del proprio spirito, ha visto emergere un sacco di verità, ma non quella. Perché la Verità si nasconde tra le pieghe del cuore, nei meandri della coscienza, e metterla in luce, consapevolmente o inconsapevolmente, non è semplice. Pasolini affronta questo tema in Che cosa sono le nuvole?, in un profondo dialogo tra due marionette, Iago e Otello, interpretate rispettivamente da Totò e Ninetto Davoli in una rivisitazione del celebre dramma shakespeariano. Alla domanda di Otello/Davoli, che si chiede quale sia la Verità, Iago/Totò gli risponde che essa non è altro che ciò che percepiamo nel nostro intimo. Qualcosa che però non si può esternare, perché sfugge alle regole del linguaggio verbale. Per questo la Verità non si dice, ma si sente. Per questo tutti dicono di conoscerla ma non c’è nessuno in grado di rivelarla. Ecco perché la Verità, come ci ha insegnato Pasolini, è una ricerca continua.

A.M.M.



Commenti

Post popolari in questo blog

GRAZIE, PAPA FRANCESCO! Ho fatto quello che abbiamo fatto un po’ tutti, quello che lui stesso ci ha sempre chiesto. Ho pregato per lui. L’ho fatto per stima, fede e paura.  La paura che potesse abbandonarsi, che la sua ultima immagine rimanesse celata nelle stanze del Policlinico Gemelli. Oggi molti di noi potrebbero  pensare che sia stato tutto vano. E invece no, perché ciò gli ha permesso di resistere e non risparmiarsi fino alla fine. Papa Francesco ha lasciato  quell’ospedale: provato, stanco, aggrappato alla sedia a rotelle come a quella speranza che non ha perso mai. È tornato a casa sua. Ha continuato   a lavorare, anche durante la sua lunga degenza. Ha nominato nuovi cardinali, ha lanciato messaggi di pace.  Ha parlato di guerre inutili, di atroci   sofferenze. Ha incontrato i Reali e il Vice Presidente americano Vance. Ha parlato di Pasqua e di Resurrezione. Ieri mattina ha augurato Buona   Pasqua al popolo di Dio riunito a San Pietro e ha vol...
LILIANA RIMINI, LA MERAVIGLIA DI UN SOGNO « Non sembra ma ho tanti, tanti anni e tante esperienze […] di coraggio e di forza ». Non sembra, per davvero, osservandola nella sua figura minuta, nel suo sguardo limpido, da anziana rimasta bambina nell’animo, con la capacità di “filosofare”, come avrebbe detto Aristotele, ovvero di guardare il mondo con gli occhi della meraviglia. Liliana Rimini, classe 1929, milanese doc, esuberante ed elegante in un tailleur bianco e nero sembrava una ragazzina nel paese dei balocchi martedì mattina, quando all’Ospedale Antonio Cardarell i di Napoli, frutto dell’estro, della passione e dell’impegno del suo papà, l’architetto Alessandro Rimini, ha visto prendere forma quel sogno custodito per anni in un cassetto e ormai quasi assuefattosi alla polvere del tempo e del rimpianto mai svanito.  Liliana Rimini. Il suo papà, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, soprintendente ai monumenti di Trieste e Venezia Giulia, uno degli architetti più br...
DON CARLO CASCONE, IL RICORDO DI UN SORRISO DOLCE Braccia dietro la schiena, busto leggermente inclinato in avanti e su, un piede dopo l’altro, per la salita di Sant’Antuono, col basco calcato in testa e la tonaca svolazzante. Me lo ricordo così, don Carlo Cascone, quando la mattina, con la pioggia o con il sole, veniva a celebrare la messa feriale a pochi passi da casa mia, nella chiesetta di Sant'Antuono. Ci incontravamo sempre: io andavo a scuola e lui usciva dalla chiesa, a messa finita, fermandosi a parlare con i suoi parrocchiani, tra cui c’erano anche le mie nonne, Rosa e Assunta. Classe 1920, nativo di Lettere, vicino Napoli, don Carlo ha trascorso per oltre cinquant’anni la sua vita, terrena, spirituale e missionaria, a Lagonegro, in provincia di Potenza, dove è stato ordinato sacerdote nel 1943.  Monsignore per merito e per grazia dei suoi fedeli, prete saggio, generoso e popolare, devotissimo della Madonna di Sirino, al cui seguito, per decenni, è salito sulla vetta del ...