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 MONICA SCATTINI, L’IRONIA BLASONATA

Ironica, raffinata, signorile. Una caratterista di razza ma soprattutto una bella persona. Una donna simpatica, bella, seducente nella sua veracità, un’attrice di talento volata via troppo presto. Monica Scattini dovrebbe essere ricordata molto di più. Innanzitutto perché ha avuto ben poco tempo per dimostrare appieno la sua bravura, e l’ha fatto con intelligenza. E poi perché in quel posto, conquistato in quasi tre decenni di “commedia all’italiana”, lasciato vacante dieci anni fa, il 4 febbraio 2015, quando una lunga malattia ce l’ha portata via, nessuno ha osato più sedersi. 



Monica Scattini è stata una delle attrici più brillanti che il cinema italiano abbia avuto negli ultimi quarant’anni di storia. Ha lavorato con Mauro Bolognini, Ettore Scola, Dino Risi, Mario Monicelli (una dei figli che ordiscono l’assassinio degli anziani genitori nella notte di Capodanno in Parenti serpenti), Pupi Avati.


In alto, Monica Scattini con Alessandro Haber in “Parenti serpenti” (1992) di Mario Monicelli.
In basso, da sinistra, Antonello Fassari, Ezio Greggio, Monica Scattini e Emilio Solfrizzi in “Selvaggi” (1995) di Carlo Vanzina.


 Con Carlo Vanzina ci ha regalato performance che l’hanno consegnata per sempre alla storia della commedia nazionale, nelle vesti di toscana benestante con la puzza sotto al naso. Carlina, fotografa di moda, tra i miracolati sopravvissuti alla caduta di un aereo turistico su un’isola deserta in Selvaggi. Ilaria, la fanatica PR perennemente perduta tra scoop e rivelazioni scottanti nel film tv Vip. E l’indimenticata Simonetta Ricasoli della Ghirlandaia, nobildonna toscana decaduta e sposa di Dominici Alberto, romano e romanista di estrazione popolare, interpretato da uno straordinario Maurizio Mattioli, nelle quattro stagioni della fiction Un ciclone in famiglia


Da sinistra, Massimo Boldi, Barbara De Rossi, Monica Scattini e Maurizio Mattioli nella seria “Un ciclone in famiglia” (2004-2008) di Carlo Vanzina. 
 
 

Perché non solo il cinema, ma anche la televisione ha avuto modo di godere delle sue doti migliori: eleganza e maestria. Da brava figlia di papà regista (Luigi Scattini), ha saputo entrare nel magico mondo dello spettacolo priva di vanagloria e ostentazione boriosa. Al contrario dei suoi personaggi, spassosi pur nella loro “cordiale antipatia”, ella è sempre stata una donna superiore a qualsiasi diatriba, lontana dalla glorificazione a tutti i costi (solo un Nastro d’argento e un David di Donatello nella sua intensa esperienza cinematografica). Forse proprio per questo, per essere stata umile, onesta e professionale, rischia di essere dimenticata. E non sarebbe giusto. Perché Monica Scattini, dall’alto della sua “blasonata” carriera, ha sempre gettato il suo sguardo verso il basso, verso il suo amato pubblico, col suo sorriso allegro e la battuta pronta.

A.M.M.



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