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BUON COMPLEANNO, MASSIMO!


Gli attori, quelli bravi, pagano oggi la colpa di un cinema (quello italiano in particolare modo) da tempo povero di grandi film e di prestigiose firme. Lui è uno di questi. Un bravo attore, brillante, simpatico, che negli ultimi vent’anni ha legato il suo nome soprattutto a commedie di dubbio gusto presentate sotto l’Albero a Natale. Massimo Ghini, settant’anni oggi, invece, merita molto di più. Ha mosso i primi passi in teatro, passando da Zeffirelli a Strehler, e si è anche speso nella regia. 






Ha lavorato al cinema con registi come Bertolucci, Ferrara, Lizzani. In televisione, poi, tra fiction e miniserie è diventato un volto familiare al pubblico, colpito sempre dalla sua gentilezza e dalla sua eleganza. Chi vi scrive lo ha apprezzato molto nei panni di Luciano Ferrucci, il capomastro diventato geometra e costruttore passando la notte sui libri nel meraviglioso affresco della Roma degli anni sessanta di Raccontami. Così come nelle vesti di Enrico Mattei nella miniserie diretta da Giorgio Capitani, offrendo un’immagine del fondatore dell'ENI diversa da quella rappresentata da Gian Maria Volonté e Franco Rosi (a mio avviso insuperabile), ma di sicuro incisiva e verosimile, trattandosi di un lavoro televisivo e quindi dedicato a un pubblico diverso. Al cinema, invece, segnalerei il ruolo di Massimo, brillante avvocato romano e traditore seriale della moglie ne Il pranzo della domenica di Carlo Vanzina: una commedia amara sulla famiglia italiana agli albori del Duemila. Quando il registro comico e quello drammatico si fondono piacevolmente, infatti, è proprio lì che si vede il grande attore. E Ghini, nel suo piccolo, lo è. Buon compleanno, Massimo!

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