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LA FINESTRA DI FRONTE: LA VITA OLTRE I "VETRI" DELLA PAURA


Un giovane donna e un uomo anziano. Due anime affrante che si specchiano nei propri occhi, chiari e limpidi, scoprendosi l'uno complementare all'altro. Lui legato a un passato doloroso, che ha sempre condizionato la sua esistenza, lei incapace di vivere nel suo presente infelice. A fare da filtro, una finestra su un cortile popolare romano attraverso cui lei, Giovanna (Giovanna Mezzogiorno), trentenne moglie e madre di due bambini, spia l'inquilino dell'appartamento di fronte, sognando una vita diversa. Una vita diversa l'aveva sognata anche lui, Davide (Massimo Girotti), un uomo malato, affetto da disturbi di memoria, che la giovane donna e il marito di lei, Filippo (Filippo Nigro), incontrano in strada in stato confusionale, accogliendolo in casa nella speranza di risalire alla sua identità.


L'incontro tra Giovanna e Davide. Da sinistra, Giovanna Mezzogiorno, Filippo Nigro e Massimo Girotti.


Così, piano piano, oppressa da preoccupazioni, problemi economici, litigi col marito (lavoratore precario) e da un mestiere (contabile in una polleria) che non la appaga per nulla, Giovanna, inizialmente contraria, comincia ad affezionarsi alla presenza di quell'uomo e alla sua storia: un ex pasticciere, ebreo e omosessuale, scampato al rastrellamento del 1943 durante il quale riuscì a salvare la vita a tanti, tranne a Simone, un giovane di cui era innamorato. 



Giovanna osserva dalla sua finestra l'appartamento di fronte.


La sua passione per l'arte pasticcera la avvicina ancora di più a Davide, che la accoglie nella sua casa (dopo aver riacquistato pienamente la memoria ed essere ritornato alla sua vita) e nel suo laboratorio privato, facendo rinascere in lei la voglia di fare ciò che desidera dal profondo del cuore. Nel frattempo conosce quell'uomo che spiava dalla finestra, Lorenzo (Raoul Bova), e scopre che anche lui, di nascosto, la osservava. Così, lasciandosi trasportare dalle emozioni, Giovanna e Lorenzo incominciano a vedersi e, una sera, decidono di stare insieme.

                                                                           

La complicità tra Davide e Giovanna, tra dolci e confidenze. 


 Proprio mentre è a casa di Lorenzo, però, Giovanna guarda da una prospettiva diversa la sua finestra. In quel momento, rivede come in un flashback la sua vita, comprendendo come sia necessario fermarsi prima che sia troppo tardi. Così Giovanna torna sui suoi passi - dopo un attimo di esitazione - e l'indomani Lorenzo lascia la città per un nuovo incarico di lavoro, uscendo dalla sua vita. Al termine del film, si scopre che Davide, il suo amico, è morto, ma Giovanna ha ormai fatto sue le parole che, in un momento di lucidità dopo una crisi, l'uomo le ha offerto come una preghiera: "Non si accontenti di sopravvivere. Lei deve pretendere di vivere in un mondo migliore, non soltanto sognarlo". Finalmente libera dalle sue paure, Giovanna decide di prendere in mano la sua vita, seguire i propri sogni, fare della passione per i dolci un mestiere e cominciare a vivere con più leggerezza.


                                                                                                               Le ultime parole di Davide a Giovanna.


La pellicola che compie oggi vent'anni - uscì nelle sale il 28 febbraio 2003 - è senza dubbio il più grande successo di Ferzan Özpetek. In un'atmosfera quasi crepuscolare, dove il calore del sole che bacia Roma nei suoi suggestivi angoli cittadini (come Ponte Sisto, dove Giovanna e Davide si incontrano la prima volta) si mescola al freddo colore del cielo sopra la casa della protagonista, il regista racconta un incontro tra due persone molto simili: fragili, insicure, sognatrici. Una giovane donna e un anziano entrambi insoddisfatti della propria esistenza, dove lui, che ha capito troppo tardi cosa significasse davvero vivere, cerca di salvare lei, ancora in tempo per decidere quale direzione dare alla propria vita. 


La locandina del film.


Perché al di là della bravura degli altri coprotagonisti (Bova e Nigro), la forza del film si concentra tutta nelle interpretazioni di Giovanna Mezzogiorno e Massimo Girotti (morto poco dopo la fine delle riprese del film), che descrivono amabilmente  un rapporto di confidenza simile a quello tra un padre e una figlia, che dà ad entrambi il coraggio di liberarsi dal peso di una vita infelice e di trovare la forza di reinventarsi. Davide non può più recuperare il suo passato, che fa parte di lui e lo accompagna fino alla morte, ma Giovanna sì. Lei ha ancora la possibilità di decidere cosa fare della propria vita, senza fantasticare dietro a una finestra, metafora di una esistenza subita più che vissuta. Attraverso una bellissima sceneggiatura (scritta da Özpetek insieme a Gianni Romoli), accompagnata dalle musiche di Andrea Guerra (figlio del poeta Tonino), "La finestra di fronte" rappresenta, ancora oggi, una speranza: quella che il cinema possa insegnare anche a vivere. Vivere innanzitutto per se stessi, per le proprie passioni, per i propri sogni. Vivere in un mondo migliore, costruendolo pezzo per pezzo e non accontentarsi di osservare quello degli altri, nascondendosi dietro i "vetri" delle proprie paure. 



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