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 11 LUGLIO 1982: IL CORAGGIO DEGLI ITALIANI


Il Santiago Bernabéu gremito di tifosi e di speranze. Il presidente Pertini che esulta dagli spalti perdendo il suo proverbiale aplomb. Il gol al 57' di "Pablito" Rossi. E quell'urlo, quell'urlo che ancora riecheggia nelle orecchie di chi c'era: "Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!". La voce di Nando Martellini, storico cronista della Rai, segnò la fine di una partita in cui, forse, nessuno avrebbe mai creduto. Bearzot, Zoff, Bergomi, Cabrini, Gentile, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani, Altobelli, Causio. Nomi entrati nella storia d'Italia, non solo calcistica.



Tre reti contro la Germania Ovest. Forse anche quelle un presagio dello sgretolamento del Muro che si sarebbe verificato qualche anno dopo. L'Italia che combatte e ce la fa, l'Italia che vince. L'Italia che comincia male, l'Italia che si riprende e affronta il "Mundial" con il coraggio di chi sa di essere normale, e per questo invincibile. Ciò che accadde l'11 luglio 1982 rimane uno dei fotogrammi più belli della storia del nostro Paese. Un momento di forte commozione, un momento di grande speranza, attraverso un gioco che, può piacere o meno, però unisce. Unisce persone, famiglie, classi sociali differenti. Lega tutti in un sentimento comune. Un sentimento di fiducia nelle capacità dell'uomo e dei suoi mezzi. Anche correndo dietro ad un pallone. Quella sera di quarant'anni fa, gli italiani diedero ancora una volta prova della loro grandezza, della loro semplicità e del loro coraggio. Il coraggio proprio di uomini semplici diventati eroi.

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