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 FLORA, JOLANDA, ANNA: LE ULTIME DONNE DELLA MAGNANI


È passato mezzo secolo dalla loro messa in onda, eppure questi tre film andrebbero riscoperti. L'unica esperienza televisiva di un'attrice che ha fatto grande il cinema italiano, ma soprattutto uno straordinario addio alle scene, che meglio non poteva riuscire.

Era il 26 settembre 1971 quando sul primo canale (oggi Rai 1) veniva trasmesso il primo film della serie "Tre donne". Tre pellicole accomunate da una sola cosa: il racconto di una donna, delle sue miserie e delle sue speranze. Flora, Jolanda ed Anna, tre personaggi diversi ma uniti dalla medesima forza di volontà e determinazione, oltre che dall'interprete delle loro peripezie, l'immensa Anna Magnani.


Anna Magnani con Massimo Ranieri ne "La sciantosa".


Tre donne, dunque, le ultime di una lunga serie di figure femminili che sembravano cucite addosso a lei. Da "Roma città aperta" di Rossellini a "Mamma Roma" di Pasolini, passando per "Campo de' fiori" di Bonnard e "Bellissima" di Visconti - solo per citarne alcuni -, la Magnani ha sempre portato in scena donne come lei: appassionate e sincere, fragili ma decise. E con la regia di Alfredo Giannetti (e il commento musicale di Ennio Morricone), nella sua ultima grande prova d'attrice - il suo ultimo impegno al cinema fu un piccolo cameo in "Roma" di Fellini, nel 1972, un anno prima di morire -, ha saputo lasciarci tre immagini di donne legate per sempre al suo volto e alla sua espressività. Il primo film, andato in onda cinquant'anni fa esatti è "La sciantosa": il racconto di Flora, matura artista di café-chantant sfrattata e senza una lira che decide di accettare un ingaggio come intrattenitrice dei soldati impegnati al fronte nel '15-'18. La sofferenza della Grande Guerra, le sue innocenti vittime, le faranno capire molte cose della vita, quelle importanti, giusto in tempo prima di trovare la morte sotto il fuoco nemico, nel salvare la vita ad un giovane militare napoletano (interpretato da Massimo Ranieri).


Anna Magnani con Enrico Maria Salerno in "1943: Un incontro".


Il secondo film (trasmesso il 3 ottobre 1971) è invece "1943: Un incontro", dove è Jolanda, una infermiera che, nella Roma occupata dai nazisti e bersagliata dalle bombe Alleate, si innamora di Stelvio (Enrico Maria Salerno), un ufficiale disertore col quale spera di ricostruirsi una vita all'indomani della guerra, perdendolo tuttavia nel momento in cui egli viene deportato in un lager. Il terzo (trasmesso il 10 ottobre 1971), infine, è "L'automobile", una storia moderna che si discosta dalle prime due. Se infatti Flora e Jolanda si rifanno grosso modo alle figure del neorealismo (la sora Pina di "Roma città aperta"), Anna Mastronardi, attempata prostituta romana che, in preda alla solitudine e allo sconforto, decide di acquistare una automobile pur di sentirsi realizzata, è un personaggio differente. "Una donna di vita", una donna che ha accumulato una certa quantità di denaro con la sua attività, famosa nei quartieri della Roma bene tanto da essere soprannominata "La contessa", ma tuttavia sola, nonostante l'amicizia di Gigetto (Vittorio Caprioli), spiantato e squattrinato vecchio cliente a cui si affida per farsi dare lezioni di guida e prendere la patente. Il finale, però, è sempre lo stesso. La piccola Fiat 850 Sport Spider, il suo sogno, va ad infrangersi sulla Cristoforo Colombo, a causa della guida spericolata di un giovane di bella presenza a cui aveva incautamente offerto un passaggio e concesso di guidare.



Anna Magnani ne "L'automobile".

Sia Anna che Flora e Jolanda vedono la loro vita deluderle anche quando tutto sembrava filare per il verso giusto. Ma la bellezza di queste tre donne rimane il coraggio di lottare, la voglia di migliorarsi, il desiderio di realizzarsi pur rimanendo fedeli a se stesse. Ecco, proprio in questo "Tre donne", per me, rispecchia appieno ciò che è stata Anna Magnani. Un'attrice venuta fuori dal nulla, una donna che ha sofferto (cresciuta senza un padre, abbandonata dalla madre, delusa dagli uomini che aveva amato), una donna che ha gioito dei propri successi senza mai prendersi troppo sul serio e conservando quella semplicità che l'ha sempre contraddistinta fuori e dentro lo schermo.

Ebbene, per quanto si tratti di film per la tv (ma non bisognerebbe mai generalizzare), credo che queste tre pellicole rappresentino davvero un prezioso lascito di Anna Magnani al suo pubblico. L'ennesima prova di ciò che è stata per lo spettacolo italiano. Una vera antidiva, una autentica donna.

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