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NOVANT'ANNI PER MASSIMO TURCI: "LA VOCE DEI GIOVANI"

 È stato "l'anima" della giovinezza. Col suo timbro familiare, ironico e gioviale ha saputo impersonare decine di attori giovani, star del cinema mondiale e sconosciuti, sapendo dare le giuste caratterizzazioni al personaggio di turno. Massimo Turci, novant'anni oggi, si è allontanato dalla sala di doppiaggio alla fine del secolo scorso, quando terminò la sua brillante carriera iniziata più di cinquant'anni prima e quasi per caso.



Un giorno, passeggiando per Roma - città in cui è nato il 20 giugno 1930 - con sua sorella Anna, venne fermato dal direttore di produzione Franco Amalfitano che aveva individuato in lei la bambina che cercava da tempo. Quando però accompagnò la sorella al provino per il film "Fari nella nebbia", Massimo Turci colpì a tal punto il regista Gianni Franciolini che questi decise di creare apposta un personaggio anche per lui. Fu così che nel 1942, a soli dodici anni, Massimo Turci fece la sua prima esperienza recitativa, entrando anche per la prima volta in una sala di incisione - dovendosi doppiare nel film, come prassi consueta all'epoca -, dimostrando subito un talento naturale.
Dopo quella prima esperienza, ritornò ancora a recitare in alcuni film ("Odessa in fiamme" e "Gelosia") ma con lo scoppio della Seconda guerra mondiale la sua precoce carriera si interruppe. Nel Dopoguerra, però, arrivò una grande occasione. Spinto dalla buona esperienza ottenuta grazie alla sua voce, partecipò ad un concorso dell' EIAR come interprete in alcuni programmi per ragazzi. Passò poi alla prosa radiofonica, recitando in numerose commedie accanto a nomi come Arnoldo Foà e Giorgio Albertazzi.

                                                                                       
                                                  Alcuni dei più noti attori internazionali doppiati da Turci. Da sinistra, Alain Delon, Jacques Perrin e Anthony Perkins.

Nello stesso periodo cominciò la sua carriera di doppiatore, entrando nella Cooperativa Doppiatori Cinematografici (C.D.C.) dove ebbe come maestro il grande Giulio Panicali. Da quel momento in poi la voce di Massimo Turci divenne un elemento importante della cooperativa. Se "nomi" come Emilio Cigoli, Gualtiero De Angelis e lo stesso Giulio Panicali doppiavano le grandi star internazionali, Turci divenne la voce ufficiale dei giovani.



                                  Da sinistra, Luciano Marin, Enio Girolami e Mario Girotti (Terence Hill), "volti" del cinema italiano doppiati occasionalmente da Massimo Turci.


Tra i più celebri attori stranieri da lui doppiati si ricordano Alain Delon, Jacques Perrin, Anthony Perkins e Sal Mineo. Ma prestò le proprie "corde" anche a giovani attori italiani come Luciano Marin, Enio Girolami e Mario Girotti (prima che diventasse Terence Hill) e ad alcuni cantanti interpreti dei popolari "musicarelli" degli anni '60, come Little Tony e Albano Carrisi.
Tuttavia, a partire dagli anni '70, Massimo Turci si dedicò anche alla direzione del doppiaggio per la Rizzoli. Curò infatti il doppiaggio di tutti i film di Luigi Magni e Mario Monicelli (a partire da "Camera d'albergo" del 1981). E proprio come direttore di doppiaggio concluse la sua carriera nel 1999, dieci anni prima di ricevere il prestigioso "Leggio d'oro" alla carriera - oltre al "Gran premio internazionale del doppiaggio" - come riconoscimento per oltre quarant'anni di attività.
Gran parte dei suoi novant'anni, infatti, Turci li ha trascorsi all'interno di una sala di doppiaggio a seguire labiali ed espressioni, dialoghi e scambi di sguardi, per offrire il tono giusto al suo personaggio, con grande professionalità e maestria.
Forse, però, è anche giusto che Massimo Turci, dopo nove decenni di vita, si prenda il suo giusto e meritato riposo e si riappropri del suo volto, per la maggior parte del pubblico a tutt'oggi sconosciuto. A differenza della sua inconfondibile voce: dolce, delicata, giovanile. Proprio come l'animo e lo spirito di questo grande interprete del doppiaggio italiano.

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