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GIANNI RODARI: IL MONDO VISTO CON OCCHI "GIUSTI"

 Dopo i libri delle favole - che amo tuttora - il primo libro di cui ho memoria è "Il libro dei perché?" di Gianni Rodari. Mi venne regalato quando avevo tra gli otto e i dieci anni e ancora lo conservo. Era un libro straordinario, in cui "l'idolo" di tutti i bambini - perché, almeno un tempo, Rodari lo era - rispondeva a modo suo alle loro molteplici domande: "Perché si nasce? Perché il cielo è blu? Perché si sogna?". Le risposte erano sempre meravigliose nella loro semplicità, caratterizzate da uno stile unico - prosa in rima -, ironico e fantasioso. Stile che contraddistingue l'intera opera di Rodari, dalle favole alle filastrocche, passando per i proverbi.


Lui che, oltre ad essere un grande scrittore ed un maestro - anche se sarebbe più giusto definirlo pedagogo -, era prima di tutto un uomo che non aveva dimenticato di essere stato un bambino. Credo sia stato proprio questo il successo della sua carriera di scrittore che va dal Dopoguerra agli anni '70, quando raggiunse il massimo con la pubblicazione della "Grammatica della fantasia", in cui cerca di spiegare l'importanza della componente fantastica non solo nel bambino, ma nella crescita e nella vita in senso più ampio.
Oggi ricorrono quarant'anni dalla sua scomparsa - 14 aprile 1980 -, ma ad ottobre, esattamente il 23, sarebbe stato il suo centesimo compleanno e spero di dedicare ampio spazio alla sua vita e alla sua carriera.
Quello che invece voglio fare oggi è esprimere il mio pensiero che credo fosse lo stesso di Rodari: sognare, fantasticare, "credere" sono componenti fondamentali della nostra vita. Se non fosse così, non servirebbe neanche insegnarle ai bambini, come si è sempre fatto. C'è una frase che non ho mai sopportato: "Credi ancora nelle favole!", detto con tono canzonatorio, quasi fosse disdicevole farlo oltre un certo limite di età. Ebbene, affermo con orgoglio di appartenere a quelli che credono ancora "nelle favole". Sono pienamente convinto che la fantasia oltre ad ampliare i nostri orizzonti ci renda molto più consapevoli della realtà, facendoci cogliere aspetti e sfumature che sfuggono alla ragione.
Come lui stesso scrisse: "Il mondo si può guardare ad altezza d'uomo, ma anche dall'alto di una nuvola". E con i suoi libri, fatti di versi buffi ma pieni di verità, Gianni Rodari è stato in grado di mostrarci un pianeta pieno di cose belle e di possibilità sconfinate che attendono soltanto qualcuno in grado di coglierle. Come fare? C'è un segreto? Probabilmente sì, ma se è quello che penso io non è difficile per nessuno. Basterà fare un passo indietro con la mente, ai cosiddetti "anni felici", e tornare a guardare il mondo con occhi "giusti": quelli dell'infanzia che ognuno di noi ha vissuto.


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