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VIRGILIO SAVONA, "L'ANIMA" DEI "CETRA" E DELLA CULTURA ITALIANA


Spesso è "semplicemente" ricordato come uno dei fondatori del Quartetto Cetra, il complesso swing composto da Felice Chiusano, Lucia Mannucci e Tata Giacobetti. Proprio con quest'ultimo infatti, Virgilio Savona ha realizzato musiche e testi di centinaia di brani del quartetto, ma non solo: ha anche avuto una parallela carriera come compositore, divulgatore musicale e cantautore "impegnato".
Savona, nato a Palermo - il 21 dicembre del 1919 - ma cresciuto fondamentalmente a Roma, dimostrò un talento precoce. Cominciò a studiare musica a soli sei anni e ad appena dieci esordì in radio suonando al pianoforte.



Dopo il diploma di maturità, fu ammesso al sesto anno di pianoforte al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, sotto la direzione del maestro Renzo Silvestri.
L'anno della svolta fu il 1940 quando, al Teatro Valle di Roma, conobbe il Quartetto Egie, complesso costituito da Enrico De Angelis, Giovanni "Tata" Giacobetti, Iacopo Jacomelli e Enrico Gentile. Savona cominciò a collaborare con loro come arrangiatore, per poi entrare nella formazione in sostituzione di Jacomelli. Nacque così il Quartetto Cetra (dal nome dello strumento musicale) che - dopo l'uscita di De Angelis e Gentile - vide l'ingresso della storica voce femminile Lucia Mannucci - moglie di Savona - e di Felice Chiusano.



Il Quartetto Cetra; da sinistra, Virgilio Savona, Lucia Mannucci, Tata Giacobetti e Felice Chiusano.

                


Ben presto i "Cetra" divennero uno dei complessi più popolari al mondo, ritmico, scanzonato e mai sopra le righe, con la realizzazione di brani entrati ormai a far parte della nostra cultura come "Un bacio a mezzanotte", "Nella vecchia fattoria" e "L'arca di Noè".
Savona curò anche i testi di alcuni programmi che videro il Quartetto protagonista sul piccolo schermo negli anni '60, come la celebre "Biblioteca di Studio Uno", in cui si mettevano in scena ironici rifacimenti dei classici della letteratura, come "I tre moschettieri" e "L'Odissea".
A partire dalla fine degli anni '60, però, Virgilio Savona intraprese un percorso parallelo. Si diede alla ricerca e alla riscoperta di canti della tradizione popolare, fondando l'etichetta "I Dischi Dello Zodiaco" e realizzando testi e musica per grandi artisti.


 Da sinistra, Felice Chiusano, Virgilio Savona, Tata Giacobetti, Alberto Lupo e Claudio Villa in "I tre moschettieri"      (Biblioteca di Studio Uno).

   


Degna di nota la sua collaborazione con Giorgio Gaber, per il quale realizzò l'album "Sexus et politica" (1970), contenente brani da lui scritti ispirandosi a testi della letteratura latina. Nel 1972, invece, esordì come cantautore con l'album "È lunga la strada".



                      La copertina dell'album "Sexus et politica" di Gaber con testi e musiche realizzati da Savona.


Inoltre, insieme alla moglie Lucia Mannucci, incise anche album destinati ai più piccoli come "Cantilene, filastrocche e ninne nanne" (1970) e "Filastrocche in cielo e in terra" (1972).
Nei primi anni '90, con la scomparsa di Giacobetti (1988) e di Chiusano (1990), si chiuse per sempre la storia del Quartetto Cetra. Savona e la Mannucci, però, continuarono ancora a dedicarsi alla musica, pubblicando dischi e partecipando a trasmissioni televisive.
Nel 1994,  ricevette il "Premio Tenco", come riconoscimento per la sua carriera e il suo contributo artistico alla cultura italiana.
Malato da tempo di Parkinson, Savona morì a seguito di complicazioni della malattia il 27 agosto del 2009, all'ospedale San Giuseppe di Milano, dove era stato ricoverato. Tre anni dopo, anche Lucia Mannucci, ultima rappresentante dei "Cetra", se ne andò via, scrivendo la parola fine dopo più di cinquant'anni di storia musicale italiana.

Credo però che - a cento anni dalla sua nascita - non sia giusto parlare di Savona semplicemente quale storico componente del Quartetto Cetra. Egli infatti fu ben altro: compositore, cantautore, arrangiatore, ricercatore e custode della tradizione musicale, spaziando dal jazz allo swing, dal canto popolare alla canzone politica. Ritengo, pertanto, ricordare Virgilio Savona anche come "L'anima" della cultura musicale italiana a cui con la sua bravura, il suo impegno e la sua arte sopraffina seppe dare un importante contributo tutt'oggi riconosciutogli.

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