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ADDIO AD ALESSANDRA PANARO: GENUINA SEMPLICITA'

Avevo già in mente di dedicarle un articolo. Volevo farlo il prossimo 14 dicembre, in occasione dei suoi ottant'anni. Invece sono "costretto" a farlo ora, con un pizzico di malinconia, ma con la medesima ammirazione. Ieri è venuta a mancare una grande artista del nostro cinema: Alessandra Panaro, nota a tutti per aver interpretato Annamaria nella trilogia di Dino Risi "Poveri ma belli", "Belle ma povere" e "Poveri milionari", con Renato Salvatori, Maurizio Arena e Lorella De Luca.



È morta in una clinica in Svizzera, dove ormai si era stabilita da tempo. Bella, bionda, dai lineamenti appena accennati, e gli occhi grandi e dolci, Alessandra Panaro ha incarnato per anni la "fidanzata ideale", la ragazza che tutti avrebbero voluto avere al proprio fianco. Titolo condiviso con la collega Lorella De Luca, con la quale partecipò come valletta a "Il Musichiere" del grande Mario Riva - che le aveva soprannominate "le cognatine".



   Da sinistra, Renato Salvatori, Lorella De Luca, Alessandra Panaro e Maurizio Arena sul set di "Poveri milionari",       1958.


Fu anche "Lazzarella" nell'omonimo film di Carlo Ludovico Bragaglia, ispirato alla nota canzone di Domenico Modugno e Riccardo Pazzaglia. Recitò anche con Totò, in "Destinazione piovarolo" e "Totò, Peppino e le Fanatiche" - in cui interpretava sua figlia.
Con la Panaro non scompare soltanto l'ultima interprete di quell'Italia "povera ma bella" descritta amabilmente da Dino Risi ma, soprattutto, una grande interprete che deve il successo non solo alla sua incontestabile bravura, ma anche a quella genuina semplicità che oggi manca sempre più.


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