CIAO, EDO!
Già lo vedo, davanti al tribunale dell’Altissimo, che si discolpa al grido di «Lo giuro, lo giuro!», come di fronte al giudice Marzio Honorato, assieme al fratello Gigi, per aver truffato la società che gestiva il casello del Vomero della tangenziale di Napoli. I Fatebenefratelli, Edo e Gigi Imperatrice, sono di nuovo insieme. Come in Così parlò Bellavista, il cult di De Crescenzo. Come nei film di Ninì Grassia con Nino D’Angelo “casco d’oro”. Come nelle miriadi di spettacoli in giro per l’Italia, prima della consacrazione, tra grande e piccolo schermo, dalle televisioni private partenopee (dove hanno condotto programmi fino a non moltissimi anni fa) alla Rai.
| I Fatebenefratelli. A sinistra, Gigi, a destra, Edo. |
Nati a San Giorgio a Cremano, cresciuti per vent’anni a Torino, figli di un autore teatrale napoletano che “per hobby” faceva il tramviere, Edo e Gigi iniziarono a esibirsi giovanissimi. Tra esperienze e lavori più disparati, riuscirono a sfondare nello spettacolo attraverso una delle forme d’arte più antiche del teatro napoletano, il cabaret. Poi arrivarono il cinema e la televisione, dal grande successo del festival di Napoli prima e dopo - di cui erano anche autori - a varie rubriche sulle reti regionali campane, come Balconcino napoletano, condotto con Gloriana.
Alto, distinto e molto ricercato nel vestire (abiti, cappelli, cravatte) Gigi, basso, folcloristico e in salopette Edo, i Fatebenefratelli sono stati l’espressione stessa della napoletanità popolare, esportata oltre i confini della terra d’origine. La loro esperienza artistica nazionale, prima in teatro, tra palcoscenici e spettacoli di piazza, poi televisiva, ha permesso loro di raggiungere le platee più diverse, rimanendo sempre e comunque fedeli al proprio pubblico, quello che negli ultimi anni ha continuato a seguirli, tra apparizioni sulle tv locali e divertenti e pungenti articoli sulla stampa. E se sei anni fa, con la scomparsa di Gigi, sui Fatebenefratelli calava il sipario della dimenticanza, adesso, con la scomparsa di Edo (avvenuta il 5 febbraio scorso), è il momento di spalancare le tende sul proscenio. Ben presto, infatti, nel cielo del Paradiso, azzurro come il golfo di Napoli, quei due mattacchioni torneranno a farci sorridere. Perché la eco delle loro risate, arriverà fin qui. Se ne sono sicuro? Lo dico con parole sue: lo giuro, lo giuro! Ciao, Edo!
A.M.M.
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